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La tragica notizia dei
militari italiani morti di leucemia ed altre
malattie causate, si dice impropriamente, dall'uso di
proiettili all'uranio impoverito durante la guerra dei Balcani,
è circolata su tutti i giornali italiani tra la fine di
dicembre del 2000 e l'inizio di gennaio del 2001.
Ora i soldati italiani ammalati sono circa 270 (anno 2002),
513 (anno 2006 e continuano ad ammalarsi....) i morti sono ad saliti ad
oltre una cinquantina, e si registrano 10 casi di figli nati con
gravi deformazioni.
ULTIME info ufficiali al 20/09/07, su
morti
e
malati
fra i
militari (circa 170 giovani gia' morti - oltre
2.600
giovani si sono gia' ammalati ) !!! Ed
aumenteranno ancora di piu...purtroppo, perche' sono tutti
super vaccinati ....
1427
di questi militari
ammalati e/o morti NON si e’ MAI recato in zone di guerra,
ne' e' stato a contatto con Uranio impoverito ! ! e' una
strage di stato.....!
Il personale non militare
(non vaccinato) che si e’ recato nei
Balcani, pur essendosi
trovato nelle zone bombardate, NON ha avuto i problemi dei
militari.
Guerra del Golfo, Uranio o Vaccini
?
Comunicato Stampa del Dic. 1995 Universo Bambino per
Mutazioni Genetiche da Vaccino
+
Interrogazione Parlamentare
+
Contenuto dei Vaccini
+
Come si producono i
Vaccini
Dalle indagini medico scientifiche sui militari
controllati (circa 700) si e' appurato che essi sono altamente
immunodepressi e nella ricerca delle cause di questa
immunodepressione,
la prima cosa che e’ venuta alla luce e’ che: i Vaccini
NON sono stati somministrati seguendo i regolari protocolli
!
In genere visionando le cartelle vaccinali dei vari militari
si evince che nella loro vita essi hanno
subito dai 25 ai 35 vaccini
!!!
COMMISSIONE PARLAMENTARE d'INCHIESTA
Seduta del 09/10/2007
Estratto:
VALPIANA (RC-SE)
……Un altro punto riguarda le vaccinazioni, che potrebbero
essere una delle concause delle patologie che hanno colpito
i militari. A Lecce, nell'incontro che abbiamo avuto con i
malati ed i loro familiari, ci è stato detto più volte che
le vaccinazioni vengono fatte ogni volta che un soldato va
in missione. Non ci è stato detto - ma forse non lo sapevano
nemmeno loro - se prima viene fatta un'analisi degli
anticorpi per vedere se, nelle missioni successive alla
prima, sia davvero necessario ripetere le vaccinazioni o se,
in mancanza, possa avvenire che le dosi di vaccino inoculate
siano in eccesso e dannose.
Ancora. Nelle urine e nello sperma dei soldati che hanno
prestato servizio in missione sono state trovate tracce di
metalli pesanti. In passato nel nostro Paese sono state più
volte ritirate partite di vaccini, normalmente somministrati
ai bambini, in quanto contenevano mercurio o metalli
pesanti. Vorrei sapere se si sono mai analizzati i vaccini
somministrati ai militari per verificare la presenza di tali
metalli……
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COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA -
ESTRATTI:
sui casi di morte e gravi
malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato
nelle missioni militari all'estero, nei poligoni di tiro e
nei siti in cui vengono stoccati munizionamenti, nonché le
popolazioni civili nei teatri, di conflitto e nelle zone
adiacenti le basi militari sul territorio nazionale, con
particolari: attenzione agli effetti dell'utilizzo di
proiettili all'uranio impoverito e della dispersione
nell'ambiente di nanoparticelle di minerali pesanti prodotte
dalle esplosioni di materiale bellico.
Seduta del 26/07/2007: vedi
Stenografico6 in PDF
Giovedi 17 MAGGIO 2007 - 7a
seduta
Presidenza della Presidente BRISCA MENAPACE
Intervengono il generale di
corpo d'armata Fabrizio Castagnetta Capo operativo di
vertice Interforze, accompagnato dal contrammiraglio Mario
Tarabbo, dal colonnello Arnaldo Bravi e dal capitano
Giuseppe Scuderi, e l'Ammiraglio ispettore capo Vincenzo
Martines, Direttore generale della sanità militare,
accompagnato dal colonnello Silvio Porcù, dal colonnello
Aldo Piccininno e dal colonnello Mario Peragallo.
4° RES. STEN. (2 Maggio 2007)
Pagine 26-27-28
TRENTA: …..Nel grafico è
riportato l'andamento della diagnostica in funzione degli
anni trascorsi dall'esposizione; è stata scelta la leucemia
perché, come ho già detto, è una malattia ematologica che si
manifesta con incidenza massima dopo cinque-sei anni
dall'esposizione. Se si applica la probabilità di causa per
la leucemia, per il tumore del rene e per il tumore del
polmone, si nota che, con una dose equivalente di 100 rnSv,
la probabilità di causa per la leucemia è dei 28,11 per
cento., con un intervallo di credibilità (si parla di
intervallo di credibilità e non di confidenza) del 95 per
cento compreso tra il 6,73 per cento e il 49,22 per cento;
quindi siamo prossimi al 50 per cento. Per il polmone la
probabilità di causa è del 35 per cento, con un limite
superiore di credibilità del 54,08 per cento. Questi sono i
risultati dei calcoli. Credo che la cosa migliore sia
confrontare questi valori coti i risultati emersi dalle
indagini condotte sui militari che sono stati sottoposti a
varie indagini epidemiologiche, cliniche, radiochimiche e
fisiche per verificare l'esistenza di una possibile
correlazione con l'inalazione di uranio.
Un primo risultato è quello che
deriva dall'esame effettuato al Total Body Counter (TBC)
presso i laboratori della Casaccia
dell'ENEA. Il TBC è una struttura che scherma
completamente la persona posta al suo interno dalle
radiazioni di fondo naturale, all'interno del quale un
rilevatore a ioduro di sodio viene posto sull'individuo per
rilevare, in questo caso, i deboli picchi di energia gamma
emessi dall’U235 e dall'U238, che sono rispettivamente pari
a 186 keV e a 13 keV.
I risultati di questa indagine,
condotta su una serie numerosa di militari a cinque-sei anni
dalla prima esperienza nei Balcani:
ha dato risultati
NULLI. Non risulta
presente uranio al Total Body Counter.
In un recente documento
dell'Organizzazione mondiale della sanità dedicato
alla materia appare un prospetto sulla massa di uranio
impoverito che, inalata, irradia gli organi indicati. Come
già rilavato, risulta il polmone l'organo con la probabilità
di causa più elevata a parità di dose equivalente.
Quindi, come patologia più frequente ci saremmo aspettati
non la leucemia, non il linfoma, ma un tumore del polmone.
Ora, tumori del genere che io sappia non ce ne sono stati,
ovvero, se ce ne sono stati tra i militari che sono stati
nei teatri di guerra, rappresentano una patologia di entità
statisticamente confrontabile con quella cui la popolazione
normale di quell'eta’ può andare incontro. Va aggiunto che
questa probabilità di causa è stata valutata senza
considerare l'importanza del fumo; probabilmente molti dei
militari erano fumatori, come probabilmente lo siamo stati
tutti quanti quando eravamo giovani.
In ogni caso, non vi è
un'evidenza neanche in questo senso. Nel documento
dell'Organizzazione mondiale della Sanità dedicato
all'uranio depleto si riportano i valori che dovrebbero
essere riscontraci, per esempio, al Total Body Counter nel
caso in cui la persona abbia inalato una certa quantità di
uranio.
Dal prospetto riportato si vede
che, a 365 giorni dall’intake, la quantità di uranio
che questa metodica riuscirebbe ancora ad evidenziare è pari
a 2 grammi; abbiamo però visto con le valutazioni precedenti
che la quantità presente nella realtà avrebbe dovuto essere
ben superiore. Quindi la tecnica sarebbe stata in grado di
rivelare la presenza di uranio depleto qualora ci fosse
stato.
