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GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVE MEDICINES

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VACCINI SICURI ?
DICHIARAZIONE  di PERICOLOSITA’
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Negli USA dal 1988 le vaccinazioni si sono triplicate ed i casi di Autismo sono aumentati del 270 % !!
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 Vaccini sicuri ? NO !  +  Meningite dai vaccini
 la Teoria dei Germi di Pasteur e' Falsa  + 
Contenuto dei Vaccini
 
Come distruggere in maniera scientifica il sistema immunitario, con i Vaccini
IMPORTANTE: questo pdf: http://www.dipmat.unipg.it/~mamone/sci-dem/nuocontri_1/debernardi.pdf
Danni Biologici dei Vaccini e Cure (dott. M. Montinari)  +  Danni dei Vaccini  (testimonianze)
Nanoparticelle.it  +  Illusoria la copertura vaccinale  +  Bambini uccisi dai vaccini 
Caso Tremante  + 
Risarcimento Danni da Vaccino  +  Guerra contro le Donne
Esami indispensabili, prima di vaccinare
 Contenuto dei Vaccini

Farmaci , Soldi, Bugie: www.informatori.it/informatori/farsold.htm
L'F.D.A. (USA) ha TENUTO NASCOSTE le PROVE della PERICOLOSITÀ dei CIBI TRANSGENICI
e di molti Farmaci e Vaccini   (vedi la trasmissione Report -Rai3 del 20704/08)
Corruzione nella Sanita' italiana = Aifa
Il padre pago' Poggiolini, il figlio l'Aifa
Malattie inventate
Quanti animali vengono UCCISI per i test sui vaccini ?
Le REAZIONI da VACCINO  - "Quando succede a Voi od al Vostri bambini, I rischi sono del 100%"
Esami indispensabili, prima di vaccinare


La Merck ammette l'inoculazione del virus del cancro
- La divisione vaccini della farmaceutica Merck, ammette l'inoculazione del virus del cancro per mezzo dei vaccini.
 La sconvolgente intervista censurata, condotta dallo studioso di storia medica Edward Shorter per la televisione pubblica di Boston WGBH e la Blackwell Science, è stata tagliata dal libro "The Health Century" a causa dei sui contenuti - l'ammissione che la Merck ha tradizionalmente iniettato il virus (SV40 ed altri) nella popolazione di tutto il mondo.
 Questo filmato contenuto nel documentario "In Lies We Trust: The CIA, Hollywood & Bioterrorism", prodotto e creato liberamente dalle associazioni di tutela dei consumatori e dall'esperto di salute pubblica, Dr. Leonard Horowitz, caratterizza l'intervista al maggior esperto di vaccini del mondo, il Dott. Maurice Hilleman, che spiega perché la Merck ha diffuso l'AIDS, la leucemia e altre orribili piaghe nel mondo : http://www.youtube.com/watch?v=edikv0zbAlU


Nei vaccini venduti al terzo mondo si é scoperto che molti di questi contenevano l'ormone B-hCG un anti fertile se immesso in un vaccino.
La corte Suprema delle Filippine ha scoperto che oltre 3 milioni di ragazze e donne hanno assunto questi vaccini contaminati, cosí come in Nigeria, Tailandia ecc...
Per chi non abbia ancora visto questi video-documenti scioccanti:
http://uk.youtube.com/watch?v=edikv0zbAlU
http://it.youtube.com/watch?v=wg-52mHIjhs&feature=related
Sembrerebbe che oltre al profitto a tutti i costi, ci sia dietro qualcosa d'altro....impedire alle donne dei paesi del terzo mondo... di avere figli....