La terza evidenza che non è
stata rilevata, come ricordava poco fa il collega, riguarda
il rene. Anche se quello di cui parliamo è un uranio non
solubile - come abbiamo visto, di classe M o addirittura S -
una volta che è penetrato nell'Organismo, viene
metabolizzato e una parte di esso va a finire nel rene;
necessariamente, di lì viene escreto e vengono poi
analizzate le urine. Ebbene, se si considera la quantità di
uranio che può aver interessato il computo renale, si
riscontrano valori che sono ben più alti di quelli che la
letteratura internazionale indica come valore limite ai di
sopra dei quale cominciano a manifestarsi i primi effetti di
nefrotosssicità, valore che è di 3 milligrammi per
chilogrammo di rene. Il peso della massa renale è pari a
0,29 chilogrammi e quindi la massa di uranio che può aver
interessato il rene, nella vantazione effettuata, è ben
superiore ai valore limite stabilito.
Ne consegue che avrebbero dovuto manifestarsi segni di
sofferenza renale, effetti che nessuno ha riscontrato dal
punto di vista clinico.
L’ultimo elemento è quello che
riguarda l’esame delle urine, che è stato condotto con una
metodologia molto sofisticata, lo spettrometro di massa.
Nel documento
dell'Organizzazione mondiale della sanità prima citato sono
riportati i valori minimi rilevabili nel caso di
un'intossicazione acuta da uranio depleto in seguito ad un
esame a spettrometria di massa, uno degli esami con la più
alta sensibilità. Questa metodica è in grado di rilevare 45
milligrammi inalati a distanza di dieci anni, ossia ancora
oggi a distanza di 10-11 anni, il metodo dì misura sulle
urine sarebbe in grado di fornire indicazioni su una
possibile contaminazione acuta superiore a 45 milligrammi.
Le analisi condotte ad oggi indicano
valori non diversi dal «bianco», cioè dalle urine dei
non esposti all'uranio.
In conclusione, secondo questa
visione, la causa va probabilmente cercata altrove.
Non è l'uranio depleto il
colpevole, ma il colpevole si trova da qualche altra
parte.
RAME (Misto-ldV). Ringrazio i
nostri ospiti per le loro relazioni, tutte molto
interessanti, però i dati che vengono fomiti sono diversi
rispetto al tempo di insorgenza della malattia. Qui si parla
di dieci o di cinque anni, ma ci sono casi, di cui sono a
conoscenza, come pure penso la Presidente e gli altri
colleghi, in cui la leucemia od il tumore si manifestano
prima di tali termini.
TRENTA La letteratura
scientifica - mi pare di averlo detto all'inizio - indica
per la leucemia il tempo di latenza più breve: due anni.
Un'esposizione pregressa due anni prima è responsabile di
una leucemia che compare due anni dopo. Questa incidenza dal
punto di vista diagnostico (cioè la capacità di rilevare le
patologie con metodi diagnostici) da luogo ad un aumento
della frequenza di rilevazione a 5-6 anni, quando si
registra un picco che va poi decrescendo. La distanza di 25
anni la responsabilità dell'esposizione nell'induzione della
malattia praticamente non esiste più.
Per quanto riguarda invece tutti
gli altri tumori, il periodo di latenza è dell'ordine di
dieci anni, nel senso che prima di dieci anni difficilmente
si comincia a vedere qualche effetto dovuto alle radiazioni
ionizzanti. Questo per unanime assenso di tutta quella
letteratura scientifica alla quale ho fatto riferimento
prima, ad eccezione di ciò che è emerso nel caso
dell'incidente di Chernobyl, nei quale i bambini hanno
manifestato tumori alla tiroide a quattro anni
dall'esposizione.
ZUCCHETTI Desidero
soltanto sottolineare l'importanza della cautela con cui
andrebbero fatte certe affermazioni, il collega ha applicato
per le sue deduzioni il modello della ICRP (International
Commission on radiologica! protection), modello che in caso
di esposizione a particelle alfa e a basse dosi va applicato
con molta cautela, perché i dati di dose equivalente che
vengono forniti dalla ICRP sono sostanzialmente tratti dai
casi di esposizione di irraggiati ad Hiroshima e Nagasaki,
cioè relativi a esposizioni a dosi elevate e a raggi beta e
gamma.
Assai difficilmente tali dati possono essere utilizzati in
casi legati all'esposizione ad uranio impoverito.
Quest’ultima e’ un'esposizione di tipo diverso, visto che si
tratta di particelle alfa e di bassissime dosi.
Riguardo a questa casistica prima ho citato l’effetto
spettatore, ma vi sono anche altri effetti che possono
aiutarci a comprendere che l'esposizione alle radiazioni da
particelle alfa e per basse dosi può risultare molto più
elevata rispetto a quella che ci si attenderebbe. Sarei
quindi molto più cauto nell'assolvere l'uranio impoverito da
responsabilità circa l'insorgenza di queste patologie. Assai
più utile è andare a indagare se sia possibile un effetto
sinergico tra tossicità chimica e tossicità radiologica,
ipotesi a mio avviso percorribile.
TRENTA Se mi è permesso
replicare, signora Presidente, la messa in dubbio
dell'applicazione del modello dell'ICRP in questi casi
francamente desta forti perplessità. Il modello in
questione, ricavato dall'esperienza di Hiroshima e Nagasaki,
certamente non ha riguardato la contaminazione interna. Esso
invece costituisce un riferimento, ad esempio, per i casi di
esposizione dei minatori, che nelle miniere hanno respirato
polveri di uranio e radon, che emettono particene alfa. I
modelli da me considerati sono basati su questi strumenti e
su questi dati di ricerca scientifica, non su Hiroshima e
Nagasaki.
Tengo a precisare che le esplosioni di Hiroshima e Nagasaki
hanno dato luogo ad una esposizione neutronica, per la quale
i fattori di ponderazione sono analoghi a quelli utilizzati
per le particelle alfa.
PRESIDENTE Ringrazio il professor Trenta e il professor
Zucchetti, ma certo non possiamo essere noi a decidere su
questa contesissima contesa scientifica. Rimane il fatto che
al termine di un'importantissima e interessante audizione,
rimaniamo sempre con la stessa domanda priva di risposta.
Ogni quattro mesi i Ministeri
della salute e della difesa inviano al Parlamento delle
relazioni contenenti materiale informativo - se volete
bruto, ma abbastanza mirato - sulle patologie riscontrate
nei militari che sono stati nei teatri di guerra.
Risultano costantemente tumori che si segnalano per una
presenza quantitativa significativa, a due cifre, e che sono
per l'appunto quelli alla tiroide, ai testicoli, alle ossa,
oltre alle leucemie, ed ai linfomi di Hodgkin.
Il fatto che la percentuale di insorgenza di tali patologie
risulti significativamente superiore rispetto a quella
riferita alla popolazione civile della stessa età e della
stessa prestanza fisica e anche ai militari che non sono
stati nei teatri di guerra ci induce a ritenere che, forse,
c'è un imputato, un colpevole.
In ogni caso mi sembra rilevante che questi militari siano
stati attivi in aree in cui l'uranio impoverito era presente
in grandi quantità.
Dal momento che i dati oggettivi
riferiscono che alcuni militari si ammalano in misura
rilevantemente più significativa dei loro colleghi che non
sono stati presenti nei teatri di guerra, dove l'uranio
impoverito è stato abbondantemente utilizzato,
cosa fa si che in essi non si trovi
traccia dell'Uranio.
La stessa dottoressa Antonietta M. Gatti, un'esperta di
nanoparticelle ascoltata dalla Commissione, nel corso della
sua audizione, ha affermato di non
aver trovato tracce del minerale (U) nei casi
esaminati e che quindi è possibile
che esista qualche altra concausa
Si può parlare dell'effetto spettatore, dei kit di
vaccinazioni
somministrate in quantità eccessiva ai militari senza il
rispetto dei tempi previsti per la loro assunzione, di
fattori genetici, di fattori ambientali dovuti ad una
esposizione a concentrazioni basse ma prolungate nel tempo.
Sto facendo delle ipotesi, che
mi portano però a ritenere opportuno che la Commissione -
naturalmente se vi è l'accordo dei colleghi - vi ponga il
seguente quesito: dal momento che alcuni sostengono che l'uranio
impoverito non può essere imputabile e che
la Commissione ha la facoltà di
indagare anche riguarda ad altre cause, indicate
quali possono essere tali cause, altrimenti ci ritroviamo
sempre allo stesso punto, senza poter spiegare l'origine
delle patologie insorte.
Sembra di essere di fronte non tanto ad un giallo, quanto a
casi di fantascienza !
Tratto dalle originali trascrizioni della seduta, pubblicate
su:
http://notes9.senato.it
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SENATO DELLA
REPUBBLICA
Roma 08/03/06 - Uranio impoverito:
nessun legame
con Sindrome Balcani
Con 8 voti a favore e 5 astenuti la
commissione parlamentare del Senato, che ha indagato sul
possibile legame tra l'utilizzo dell'uranio impoverito negli
armamenti e le malattie sviluppate dai militari italiani che
sono stati in missione nell'area Balcanica, ha approvato la
relazione finale del
Presidente Paolo Franco (Lega Nord). Si sono
astenuti dal voto i commissari dell'opposizione di
centrosinistra.
ROMA - Non sono emersi elementi per
affermare una responsabilità diretta dell'uranio impoverito.
Con queste parole il presidente della commissione
d'inchiesta del Senato sull'uranio impoverito, Paolo Franco
(Lega Nord), ha spiegato la decisione dell'organismo
parlamentare di approvare la relazione finale che di fatto
assolve l'uranio impoverito, slegandolo dalla cosiddetta
Sindrome dei Balcani.
Secondo il presidente Franco relativamente
alle morti e alle malattie che hanno colpito i militari
italiani impegnati nell'area balcanica, non è stata trovata
traccia di uranio nei campioni istologici esaminati, mentre
sono state trovate nanoparticelle che
potrebbero
essere state prodotte dall'esplosione dei
proiettili ad uranio impoverito. I commissari hanno
richiamato l'attenzione sul poco tempo a disposizione della
Commissione e sul fatto che vi fossero limiti scientifici
che non avrebbero permesso una conclusione con dati univoci.
Mancherebbero, infatti, conferme
scientifiche sulla pericolosità tossicologica di queste
nanoparticelle.
Intanto l'opposizione di centrosinistra
giudica illogici e del tutto insoddisfacenti i risultati
finali a cui è giunta la commissione di inchiesta e qualcuno
parla di passi indietro rispetto alla stessa commissione
Mandelli.
Gigi Malabarba, capogruppo PRC al Senato e
segretario della Commissione d'inchiesta apre la strada alla
possibilità di ricorsi legali da parte dei militari malati e
delle loro famiglie. La speciale elargizione prevista per i
superstiti deve essere estesa anche ai militari che abbiano
contratto infermità permanentemente invalidanti e l'importo
della stessa, pari a lire 50 milioni, deve essere aumentato
in misura consistente, anche in relazione all'aumento del
costo della vita ha detto il senatore -
Così è scritto nelle conclusioni della
Commissione: dopo 15 anni dalla definizione di quell'importo
e dopo che alle vittime di Nassiriya sono stati concessi 400
milioni, credo che un risultato sia stato raggiunto.
Precedenti interrogazioni :
Interrogazione Parlamentare sui Danni dei Vaccini - 1
Interrogazioni
parlamentari - 2
+
Contenuto dei Vaccini
+
Come si producono i
Vaccini
Commento NdR: Bene la decisione e'
giusta !
Le nanoparticelle sono di MERCURIO
che e' un'eccipiente dei
VACCINI !
Ma ora occorre istituire una speciale
commissione che vada ad indagare sui vaccini che hanno
sicuramente reso malati i soldati sia quelli che sono andati
nei Balcani sia quelli che si sono ammalati pur rimanendo in
Italia !
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Senato della
Repubblica - XIV Legislatura
Commissione parlamentare d'inchiesta
-19° Resoconto Sten. (1 dicembre 2005)
PRESIDENTE Cedo
subito la parola al professore
Massimo
Montinari, dirigente dell'ufficio
sanitario del IX Reparto mobile della
Polizia di Stato di Taranto.
MONTINARI
Voglio innanzitutto ringraziare la
Commissione per la disponibilità e per la
volontà di fare chiarezza su questo grave
problema. Vorrei lasciare agli atti la
letteratura medica che ho portato con me,
perché meriterebbe un'attenta valutazione e
discussione da parte degli organismi
competenti, anche per inquadrare le
metodiche con cui possono essere svolti
studi randomizzati per accertare eventuali
reazioni avverse o patologie definite di
«causa da determinare», e che potrebbero
essere davvero risolutive.
Mi riferisco a metodiche anche
epidemiologiche che
non sono state finora seguite dalle
Commissioni istituite dal Ministero della
difesa.
Da diversi anni
mi interesso alle problematiche legate a
patologie post-vaccinali, seguendo pazienti
sia in Italia che all'estero, allo scopo di
impostare delle metodiche di recupero dei
pazienti, al di là dì una problematica
medico-legale che ci da ragione a distanza
di anni.
In riferimento
alle questioni delle vaccinazioni e
dell'uranio, premetto che, alcuni anni fa,
per la prima volta osservai come medico dei
militari provenienti dalla guerra del Golfo:
si trattava di paracadutisti che avevano
contratto più patologie, in genere autoimmunitarie, e che erano stati
sottoposti anche ad interventi chirurgici,
che rientravano nella cosiddetta
sindrome
del Golfo. Tali militari avevano già avuto
contatti con l'uranio impoverito, all'epoca
utilizzato dagli Stati Uniti in zona
bellica. Il mio interesse per questa materia
risale soprattutto a quel periodo.
Nel corso degli
anni successivi esplose la polemica
sull'uranio impoverito, sospettato di essere
la causa di patologie neoplastiche, in
particolar modo di (inforni, nei militari in
missione in Kosovo, quindi oltre Adriatico.
In quel periodo, a causa di tale situazione
e anche per la pratica, non soltanto clinica
ma anche medico-legale, che avevo su tale
tipo di patologie, ho osservato diversi
pazienti e diversi casi clinici.
Preciso che tutto ciò è documentato e
documentabile, e posso fornire dati clinici
su ogni soggetto cui mi riferisco.
Molti dei
militari che ho osservato e che hanno
contralto patologie invalidanti, volendo
soffermarci soltanto a forme di linfomi e
leucemie, non hanno mai avuto contatto con
l'uranio impoverito. Si tratta di soldati in
ferma breve o di carriera, quindi ufficiali
e sottufficiali, appartenenti alle diverse
Forze Armate (Marina, Esercito ed
Aeronautica).
L'aspetto molto
interessante che ho notato è stata
l'insorgenza di forme linfatiche, e non di
linfoma, nei militari che avevano svolto le
loro funzioni come marconisti o comunque in
ambienti chiusi e metallici e che avevano a
che fare con le
radiotrasmissioni.
Differentemente, ho riscontrato patologie
neoplastiche, come linfomi o forme da
sclerosi multipla, in militari che avevano
svolto il loro servizio in ambienti non
chiusi da materiali metallici: sono
osservazioni che credo
la commissione Mandelli NON abbia
evidenziato.
Inoltre, voglio
accennare ad un caso che ho seguito,
riguardante un militare deceduto nella
provincia di Lecce per una forma di leucemia
mieloide acuta, che ha presentato i sintomi
in caserma (si tratta di un caso attualmente
all'esame nei tribunali italiani e
particolarmente romani); il
giovane era stato
vaccinato perché aveva fatto domanda per le
missioni all'estero.