 


Il Journal of American Physicians and Surgeons nel volume 9 numero 3 del 2004 ha pubblicato uno studio dettagliato e curato contenente considerazioni sul legame tra vaccino antimorbillo-parotite-rosolia ed autismo
I due autori, ricercatori e medici, Yazbak e Goldman smontano pezzo per pezzo lo studio danese di Madsen et al. pubblicato nel 2002 che rigettava l'ipotesi di correlazione e pareva voler mettere una pietra sopra alla questione.
Quello studio era diventato la bandiera dietro la quale era stata condotta la feroce battaglia al medico Andrew Wakefield, primo a pubblicare su casi clinici che mostravano il legame tra vaccino e autismo su Lancet.
Lo studio del J. of Ph. and Sur. ora constata e dimostra errori statistici e di metodo che invaliderebbero l'intero studio di Madsen.
Testo integrale dello studio
in: www.jpands.org/vol9no3/goldman.pdf

Il sistema di registrazione degli effetti collaterali da vaccino (Vaers) della FDA riceve circa 11.000 segnalazioni annuali di reazioni avverse da vaccino, di cui circa l'1% (112) sono morti per effetti da vaccino. La maggior parte di queste segnalazioni sono fatte da medici e la maggior parte delle morti sono attribuite al vaccino anti pertosse, la "P" in DPT.
Questo dato da solo è allarmante, ma è solo la punta dell'iceberg.

La FDA stima che solo il 10% delle reazioni avverse da vaccino sono riportate,  un dato sopportato dagli studi del Centro nazionale per le informazioni sui vaccini (Nvic).
Infatti, il Nvic riporta che "a New York solo 1 medico su 40 (2,5%) conferma che una morte o una malattia sia conseguente alla vaccinazione", quindi il 97,5% delle morti e delle malattie correlate ai vaccini vengono ignorate.

Mettendo da parte le implicazioni per l'integrità della professionalità medica (i medici sono obbligati per legge a denunciare gli effetti da vaccino), tutto ciò suggerisce che le morti da vaccino attualmente dovrebbero essere più di 1.000 all'anno.

Con la pertosse, il numero delle morti per vaccino fa apparire piccolo il numero delle morti per malattia, che è intorno alle 10 ogni anno in accordo con il CDC, e 8 nel 1993, l'ultimo picco di incidenza annuale (la pertosse ha cicli di 3-4 anni, ma non la vaccinazione).
Messa giù semplicemente, il vaccino è 100 volte più mortale della malattia.
Se non fosse per i molti casi in cui popolazione altamente vaccinate hanno contratto la malattia, e per il fatto che la malattia era già diminuita fortemente prima dell'obbligatorietà del vaccino (le morti per pertosse diminuirono del 79% prima del vaccino), tutto ciò sarebbe sconosciuto, ma ora è dura considerarlo un sacrificio necessario per il bene di una società libera da malattie.

Sfortunatamente la storia delle morti da vaccino non finisce qui. 
Studi nazionali e internazionali hanno dimostrato che le vaccinazioni sono una causa della Sids, Sindrome da morte infantile improvvisa: una diagnosi onnicomprensiva per i casi in cui la causa di morti è sconosciuta; si stima una percentuale di 5 su 10.000 casi ogni anno negli Usa.
Uno studio rivela che i picchi di incidenza di Aids si riscontrano all'età di 2-4 mesi negli Usa, precisamente quando vengono somministrati le prime due dosi di vaccino.
Ci sono anche studi che mirano a trovano l'assenza di relazioni tra Aids e vaccini. Comunque, molti di questi sono invalidati da un altro studio che rivela come la pratica del confondere abbia distorto i risultati a favore dei vaccini.

E' sbagliato scegliere la prudenza ? Questa credibile correlazione tra vaccini e morti infantili non dovrebbe essere la causa di un meticoloso e diffuso monitoraggio dello stato delle vaccinazioni in tutti i casi di Aids ?

Nella metà degli anni '70 Il Giappone innalzò l'età vaccinabile da 2 mesi a 2 anni; l'incidenza di Aids diminuì vertiginosamente .

Malgrado ciò, la comunità medica degli Usa ha scelto una posizione di rifiuto.
I magistrati che indagano sulle cause di morte (Coroner) rifiutano di segnalare lo stato vaccinale delle vittime da Aids e famiglie insospettabili continuano a pagare il prezzo, non conoscendo i pericoli e private del diritto di scegliere.