In tali casi, i militari vengono vaccinati
automaticamente,
firmano un generico consenso,
non vengono informati
sui farmaci - ricordo che i
vaccini sono farmaci e non acqua fresca -
che vengono inoculati, non vengono
sottoposti ad un'attenta anamnesi familiare
e personale, con particolare riferimento ad
eventuali presenze di allergie agli
eccipienti presenti nei vaccini.
Tutto ciò lo affermo sulla base della
documentazione che ho con me, poiché studi
randomizzati condotti negli Stati Uniti sui
militari americani hanno tenuto in
considerazione le eventuali allergie agli
eccipienti vaccinali, in particolare al
vaccino somministrato ai nostri militari che
si riferisce all'antiepatite
A e B; ne ho qui una copia e la consegnerò
alla Commissione.
Si tratta di studi pubblicati su "Military
Medicine", la più autorevole rivista
medico-militare.
In tali studi
sono stati individuati soggetti per la
sperimentazione di un nuovo vaccino
antiepatite A e B con uno screening,
escludendo i soggetti allergici al
timerosal
e agli eccipienti vaccinali. Faccio questa
osservazione perché può rappresentare uno
spunto molto importante per inquadrare
eventuali indagini
clinico-statistico-epidemiologicbe sui
nostri militari o sul resto delle Forze
dell'ordine e delle Forze Armate.
Sono stati sottoposti al suddetto studio 105
soggetti, escludendo i soggetti già
allergici o portatori di altre affezioni che
potessero far ipotizzare una eventuale
patologia pregressa ad un'eventuale
vaccinazione: l'aspetto molto curioso è che
uno di quei soggetti ha
presentato una
encefalite asettica dopo la terza
somministrazione di vaccino.
È un
caso che potrebbe essere proposto come
ipotesi di studio da condurre a livello
sanitario ed anche investigativo: se un
soggetto su 105 ha presentato una forma
neurologica (una encefalopatia asettica,
com'è affermato nei documenti statunitensi),
vorrei capire, volendo fare un discorso
epidemiologico su quanti vaccini vengono
somministrati sul territorio italiano ed ai
nostri militari, quante patologie
neurologiche sono in incremento, e se
sussiste una stretta correlazione.
I dati dell'Istituto
Superiore di
Sanità
indicano
938 casi in Italia
di sclerosi
multipla su adulti
dopo
vaccinazione
antiepatite B tramite
l'Engerix B, quindi stiamo parlando
di un solo vaccino e non di tutti.
La Glaxo (l'attuale
Glaxo Smith Kline) ha
comunicato di essere a conoscenza soltanto
di 32 casi legati al suo vaccino. Si tratta
di atti giudiziari (in questo periodo sono
in corso alcune cause), sono atti
dimostrabili e documentali che posso
consegnare alla Commissione come
arricchimento del bagaglio
scientifico-culturale.
Ciò che vorrei
sottolineare - e consegno alla Commissione
la relativa documentazione medica che
rappresenta una letteratura molto
interessante - in merito alle patologie
neoplastiche e alla leucemia, cioè la forma
che si manifesta in maniera più evidente e
lampante in questi ragazzi, è che la
Commissione Mandelli ha affermato che
l'uranio potrebbe determinare l'incremento
dei linfomi, ma ha escluso la possibilità di
sviluppo di forme leucemiche. Qualcuno ha
detto che anche i vaccini, in alcuni casi,
possono determinare certe forme
neoplastiche. Ho portato con me della
letteratura in cui è
dimostrato come il
timerosal determini
l'insorgenza di leucemie acute. Mi
riferisco a dati che consegnerò alla
Commissione.
Ritengo, quindi,
non si debbano sottovalutare alcuni fattori
quali, ad esempio: una predisposizione
individuale dei nostri soldati a eventuali
patologie o allergie nei confronti dei
metalli; il fatto che i ragazzi sottoposti a
vaccinazione non ricevono adeguate
valutazioni anamnestiche e che molti di loro
sono stati vaccinati in zone di operazione
(ciò è documentabile anche con indagine
investigativa delle Forze Armate) e non in
patria, né sono stati sottoposti alla
sorveglianza pre e post vaccinale imposta.
Va considerato, inoltre, che i nostri
soldati, come i dipendenti delle Forze
dell'ordine, sono lavoratori e, in quanto
tali, necessitano di un controllo periodico
anche su possibili ed eventuali
complicazioni o patologie; quindi, è
necessario garantire un'azione di
prevenzione delle patologie da lavoro e una
sorveglianza nell'Esercito che ora, da
quanto mi risulta, non viene eseguita.
In particolare,
il militare deceduto per una forma di
leucemia (le mie affermazioni si basano su
documenti ufficiali che posso consegnare
alla Commissione) lavorava in un ambiente
molto ricco di onde a bassa frequenza; è
importante valutare anche questo particolare
che può specificare l'inserimento e
l'accentuazione di patologie in ambienti in
cui sono presenti onde a bassa frequenza -
lascerò alla Commissione la letteratura che
è interessante da questo punto di vista -
che possono determinare l'insorgenza di
forme leucemiche.
Il militare in questione, che prestava
servizio in una certa struttura militare,
non è stato mai sottoposto a sorveglianza
medica, ha contratto e ha manifestato i
primi segni di leucemia con epistassi
violente che non sono state osservate dagli
ufficiali medici di servizio, né è stato
trasmesso al comando e agli ufficiali medici
superiori il quadro clinico. Egli ha svolto
regolare servizio.
Si è recato, per
una consulenza, presso l'ospedale Celio di
Roma per una forma di micosi (con il termine
micosi si indica un quadro riferibile a uno
stato di deficienza immunitaria) e gli è
stata prescritta soltanto una pomata
antimicotica. Questo ragazzo, mentre era in
servizio, ha avuto una grave forma di
emorragia cerebrale: durante il servizio !
Condotto in ospedale a Civitavecchia da
commilitoni che non conoscevano neanche il
suo nome e cognome (questo per inciso), è
giunto cadavere.
Non esiste, a
tutt'oggi, una reale forma di sorveglianza o
di vigilanza sanitaria nelle Forze Armate.
Molti soldati sono vaccinati in zone
belliche, in zone di operazione, senza che
siano rispettati non i calendari, ma le
osservazioni cautelative pre e posi
vaccinali nei confronti dei ragazzi stessi.
Mi interrompo qui; lascerò la documentazione
a vostra disposizione.
Ci sarebbe la
possibilità, se la Commissione lo volesse,
di formare un gruppo tecnico per indagare
scientificamente su eventuali rivalutazioni
epidemiologiche, cliniche e scientifiche; è
possibile farlo seguendo ufficialmente i
protocolli dell'esercito americano qui
riportati, con l'esclusione di forme
patologiche che potrebbero inquinare le
nostre indagini affinché sia possibile, a
questo punto, avere una certezza scientifica
e dati scientifici inoppugnabili. In
qualunque situazione, con qualunque
disponibilità vogliate contattarmi, sono
disposto a fornirvi ulteriore documentazione
scientifica integrativa.
PRESIDENTE.
Ringrazio il professor Montinari per il suo
contributo. Dispongo l'acquisizione da parte
della Commissione della documentazione che
ci vorrà consegnare. Mi è sembrato si
riferisse anche a documentazione non
disponibile ora; se lei vorrà farcela
pervenire, sarà ovviamente recepita dalla
Commissione perché ritengo le sue
informazioni molto interessanti.
BONATESTA (AN). Il dottor Montinari ha
svolto una relazione abbastanza precisa,
ponderata, attenta a quello che diceva ed al
modo in cui lo diceva. Ha lasciato intendere
che tutto è documentato; quindi, ogni parola
pesata deve avere il suo significato.
Lei ha pronunciato una
frase che mi ha colpito e sulla quale vorrei
un chiarimento. La commissione Mandelli non
ha trovato o non ha evidenziato.
Perché ha pronunciato questa frase ?
Cosa la Commissione
Mandelli non ha trovato o non ha evidenziato
?
MONTINARI. Non
sono al corrente di come abbia realmente
operato la Commissione Mandelli voluta dal
Ministero della Difesa.
Credo che se si
vuole fare chiarezza su certe problematiche
che riguardano il popolo, quindi i cittadini
e i soldati, che fanno parte della nostra
gente, le Commissioni
che indagano dovrebbero essere aperte alle
persone che possono oggettiva mente condurre
le valutazioni più attente.
La Commissione
Mandelli, da quanto ho potuto leggere e
constatare dalle modalità con cui ha svolto
le proprie considerazioni, si è basata
essenzialmente su un aspetto epidemiologico
di certe forme di linfoma in rapporto alla
popolazione non militare. Si è certo
riscontrato un incremento di questa
patologia nel mondo giovanile ma forse tra i
militari l'incremento è ancora maggiore.
Ripeto, la Commissione Mandeili si è basata
su un aspetto prettamente epidemiologico.
A mio avviso,
nella metodica di indagine di quella
Commissione non sono stati valutati tutti
gli altri fattori che avrebbero potuto
dimostrare qualcosa di differente. Ad
esempio, i linfomi non sono leucemie acute,
sono patologie diverse, presentano un
diverso meccanismo e differenti sono i geni
coinvolti; le malattie croniche, poi, non
sono i linfomi e non sono le leucemie acute.
Le forme leucemiche sono quindi tante ma non
sono state osservate attentamente dalla
Commissione Mandelli; anzi, a mio avviso,
non sono state per niente prese in
considerazione. Ci si è basati soltanto su
un aspetto del problema prettamente legato
al linfoma e non si è considerata la
multifattorialità dell'insorgenza di una
certa patologia.
Studi
statunitensi più attenti, che in questo caso
ci sono maestri, in quanto la letteratura
militare americana è altamente qualificata,
e lo è molto di più di quella italiana,
perché estranea a certe
lobby
farmaceutiche, precisano che per una
qualunque valutazione bisogna considerare
diversi fattori. Infatti, lo studio cui ho
accennato non si basa su aspetti
epidemiologici ma rappresenta un metodo di
approccio all'indagine che potrebbe essere
assunto da noi italiani quale modello di
particolare interesse. In questo studio sono
escluse determinate forme che potrebbero
inquinare i campioni che accedono al tipo di
valutazione osservazionale che intendiamo
seguire. Ad esempio, se su 105 soggetti
vaccinati con un certo tipo di vaccino si
registra un caso reattivo anomalo
l'incidenza non è minima bensì elevatissima;
significa, cioè, che su 100 soggetti una
persona ha contratto una encefalopatia.
Possiamo quindi
affermare che i dati relativi all'incremento
di neuropatologie, tipo la
sclerosi, di cui è in
possesso il Ministero della Salute, sono
sottostimati. Il mio lavoro si
incentra sull'osservazione di bambini
affetti da encefalopatie e, purtroppo, ne
seguo tantissimi; si tratta di casi di
encefalopatia subclinica definita sindrome
autistica, la cui incidenza negli anni è
aumentata. Mentre su questi casi all'estero
si parla di epidemia, in Italia questo
allarme non esiste.
Seguo molti bambini, figli di poliziotti,
nelle strutture della polizia e l'incremento
del numero dei casi è elevatissimo.
Studiando questi soggetti dal punto di vista
ematochimico, biochimico, virologico,
immunogenetico (per ognuno esiste un
fascicolo molto voluminoso e non sono il
solo a lavorare in questo campo), stiamo
dimostrando che tra
le cause predominanti
delle encefalopatie ci sono le
vaccinazioni
somministrate ai bambini
in tenera età.
Tra le principali vaccinazioni incriminate
cito quelle contro il morbillo, la parotite
e la rosolia. Noi disponiamo dei dati e le
commissioni ospedaliere e i tribunali ci
stanno dando ragione.
In Italia la
metodica di
controllo
sulle reazioni avverse ai farmaci è
fasulla.
L'Italia, quindi, non effettua un controllo
sui farmaci che sia epidemiologicamente
valido.
Pertanto,
quando l'Istituto Superiore di Sanità emana
circolari per informare e comunicare
direttamente alla popolazione ed alle
strutture militari che "non esistono reazioni
avverse ai farmaci"
afferma delle falsità
perché in Italia non esiste una valutazione
epidemiologica attendibile.
L'epidemiologia è una cosa seria e deve
essere fatta da persone serie e i parametri
devono essere di indubbia valutazione,
indiscutibili.
Una Commissione
creata ad hoc per valutare una singola
patologia non è attendibile nell'esame
concreto di una fascia molto più ampia. Non
bisogna indagare sul linfoma ma su tante
patologie di cui sono affetti i nostri
militari non solo dell'Esercito ma di tutte
le Forze Armate.
I dati che sono
stati forniti non sono attendibili. Metto in
discussione i dati del Ministero della
salute, così come è dimostrato dalla
letteratura internazionale.
Il Sud Africa applica
una metodica di controllo superiore a quella
italiana. Mi fa piacere mettere a
disposizione della Commissione le
pubblicazioni perché l'archivio esistente,
sotto questo profilo, è molto ampio ed
interessante.
Io non sono uno scienziato ma un povero
poliziotto; c'è gente più qualificata di me
che ha già dimostrato quello che sto
dicendo. Il problema però è che questi dati
non sono riconosciuti e non giungono sui
tavoli di discussione.
Inoltre, un buon
osservatore, un ricercatore medico valuta
che le pubblicazioni mediche indexate o
quelle che si considerano avere un impac
factor importante sono spesso gestite
dall'industria farmaceutica.
Ritengo di essere un banale e povero
osservatore investigativo
ma quando in
televisione vengono trasmesse le pubblicità
dell'industria farmaceutica che gestisce il
95 per cento della ricerca, ho seri dubbi
sulla validità di molte pubblicazioni
sponsorizzate.
Credo più alle pubblicazioni di quei
ricercatori, virologi, immunologi, genetisti
che lavorano e pubblicano negli istituti di
ricerca. Peraltro, bisogna anche sapere
interpretare i lavori effettuati.
Un esempio banale: se intendo
effettuare un'indagine circa le reazioni
ai vaccini su "Medline", un database di
informazione medica internazionale cui sia
la polizia che i tribunali si rivolgono
spesso, ed indago in base al binomio
«leucemia-vaccini» non
ottengo alcun risultato; se invece
indago ricercando il binomio "leucemia-timerosal" il materiale è
notevole.
Infatti, non
vengono pubblicati quei lavori che
comunicano che un vaccino ha arrecato danni,
ma se lo stesso lavoro parla solo degli
eccipienti la pubblicazione è consentita.
Oggi è vietato
parlare di danni da vaccini.
Sono un
funzionario di polizia e sto parlando in una
Commissione parlamentare di inchiesta del
Senato della Repubblica. Chiedo quindi che
la Commissione indaghi su una circolare che
ha spinto le commissioni ospedaliere
italiane nelle Forze Armate a negare al
cittadino il riconoscimento del danno
post-vaccinico, ad esclusione del danno
causato da vaccino antipolio. La mia è una
richiesta ufficiale e spero di poter
disporre della documentazione originale di
detta circolare.
Questo è un atto grave e l'accoglimento
della mia proposta risolverebbe molti
problemi.
FINESSI
Raffaele. Molti militari continuano ad
ammalarsi. Da quando i nostri nomi, per
fortuna o per disgrazia, sono stati
pubblicati dai giornali continuiamo a
ricevere telefonate di ragazzi che non sono
partiti per il Kosovo, che non hanno mai
sentito parlare di uranio ma che si ammalano
di leucemia. Anche oggi, venendo qui in
Senato, abbiamo incontrato sull'autobus un
ragazzo al quale è stato diagnosticato un
linfoma tre mesi fa. L'insorgenza del
linfoma sembra quasi un evento automatico.