I rapporti sugli effetti collaterali suggeriscono anche che il numero totale di reazioni avverse ogni anno sia attualmente più di 100.000. A causa delle mancate segnalazioni dei medici, nessuno conosce quante di queste sono permanenti disabilità, ma le statistiche suggeriscono che sono molto più alte delle morti.


Questa convinzione è rafforzata da uno studio che rivela come 1 bambino su 175 che hanno completato la serie del DPT soffre di "gravi reazioni" e un rapporto medico destinato alle autorità rivela che 1 su 300 immunizzazioni con DPT sfocia in attacchi.

In Inghilterra si assistette a un crollo delle morti per pertosse da quando la percentuale di vaccinazione è scesa dall'80 al 30% nella metà degli anni '70.

Lo studio dell'epidemiologo svedese B. Trolfors sull'efficacia e la tossicità del vaccino antipertosse nel mondo rivelò che "la mortalità associata alla pertosse è correntemente molto bassa nei paesi industrializzati e non si riscontrano differenze comparando paesi con alta, bassa o nulla percentuale di immunizzazione".

Egli rivelò anche che Inghilterra, Gallese Germania Ovest avevano più esiti mortali da pertosse nel 1970 quando la percentuale di vaccinazione era alta rispetto alla seconda metà degli anni '80 quando la percentuale era diminuita.

Le vaccinazioni ci costano molto di più che la vita e la salute dei nostri bambini.
Il programma del governo federale per il risarcimento dei danni da vaccino negli Usa (Nvicp) ha pagato più di 650,6 milioni di dollari a genitori di bambini morti o resi disabili dai vaccini, una media di 90 milioni all'anno per i contribuenti. 
Il Nvicp ha ricevuto più di 5.000 richieste dall'88, incluse oltre 700 morti da vaccino, e ci sono ancora oltre 2000 casi pendenti di morte o malattia per i quali potranno occorrere anni prima di arrivare alla conclusione.
Nel frattempo, le compagnie farmaceutiche hanno un mercato sicuro:
i vaccini sono legalmente previsti da tutti i 50 stati Usa (sebbene facilmente evitabili legalmente), ma queste stesse compagnie sono "immuni" dalla responsabilità per le conseguenze dei loro prodotti. Inoltre, è permesso loro di usare metodi che impediscono, negli accomodamenti legali per risarcimento di danni da vaccino, la diffusione di informazioni al pubblico circa i pericoli delle vaccinazioni.

Questi compromessi sono chiaramente non etici esse costringono il pubblico americano che non esprime il proprio consenso a pagare per le responsabilità dei produttori di vaccini, che fanno in modo che questo stesso pubblico continui ad ignorare i pericoli dei loro prodotti. 
E' anche interessante notare come le compagnie di assicurazione (che fanno i migliori studi sulle responsabilità) rifiutano di coprire le reazioni avverse da vaccino.

Le posizioni delle compagnie farmaceutiche e delle assicurazioni paiono dunque dettate dai profitti.  

Commento VERITÀ (NdR): "Le morti e gli handicap causati da vaccino sono uno costo sbalorditivo finanziario e personale per le famiglie e i contribuenti".

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Alcuni DANNI dei VACCINI


Vaccino
per l'influenza e sindrome di Guillain-Barrè
La sindrome di Guillain-Barrè è una poliradicoloneurite demielinizzante che evolve in una progressiva paralisi. Sebbene l’esatta origine non sia nota, è stato supposto un meccanismo immunologico con attivazione dell’immunità umorale e cellulare.
Si ritiene che un’infezione virale (campylobacter jejuni, virus di Epstein-Barr, virus epatite B, citomegalovirus) possa determinare un’immunizzazione crociata verso gli antigeni della mielina.
Diversi vaccini sono stati associati alla comparsa di sindrome di Guillain-Barrè, ma il vaccino antinfluenzale è quello più frequentemente interessato.
E’ stato suggerito un ruolo causale del vaccino antinfluenza A / New Jersey in seguito ad una campagna per la vaccinazione negli Stati Uniti nel 1976-1977 (1). Un aumento dei casi riportati di sindrome di Guillain-Barrè, manifestatisi entro settimane (soprattutto entro le prime 5 settimane) dalla somministrazione del vaccino, ha portato alla temporanea sospensione del programma di vaccinazione. Ulteriori indagini hanno dimostrato che l’incidenza della sindrome era 4-8 volte superiore nella popolazione vaccinata rispetto alla popolazione generale. Il numero in eccesso di casi era di 1 caso in più ogni 100.000 vaccinazioni.
Studi epidemiologici che hanno valutato il rischio di sindrome di Guillain-Barrè non sono stati in grado di riprodurre questi risultati nelle successive campagne di vaccinazione. Tuttavia, un’analisi retrospettiva delle campagne di vaccinazioni effettuata nel 1992-1993 e 1993-1994 ha mostrato che i casi riportati di sindrome di Guillain-Barrè si manifestavano principalmente entro le 6 settimane, ma la stima dell’eccesso del rischio era soltanto 1 caso in più su 1 milione di vaccinazioni (2).
Un’analisi dei dati del Vaccine Adverse Events Reporting System (VAERS) (3) ha riscontrato un aumento del rischio di sindrome di Guillain-Barrè acuta e severa in associazione al vaccino antinfluenzale in confronto al vaccino tetano+difterite.
Tale studio ha identificato una variazione significativa nell’incidenza di sindrome di Guillain-Barrè fra le diverse aziende produttrici del vaccino antinfluenzale, suggerendo che una diversa concentrazione dell’endotossina in tali vaccini può essere importante per lo sviluppo della malattia.
Raramente è stato valutato il rischio di recidive della sindrome di Guillain-Barrè dopo successive vaccinazioni. Un caso isolato di recidiva della malattia è stato riportato in 2 pazienti rivaccinati con il ceppo implicato nell’epidemia del 1976 (4), mentre in un altro caso non vi sono state recidive in un paziente che aveva ricevute diversi ceppi di virus influenzale nell’arco dei 15 anni successivi all’episodio di sindrome di Guillain-Barrè (5).
Un altro studio condotto su pazienti con precedente storia di tale sindrome o con poliradicoloneurite infiammatoria cronica suggerisce che il rischio di ricomparsa di sintomi neurologici é minimo dopo la vaccinazione soltanto con sintomi minori, compresi i pazienti in cui è stata suggerita una relazione temporale tra l’episodio iniziale e una precedente vaccinazione (6).