A mio avviso,
tutto questo è la punta di un iceberg: 45
morti su 300 soldati malati candidati ad una
vita tremenda. È una malattia bruttissima,
mi creda, signor Presidente.
PRESIDENTE.
Faremo tesoro anche di queste ultime
osservazioni.
La nostra
Commissione ha già svolto indagini in merito
ad altre segnalazioni e valuteremo con i
nostri consulenti come aderire alle proposte
avanzate dal professor Montinari.
SILVESTRE.
Vorrei puntualizzare alcuni aspetti
importanti.
Si parla sempre
di cifre ufficiali nelle quali Francesco
Finessi non rientra; nel suo caso non è
stata riconosciuta la causa di servizio,
come a tantissimi altri militari italiani.
Parliamo sempre di percentuali ammesse dal
Ministero della difesa ma questa Commissione
di inchiesta deve sempre tenere presente che
i casi non riconosciuti per una miriade di
motivi sono moltissimi. A Francesco la causa
di servizio era stata riconosciuta da una
commissione medica di Bologna ma un organo
amministrativo, con sede a Roma, non l'ha
fatto.
In secondo
luogo, è necessario tenere sempre presente
che si sono ammalati e sono morti sia
militari vaccinati che hanno operato in zone
di guerra e che sono stati a contatto con
l'uranio sia militari vaccinati ma che non
sono stati mai a contatto con l'uranio, né
in Italia (ricordiamo il caso sorto in
ordine al Poligono di Salto di Quirra) né
all'estero; allo stesso tempo, si sono
ammalati e sono morti anche civili che per
scopi non militari, quali viaggi, sono stati
vaccinati con gli stessi farmaci
somministrati ai soldati. Mi sembra un dato
molto importante.
Infine, le
somministrazioni di questi medicinali non
sono state effettuate, almeno nei casi che
abbiamo avuto modo di analizzare, sulla base
di prescrizioni mediche. Alcuni vaccini
devono essere somministrali a distanza di
quattro o sei mesi l'uno dall'altro, mentre
sappiamo che sono stati somministrati sei
vaccini contemporaneamente, nello stesso
giorno o a distanza di pochi giorni. Questo
può avere causato interazioni dannosissime
per l'organismo di quei ragazzi. Si trattava
anche di vaccini contro malattie, come il
morbillo, nei confronti delle quali i
militari erano già potenzialmente immuni.
Non sono un medico, mi occupo di diritto, ma
medici molti più preparati di me
sull'argomento mi hanno spiegato che un
vaccino sovrapposto ad un altro vaccino
ancora efficace è estremamente dannoso e può
creare interazioni particolari.
Da ultimo,
secondo i signori Finessi sarebbe opportuno
che la Commissione
prendesse in esame l'eventualità di
effettuare perizie sul contenuto dei vaccini
somministrati ai militari e perizie
medico-legali sull'eventuale influenza che
tale contenuto produce sull'organismo umano,
soprattutto in considerazione della errata
modalità di somministrazione massiccia e del
contenuto delle sostanze.
MONTINARI. Vorrei porre una domanda:
la Commissione è al corrente
che le vaccinazioni
contro
il vaiolo,
somministrate
a
500.000 soldati americani
nella recente guerra in Iraq,
sono state sospese e ritirate
in quanto hanno creato reazioni
avverse
sui militari
? Stiamo parlando di dati attendibili e di
valutazioni epidemiologiche che non possono
passare inosservate.
PRESIDENTE.
Intendo ringraziarvi per la partecipazione e
per il contributo portato all'attività della
Commissione.
Il dottor Domenico Leggiero, consulente
della Commissione, che al pari di altri
consulenti ha assistito, dietro mia
autorizzazione, all'odierna seduta, in
relazione ad alcune affermazioni della
signora Passaniti che lo hanno oggi chiamato
in causa, ha preannunciato l'invio per
iscritto di alcune precisazioni, che avrò
cura di portare a conoscenza della
Commissione.
Dichiaro
conclusa l'odierna audizione.
I lavori terminano alle ore 15,35.
-Licenziato per la stampa dall'Ufficio dei
Resoconti
Tratto dalla versione integrale
dell’Audizione al Senato del: 01/12/05:
http://www.senato.it/documenti/repository/commissioni/uranio/Stenografici/uranio-019d.PDF
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Senato della Repubblica - XIV Legislatura
Commissione parlamentare d'inchiesta
-19° Resoconto Sten. (22 settembre 2005)
NOBILE Franco (prof. medico Oncologo)
Stiamo proseguendo le indagini sotto questo
profilo, chiedendoci In particolare quale
possa essere stata la causa
dell'abbassamento del potere immunitario dei
reduci. Stiamo esaminando in primo luogo lo
stress, perche’ indubbiamente andare
in missione all'estero è stressante.
In secondo luogo, la nostra
attenzione si è concentrata - copie peraltro ha fatto anche
la vostra Commissione - su quelle vaccinazioni che, non
vengono condotte secondo i protocolli della Sanità militare
Le vaccinazioni sono una conquista importantissima della
medicina ! perché grazie ad esse, abbiamo debellato la piaga
delle malattie infettive: oggi non si muore più di molte
malattie infettive e noi oncologi speriamo di arrivare, in
futuro, alla vaccinazione contro il cancro.
Quindi, la vaccinazione è preziosa, però va fatta in un
certo modo.
Del resto, ad un ammalato che ha uno scompenso cardiaco si
somministrano 10 gocce di digitale per curarlo, ma con una
dose di 50 gocce lo si avvelena. Il dosaggio deve essere
sempre adeguato, per le medicine come per le vaccinazioni.
Anche l'uomo della strada sa che, se ha fatto
l'antitetanica, non può ripeterla il mese dopo, altrimenti
gli viene uno shock anafilattico: si ha cioè l'effetto
contrario, invece di potenziare la difesa immunitaria, la si
deprime.
Stiamo valutando se sono state
fatte correttamente le vaccinazioni, esaminando tutti, i
libretti vaccinali dei para.
Alcuni di essi, credetemi, non hanno più spazio nel libretto
per le numerose vaccinazioni somministrate, perche’ ogni
volta che vanno in missione, ne fanno molte. Ad alcuni
ufficiali dei para è stata diagnosticata un'epatite C,
perché avevano prove di funzionalità epatica compromesse
da queste reiterate vaccinazioni, come abbiamo
accertato ricoverandoli nel reparto di medicina interna
all'università di Siena.
Oltre allo stress e alle vaccinazioni, possono esserci altre
concause. Questi ragazzi fumano tutti moltissimo (alcuni
usano sigarette molto forti, come le Marlboro, che provocano
la maggiore dipendenza) e bevono, qualcuno anche un po'
troppo. Ovviamente queste concause, se trovano un sistema
immunitario depresso, possono provocare l'insorgenza di
diverse patologie.
La magistratura aveva bloccato i provvedimenti di rimpatrio
emessi dalle Prefetture nei confronti dei kosovari, perché
gli avvocati difensori avevano affermato che i loro
assistiti non potevano essere rimpatriati esistendo il
rischio di ammalarsi di cancro da uranio impoverito.
Ho eseguito una perizia in qualità di CTU, che ho consegnato
al Presidente, con cui abbiamo smentito questa tesi,
in base ad un'altra'serie di prelievi ambientali effettuati
in Kosovo. I provvedimenti di rimpatrio sono stati perciò'
sbloccati.
Come da documentazione
consegnata al Presidente, dal 2002 collaboriamo sotto il
profilo tecnico-scientifico con il procuratore della
Repubblica presso il Tribunale di Torino dottor Guariniello,
il quale però mi ha autorizzato soltanto a dire che è in
corso un'indagine sull'uranio impoverito, come ho riferito
al Presidente, per le decisioni che riterrà opportuno
prendere.