Vaccino per l’epatite B e sclerosi multipla
La sclerosi multipla è un disordine autoimmunitario infiammatorio del sistema nervoso centrale con una distruzione della guaina mielinica che circonda i neuroni. E’ noto che la malattia è causata da un insieme di fattori genetici ed ambientali, tuttavia non è chiara la sequenza degli eventi che la scatenano.
Alcuni case report descrivono la manifestazione di sintomi demielinizzanti subito dopo la vaccinazione (7), anche se essendo casi isolati non possono garantire una relazione causale, ma possono rappresentare una semplice coincidenza temporale. Il primo report che associava il vaccino per l’epatite B alla demielinizzazione in due pazienti è stato pubblicato su Lancet nel 1991 (8). In seguito, alcuni neurologi francesi hanno descritto 35 casi di demielinizzazione primaria manifestatasi 8 settimane dopo la vaccinazione per l’epatite B, successivamente confermata come sclerosi multipla nella metà dei pazienti (9). Nel 1998, la raccolta delle segnalazioni spontanee di sclerosi multipla da parte del sistema di farmacovigilanza francese ha portato il Ministero della Salute a sospendere temporaneamente il programma di vaccinazione nelle scuole per l’epatite B iniziato nel 1995.
Nonostante non esistano evidenze dirette a sostegno di una plausibilità biologica di un’associazione fra vaccino per l’epatite B e la sclerosi multipla, nella comunità scientifica e nei media ciò ha provocato un fervido dibattito e la mancanza di dati epidemiologici contribuisce a tale confusione.
Dal 1994, più di 1000 segnalazioni di disturbi demielinizzanti a livello centrale o periferico (di cui nell’80% dei casi si trattava di sclerosi multipla) sono state riportate al sistema di farmacovigilanza francese. L’analisi di queste segnalazioni spontanee non evidenzia caratteristiche cliniche particolari di tali pazienti e la maggior parte dei casi corrisponde all’epidemiologia nota della sclerosi multipla. In particolare, non è stato identificato nessun caso di sclerosi multipla in bambini al di sotto dei 3 anni. Inoltre, non vi è una correlazione fra la comparsa dei sintomi e lo schema di vaccinazione.
In Francia sono stati vaccinati per l’epatite B circa 30 milioni di pazienti, ma i dati delle segnalazioni spontanee non consentono una corretta valutazione del problema, per tale motivo sia in Francia che in altri Paesi sono stati condotti diversi studi epidemiologici.
Anche utilizzando diversi disegni (pre- e post-esposizioni, caso-controllo, studi di coorte comparativi retrospettivi), 7 studi non sono stati in grado di evidenziare un aumento statisticamente significativo del rischio di sclerosi multipla dopo vaccinazione per l’epatite B in soggetti sani, né tra gli adulti né tra gli adolescenti (10-15).
In base a tali risultati negativi, l’Istituto di Medicina americano ed altre commissioni d esperti sono arrivati alla conclusione che vada rigettata l’evidenza di tale correlazione (16).
Un’analisi rischio-beneficio, su una popolazione di pre-adolescenti vaccinati in Francia, ha portato alla conclusione che i benefici associati a tale vaccino superano notevolmente l’aumento massimo ipotetico del rischio del primo episodio di malattia demielinizzante centrale (17). Soltanto uno studio caso-controllo molto recente all’interno del General Practice Research Database suggerisce che il vaccino ricombinante per l’epatite B somministrato entro i 3 anni prima dell’esordio dei primi sintomi della sclerosi multipla può essere associato ad un aumento significativo del rischio di malattia (18).
Bisogna sottolineare però che la maggior parte degli studi risultati negativi mancavano di un potere statistico tale da rilevare anche un lieve aumento dell’incidenza della patologia. L’esistenza di una sottopopolazione suscettibile ad un maggior rischio di sviluppare la malattia può non causare un aumento globale dell’incidenza della malattia e pertanto non può essere escluso.
Inoltre, nonostante i case report individuali, le evidenze epidemiologiche attuali non sostengono un’associazione causale con diversi altri vaccini (quali influenza, tetano, morbillo, parotite, rosolia) e l’esordio o l’esacerbazione della malattia demielinizzante del sistema nervoso centrale, al di là del tempo di vaccinazione (11).