Tratto da:
http://www.senato.it/documenti/repository/commissioni/uranio/Stenografici/uranio-011d.PDF
Se volete leggere tutte le audizioni avvenute al Senato
sulla Commissione Uranio impoverito, esse sono disponibili
sul sito :
www.senato.it
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
SENATO DELLA
REPUBBLICA
- Interrogazione parlamentare
al
MINISTRO DEL CONSIGLIO, ai MINISTRI DELLA
SANITA’ e della DIFESA
-
Premesso che tra tutti i contingenti militari che hanno preso parte alle
operazioni nei Balcani, quello italiano appare il più colpito da
gravissime malattie invalidanti;
-
premesso che, ad esempio, il contingente tedesco — formato da 10.000
soldati che si sono alternati in Bosnia e Kosovo - presenta un solo
caso di leucemia in linea con la statistica nella popolazione tedesca, e
che in nessuno di questi militari sono state trovate tracce di uranio;
-
premesso che di contro in Italia sono stati accertati
numerosissimi casi
di bambini con gravissime patologie invalidanti e irreversibili causate
dalle vaccinazioni obbligatorie;
-
che detti casi ammontano a migliaia e 600 tra quelli accertati sono
trattati dal solo dott. Massimo Montinari (Azienda Policlinico di Bari);
-
che peraltro i militari italiani sono stati e sono tuttora sottoposti ad
un cocktail di vaccini (tra obbligatori e cosiddetti facoltativi) che
variano nel numero da 35 a 40;
-
che è stato scientificamente accertato che un solo vaccino riduce di
molto le difese immunitarie e che 40 vaccini rappresentano una follia,
specie se non sono rispettati i tempi di intervallo nella somministrazione
tra l’uno e l’altro;
tutto ciò premesso
si chiede di sapere:
1)
se è vero che i residenti civili nei Balcani e i contingenti militari di
altri paesi europei non hanno subito la stessa incidenza di tumori,
leucemia e malattie degenerative che invece presentano i nostri militari;
2)
il numero, la qualità e i tempi di somministrazione dei vaccini inoculati
ai militari italiani rispetto a quelli delle altre nazioni europee;
3)
se è vero che nel luglio del 1993 fu presentata una denuncia alla Procura
della Repubblica di Milano (indirizzata all’allora P.M. dott. Di Pietro)
nella quale sì afferma che nel febbraio 1991 il Presidente della “Smith
Kline Beecham” (casa produttrice del vaccino “Engerix B” contro
l’epatite B) avrebbe versato L. 600.000.000 (320.000 Euri) al Ministro della Sanità
dell’epoca e che nel maggio del 1991 la vaccinazione anti epatite B fu
resa obbligatoria.
In caso affermativo quale esito ebbe la denuncia e se e quali indagini
furono svolte;
4) se è vero che l’obbligatorietà delle vaccinazioni sia stata revocata in
molti Stati, essendone stata riscontrata la pericolosità specie in
soggetti a rischio ma di tanto inconsapevoli;
5)
se in considerazione dei fatti di cui in premessa il Governo, in luogo o
insieme alla maratona dell’uso dell’uranio impoverito avanzata dai DS,
ma in virtù dell’invocato medesimo principio di precauzione non ritenga
dì adottare la moratoria sulla obbligatorietà delle vaccinazioni, ad
evitare che si perpetui un eccidio già accertato.
Sen. Ettore
Bucciero - Sen. Antonino Caruso
COMUNICATO STAMPA
URANIO !
BUCCIERO e CARUSO (AN): altro che moratoria sull’Uranio !
Occorre sospendere le
vaccinazioni obbligatorie.
La richiesta di moratoria
all’uso dell’uranio impoverito avanzata oggi dai DS non serve a nulla
poiché l’eventuale danno all’ambiente è stato già provocato con la
disseminazione dei proiettili.
E a nulla servirà -
affermano i senatori Ettore Bucciero e Antonino Caniso di A.N. - se non si
procederà contestualmente alla sospensione immediata delle vaccinazioni
obbligatorie e facoltative dei nostri militari in missione come già
richiesto in una interrogazione oggi depositata in Senato.
Nella quale interrogazione si
chiede inoltre di sapere che fine ha fatto una denuncia del 1993 nella
quale si afferma che alcune vaccinazioni sono state rese obbligatorie solo
per favorire alcune case produttrici di vaccino.
Sen. Avv. Ettore Bucciero
+ Vedi
Uranio
ANSA -
BARI, 8 GEN 2001
URANIO: AN, COMMISSIONE INDAGHI su
DANNI CAUSATI da VACCINI
- Sono i vaccini che hanno prodotto numerosi casi di
leucemia fra i soldati dei Balcani: lo sostengono in una
nota i senatori di Alleanza Nazionale Ettore Bucciero e A.
Caruso, annunciando che chiederanno “una commissione
d’inchiesta “ che indaghi a tutto campo, e cioè sui
danni e sulle cause che li hanno originati”.
“Mentre tutti si affannano ad imputare alla Nato, agli
Usa, e al ministero della Difesa responsabilita" ed
omissioni sulla cosiddetta "sindrome dei Balcani" -
sottolineano sta invece emergendo una realta’ piu’
drammatica e vergognosa:
il ministero e l’istituto superiore di sanita’ omettono di
rendere noto che la
vera causa sono i vaccini”.
“Perché - prosegue la nota - l’istituto o il
ministero sanno da tempo sia che migliaia sono i casi
clinici in osservazione e sia che 600 sono i casi che hanno
dimostrato la stretta relazione tra l’impiego dei vaccini e
l'insorgenza di gravi danni alla salute”, sinora
- si evidenzia - la
maggioranza delle
vittime da vaccino sono stati i
bambini, molti dei quali ormai gravemente ed
irreversibilmente handicappati”.
“Quanto ai militari -
sostengono Bucciero e A. Caruso - nessuno ha detto che essi
sono stati sottoposti ad una
micidiale raffica di vaccini
che, tra obbligatori e facoltativi
(NdR: ma
caldamente consigliati),
ammontano a 35 e a 40,
senza peraltro in molti casi che tra l' una e l’altra
inoculazione sia stato rispettato l’intervallo prescritto”.
“Se a cio’ si aggiunge che i
vaccini contengono stabilizzanti dannosissimi
per la salute (mercurio,
formaldeide,
alluminio ecc.)
e che e’ dimostrato scientificamente il
crollo delle difese immunitarie
in chi subisce l’inoculazione, e’ facile
conseguentemente argomentare
- affermano i due senatori -
che appare
delittuoso il comportamento
del ministero della sanita’ che
oppone un rifiuto sospetto ad ogni tentativo di
indagine sullo connessioni tra
vaccini, handicap,
mutazioni genetiche”.
vedi:
Contenuto dei Vaccini
+
Come si producono i
Vaccini
"Morte improvvisa tra reclute finlandesi (a
seguito di danni cardiaci da vaccini)", British Med Journal,
1976
Commissioni
di Inchiesta sull’URANIO
(AGI) -
Roma, 15 nov. 2005 - "Come rivela oggi il Secolo d'Italia,
quello del presunto vaccino-killer è sempre più un giallo:
quale ditta lo produceva ?". Lo dichiara il senatore Michele
Bonatesta, vicepresidente della commissione d'inchiesta
sull'uranio impoverito e membro della direzione nazionale di
AN.
Il Sen. Michele Bonatesta (AN) vicepresidente di detta
commissione presieduta da Paolo Franco (2005) ha commentato
l’audizione dei vari consulenti e degli esperti della
commissione, provenienti anche dall’estero, …”che NESSUNO
di essi si e’ sentito di escludere a priori che i vaccini
possano essere i responsabili di queste malattie e di queste
morti (circa 300 malati e 80 morti) dei nostri militari,
dunque abbiamo avuto ragione nel non voler scegliere a
priori alcuna tesi e nel batterci perche’ sulle malattie e
sulle morti dei militari italiani, si cercasse la Verita’ a
360°’, come ci aveva chiesto anche la signora Santa
Passaniti, madre di Francesco Finessi, (Audizione
del 01/12/2005) uno dei nostri ragazzi in divisa morto
per Linfoma non Hodgkin senza essere
MAI STATO
nei Balcani
ne’ a contatto con l’Uranio impoverito”...