Vaccinazione e diabete di tipo 1  (Usa aumento Diabete dopo campagna vaccinale)
Si ritiene che fattori genetici ed ambientali siano coinvolti nell’insorgenza del diabete mellito di tipo 1, una malattia che deriva dalla distruzione autoimmune delle cellule beta pancreatiche. Inoltre, alcune evidenze suggeriscono un ruolo delle infezione nella patogenesi di tale malattia in soggetti predisposti, ma i meccanismi con cui l’infezione virale provoca diabete autoimmune non sono ancora chiariti (19).
Diversi dati sperimentali hanno suggerito che la vaccinazione potrebbe proteggere o aggravare la comparsa di diabete, in base al momento della vaccinazione (20).
In accordo a ciò, Classen e Classen (21) hanno ipotizzato che diversi vaccini somministrati alla nascita possono ridurre il rischio di sviluppare diabete mellito mentre la vaccinazione effettuata a 2 mesi dalla nascita ne aumenta il rischio.
Tale teoria è basata sui risultati di un aumento del rischio di diabete autoimmune in topi diabetici non obesi (NOD) dopo somministrazione di vaccini pediatrici (22). Tuttavia altri ricercatori, che hanno utilizzato lo stesso modello animale e un simile schema di vaccinazione, non sono stati in grado di riprodurre gli stessi risultati dopo 10, 12 e 14 settimane e hanno persino suggerito una lieve riduzione dell’incidenza di diabete autoimmune o una moderata riduzione della glicemia (23).
La raccolta dei dati relativi agli esseri umani da diversi studi epidemiologici non conferma un’associazione causale fra vaccinazione e aumento del rischio del diabete di tipo 1 (19). Studi caso-controllo o ecologici indicano che né il vaccino per la pertosse né quello per la tubercolosi hanno un effetto significativo sull’incidenza della malattia diabetica (24,25).
In uno studio caso-controllo canadese, l’incidenza relativa al vaccino BCG era simile nei pazienti con diabete di tipo 1 e nei controlli. Tuttavia, gli autori suggeriscono un ritardo nell’insorgenza di diabete nel gruppo vaccinato alla nascita rispetto ai non vaccinati (26). Uno studio caso-controllo svedese non ha evidenziato un aumento del rischio di diabete a seguito di altre vaccinazioni, addirittura con il vaccino per il morbillo è stata riscontrata una riduzione del rischio (27).
Un ampio studio caso-controllo basato sulla popolazione ha utilizzato i dati di 4 Organizzazioni Sanitarie (HMO) negli Stati Uniti in modo da esaminare gli effetti di diversi vaccini (28). I bambini con diabete mellito di tipo 1 congenito sono stati accoppiati a 3 controlli in base al tipo di HMO, al sesso, alla data di nascita e durata del programma sanitario.
Valutando 252 casi di diabete mellito di tipo 1 e 768 controlli, non è stato evidenziato un aumento del rischio di diabete con nessun vaccino somministrato di routine.
Non vi era differenza nel rischio di diabete fra bambini vaccinati alla nascita contro l’epatite B e quelli che hanno ricevuto la loro prima dose a 2 mesi dalla nascita o successivamente, suggerendo che la data di vaccinazione non influiva sulla probabilità di sviluppare diabete. Infine uno studio caso-controllo su 317 bambini con familiarità (primo grado) per diabete mellito di tipo 1 non ha dimostrato un’associazione significativa fra lo sviluppo di autoimmunità verso le cellule beta e l’esposizione a più vaccini e nessuna influenza rispetto al momento dell’esposizione (29).
In Finlandia, il dibattito è stato focalizzato sul possibile aumento del rischio d’incidenza del diabete mellito di tipo 1 associato temporalmente con l’introduzione a livello nazionale del vaccino contro l’haemophilus influenzae di tipo B (Hib). Tuttavia, un ampio studio di follow-up della durata di 10 anni su 110.000 bambini finlandesi, che hanno partecipato ad un trial clinico sul vaccino Hib, non ha evidenziato un aumento del rischio di diabete nei bambini vaccinati per la prima volta all’età di 24 mesi in confronto ad una coorte nata nei precedenti 24 mesi prima del periodo di vaccinazione (30).
Classen e Classen (31) hanno ri-analizzato questi dati, giungendo alla conclusione che vi era un aumento dell’incidenza cumulativa nei bambini vaccinati a 3 mesi che hanno ricevuto 4 dosi rispetto ai non vaccinati.
Un altro studio di follow-up, della durata di 10 anni condotto su bambini statunitensi, non è riuscito ad identificare un aumento del rischio di diabete da Hib (32).
Uno studio recente suggerisce che l’Hib rappresenti un fattore di rischio per lo sviluppo di autoanticorpi misurati ad un anno di età (33).Gli autori ipotizzano che tale vaccino provochi un effetto policlonale stimolante aspecifico con un’importanza clinica maggiore in presenza di altri fattori che stimolano le cellule beta.
Sebbene siano necessari ulteriori dati riguardanti gli effetti del vaccino Hib per risolvere tale problematica, non è chiaro se il vaccino può essere associato ad un aumento del rischio di diabete, indipendentemente dal tempo della vaccinazione e dal fatto che i bambini abbiano familiarità per il diabete.

Vaccinazione e artrite reumatoide e lupus
Le uniche evidenze si basano su case report isolati e su piccoli gruppi di pazienti che sviluppano artrite reumatoide e lupus eritematoso sistemico alcuni giorni o settimane dopo la vaccinazione (7,34). La presenza dell’antigene HLA B27 nella maggior parte dei pazienti che sviluppano artrite reumatoide suggerisce un possibile ruolo della vaccinazione in soggetti predisposti.
Poiché la maggior parte delle segnalazioni riguardano il vaccino per l’epatite (35,36), sono stati effettuati due studi caso-controllo utilizzando i dati inglesi del General Practice Research Database, allo scopo di esaminare una possibile associazione tra il vaccino per l’epatite B ed il rischio di artrite reumatoide o lupus (37,38). I risultati non hanno evidenziato un aumento del rischio di entrambe le malattie dopo vaccino per l’epatite B e, dal momento che esiste un notevole incremento del rischio di lupus nella sottopopolazione di pazienti con più di 40 anni, è necessario ampliare gli studi.

Vaccinazione nei pazienti affetti da malattia autoimmune
In uno studio randomizzato in doppio cieco su 104 pazienti con sclerosi multipla, il rischio di relapse o progressione della malattia in un periodo di follow-up di 6 mesi è risultato simile nei pazienti esposti a vaccino antinfluenzale o a placebo (39). Un ampio studio caso-crossover utilizzando i dati di 643 pazienti inclusi nel Database Europeo per la Sclerosi Multipla non è stato in grado di identificare un aumento del rischio di relapse nei 2 mesi successivi alla vaccinazione per epatite B, tetano e influenza in confronto ai periodi controllo senza vaccinazione (40). Tuttavia, bisogna sottolineare che tali risultati si basavano soltanto su 89 pazienti vaccinati nei 12 mesi prima del giorno del “relapse” della sclerosi multipla.
Il vaccino antinfluenzale non sembra esacerbare i sintomi dell’artrite reumatoide o l’attività del lupus eritematoso sistemico, se si fa un confronto rispetto a soggetti non vaccinati(34,41,42). Risultati simili sono stati riportati in pazienti affetti da lupus eritematoso sistemico immunizzati con vaccini contro lo pneumococco, il tossoide del tetano o Hib (34,43). In un campione di pazienti affetti da artrite reumatoide, la vaccinazione antiepatite B è stata considerata sicura rispetto alla mancata vaccinazione (44).
Sebbene sia necessaria un’ulteriore indagine, tali studi indicano che la vaccinazione non deve essere scoraggiata nei pazienti affetti da una malattia autoimmune progressiva.

Conclusione
Sebbene i vaccini di solito siano considerati sicuri, esiste un dibattito riguardante gli effetti avversi potenzialmente severi. In passato molti ricercatori hanno indagato su una possibile correlazione fra immunizzazione e comparsa di malattie autoimmuni, ma in base ai dati disponibili non sono emerse delle evidenze conclusive (45).

Bibliografia

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    Tratto da: http://www.farmacovigilanza.org/corsi/041031-01.asp

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I vaccini sono efficaci ?  

La letteratura medica ha un numero sorprendente di studi che documentano il fallimento dei vaccini
Le epidemie di morbillo, parotite, vaiolo, polio e epatite B sono tutte capitate in popolazioni vaccinate [11,12,13,14,15]. 
Nel 1989 il CDC riportava:

"Tra bambini in età scolastica, le epidemie di morbillo sono capitate in scuole con un livello di vaccinazioni maggiore del 98% . Sono capitate in tutte le parti del paese, incluse le aree che non dove per anni non si erano riscontrati casi di morbillo" .

Il CDC ha anche riportato un'epidemia di morbillo in una popolazione vaccinata al 100%.

Uno studio che ha esaminato il fenomeno, conclude: "L'apparente paradosso è che non appena la percentuale di immunizzazione da morbillo sale ad alti livelli in una popolazione, il morbillo diviene una malattia delle persone immunizzate".

Uno studio più recente rivela che il morbillo "produce una immuno-soppressione che contribuisce ad aumentare la suscettibilità verso altre malattie".

Questi studi suggeriscono che l'obbiettivo di una completa immunizzazione è controproducente, nozione che si evince dal fatto che le epidemie seguono la completa immunizzazione di un intero paese. Il Giappone riscontrò un aumento annuale di vaiolo in seguito all'introduzione del vaccino obbligatorio nel 1872. Dal 1892, ci furono 29.979 morti e tutti erano stati vaccinati.

Più di recente in questo secolo, le Filippine vissero la loro peggiore epidemia di vaiolo dopo che 8 milioni di persone avevano ricevuto 24,5 milioni di dosi di vaccino; la percentuale di morti era quadruplicata. Nel 1989, l'Omar visse una diffusa epidemia di polio sei mesi dopo aver raggiunto il 98% dei vaccinati.

In Usa nel 1986, il 90% di 1300 casi di pertosse in Kansas erano stati "adeguatamente vaccinati". Il 72% dei casi di pertosse durante l'epidemia del 1993 a Chicago avevano terminato le loro vaccinazioni.

Se i bambini non hanno reazioni immediate alla Vaccinazione non c'è nulla di cui preoccuparsi ?
Gli effetti collaterali da vaccino a lungo termine documentati includono disordini cronici immunologici e neurologici come l'autismo, iperattività, difficoltà di attenzione, dislessia, allergie, cancro e altre condizioni, molte delle quali a mala pena esistevano 30 anni prima delle vaccinazioni di massa.

I componenti del vaccino includono adiuvanti come il Thimerosal (mercurio), fosfati di alluminio (alluminio) e formaldeide = sostanza cancerogena, (il Centro di informazione sui veleni in Australia afferma che non è accettabile iniettare nel corpo umano una quantità di formaldeide anche se contenuta).
Lo storico medici, ricercatore e scrittore Harris Coulter spiegò che la sua estesa ricerca rivelava che l'immunizzazione dei bambini era "causa di un'encefalite di basso grado nei neonati su una scala molto più vasta rispetto a quella che le autorità sanitarie avevano ammesso, circa il 15-20% dei bambini".
Egli sottolineò che le conseguenza dell'encefalite (infiammazione dei cervello, un effetto collaterale della vaccinazione conosciuto), come autismo, difficoltà nell'apprendimento, danni più o meno gravi al cervello, colpo apoplettico, epilessia, disordini alimentari e del sonno, disordini sessuali, asma, morte nella culla, diabete, obesità e violenza impulsiva sono precisamente i disordini che affliggono la società contemporanea.

Tratto da "Displelling side myths" di A. Philips
 

Consulenze e perizie per danni da vaccino dott.  M. Montinari  +  Interrogazione Parlamentare   
Autismo, Vaccini, la prova
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Il nuovo libro del dott. Massimo Montinari

Gli anticorpi che dovrebbero essere indotti da un vaccino NON indicano immunità. Ciò che mette molti medici in confusione è che parte della reazione nei confronti del vaccino porta alla produzione di anticorpi. Ciò è falsamente considerato immunità.

Continua in:  Immunogenetica  +   Pag.2  +   Pag.3  +  Pag. 4  +  Bibliografia

vedi anche: Ruolo dei Vaccini nella Guerra del Golfo  +  Contenuto dei Vaccini  +  Uranio e Vaccini - 1  +  Uranio e Vaccini - 2  +  Guerra del Golfo, Uranio o Vaccini ? 

vedi anche Dati ISTAT sui Vaccini
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