...ma che e' stato vaccinato da molti vaccini...
infatti non gli hanno trovato nell'organismo le
nanoparticelle di UI...ma
di altri metalli tossici, contenuti in certi vaccini
Anche la dott.essa Gatti nelle sue indagini con apposite
apparecchiature ha identificato nei reni dei militari
nanoparticelle di Mercurio (eccipiente dei Vaccini) e
NON di Uranio impoverito ! (vedi la relazione della
sua audizione)
vedi anche intervista a Santa Passaniti:
URANIO impoverito ? NO sono i Vaccini
+
Contenuto dei Vaccini
+
Come si producono i
Vaccini
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Estratti dalle Audizioni
della Commissione del Senato:
ULTERIORI DATI
dallo Stenografico della Audizione del 22 Luglio 2007:
GATTI. Se
mi e’ permesso, a quanto gia’ osservato dai colleghi vorrei
aggiungere che i dati raccolti nel corso del sopralluogo
suggeriscono un'altra visione del problema. Ad esempio, uno
studio svolto in proposito dalla ASL 8 di Cagliari sulle
patologie e sui decessi in questione fornisce dati diversi
ed inoltre non da informazioni sull'attività svolta dalle
persone decedute. Dai dati che noi abbiamo raccolto in
quell'area risulta che un 30 per cento delle persone malate,
nello specifico affette da forme di leucemia, sono
pastori.
NOBILE. …..
Ci siamo chiesti perché tutti questi militari sono
immunodepressi e che cosa è che li deprime, perché nei
civili della stessa fascia di età non si rileva analoga immunodepressione.
Trattandosi
di campo immunitario, siamo andati a controllare la prima
causa che tocca il sistema immunitario di un
soggetto, cioè i vaccini.
….. Ebbene, dai controlli compiuti abbiamo visto che i gradi
maggiori di immunodepressione si riscontrano nei
paracadutisti - ho con me la documentazione - vaccinati
con vaccini che in seguito sono stati ritirati dal
commercio, come il Neotif.
La stessa antitetanica viene
eseguita senza un'anamnesi vaccinale; ciò significa che se
il militare ha fatto un'antitetanica il giorno prima di
arruolarsi, in seguito a una ferita da taglio gli potrà
essere prescritta una nuova antitetanica. E stato quindi
riscontrato uno shock immunologico da vaccini, comprovato
dai nostri esami di laboratorio. Stiamo continuando gli
esami, ma sarebbe molto utile disporre di un database di
tutti i fogli matricolari per verificare se coloro che hanno
subito le vaccinazioni peggiori hanno anche i peggiori
sistemi immunitari.
…. Inoltre, le più grandi potenze finanziarie ed economiche
esistenti sono le multinazionali del farmaco, che muovono
interessi enormi. Mi riservo comunque di parlare in privato
con la Presidente a proposito di alcuni particolari,
altrimenti sarei costretto a chiedere la seduta segreta.
SCARSELLA ….. Nella tabella potete osservare i valori
ematologici degli elementi della serie bianca, ossia quelli
che successivamente possono andare incontro a patologie,
come ad esempio il linfoma di Hodgkin, di cui si parlava
precedentemente. La tabella dovrebbe essere bianca, ma così
non è: i valori rossi rappresentano i fattori di allarme,
ossia sistemi che vengono rilevati come alterati.
Fra tutti i casi esaminati non vi è un solo soggetto che
presenti un livello normale del valore ematologico.
Nell'immagine successiva vi è un dato eclatante. Si tratta
di linfociti neutrofili: nessuno della popolazione
considerata ha una percentuale di rapporto
nucleo-citoplasma, ossia della complessità della forma di
quei globuli bianchi, che corrisponde a un valore normale.
In pratica, nella popolazione esaminata non vi era un solo
soggetto che stava bene.
Il professor Nobile aveva già parlato di soggetti
immunodepressi; in questo caso non arriviamo a parlare
di immunodepressione, ma di una situazione linfocitaria
fortemente alterata, una patologia non ancora conclamata.
Molto probabilmente è un segno premonitore di uno stato
patologico successivo.
Abbiamo
riscontrato una situazione di questo tipo: 2 casi che si
avvicinano al quadro ematologico del linfoma di Hodgkin (2
su 18, quindi 1 su 9, con una frequenza che è circa 150
volte superiore a quella attesa) e alterazioni univoche dei
parametri posizionali. Non sappiamo esattamente chi è e dove
si trova il killer, ma sicuramente abbiamo capito dove ha
sparato. Le immagini che vedete rappresentano i dati
ottenuti ed essenzialmente mostrano che tali soggetti non
stanno bene, anche se apparentemente sono sani e marciano.
C'è qualcosa che non va nel loro sangue.
Ciò che chiediamo è l'appoggio della Commissione per cercare
ulteriori dati in questa direzione.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
I PASTORI Sardi (di cui si parla nelle audizioni)
hanno subito la vaccinazione per il
tifo, obbligatoria fino
agli anni (1997) oggi comunque fortemente consigliata e
sollecitata dalle ASL, perche’ i pastori lavorano i
prodotti caseari (sono quindi alimentaristi), con richiami
triennali nel corso degli anni successivi !
http://www.levaccinazioni.it/Professionisti/Documenti/legislazione.htm
D.P.R. 26
marzo 1980, n° 327 “Regolamento di esecuzione della legge
283/1962 e successive modificazioni.......disciplina
igienica delle sostanze alimentari e delle bevande..”
art. 38. Vaccinazioni del personale. Il personale di cui
all’articolo precedente deve essere sottoposto alla
vaccinazione antitifico-paratifica, nonché ad ogni altro
trattamento di profilassi che sia ritenuto necessario
dall’autorità sanitaria competente…”
In Italia, l’obbligo del libretto di idoneità sanitaria per
alimentaristi è stato stabilito dalla
Legge 283 del 30 aprile 1962 (pdf 35 kb) e dal relativo
regolamento d’esecuzione per
Decreto del Presidente della Repubblica 327 del 26 marzo
1980 (pdf 391 kb).
”La vaccinazione antitifica NON deve essere somministrata
a soggetti con deficit immunitari”
http://www.oikos.org/campi/vistivaccini.htm
Anche le pecore vengono vaccinate:
vedi:
http://www.mednat.org/vaccini/pecore_lingua_blu.htm
Seduta martedì 2 maggio 2007 prof. Trenta: la causa delle
malattie dei militari è da cercare da tutt’altra parte
che non l’UI.
Seduta 12.10.1006 ing. Sgrilli e ing. Cesari: l’UI non e’
la causa di queste patologie nel dal punto di vista
radioattivo né tossicologico.
Seduta 18 maggio 2005 dott. Tirelli (oncologo di Aviano):
militari con schegge di uranio in corpo non accusano
alcuna patologia.
Seduta 26 maggio 2005 Gen. Donvito: pag. 8 220.000
minatori in miniere di uranio dopo 38 anni
di lavoro, nessuna patologia.
Seduta n° 160 del 18/06/02 All B: Interrogazioni a risposta
orale Del Mastro Delle Vedove al Ministero della Difesa, per
sapere – premesso che: Venerdi 14 giu. 2002 l’apposita
commissione istituita dal Min. della Difesa e presieduta
dall’ematologo prf. Mandelli, afferma “che
NON e’
possibile stabilire nesso eziologico fra
insorgenza dei
tumori fra i ns soldati e la contaminazione derivanti dalle
polveri dei Balcani”.
Seduta del 01/03/2006 Sen DeMasi (AN):….” Quindi il problema
della somministrazione e della tipologia dei Vaccini,
oltre a tutto quanto afferisce a questo argomento, dovrebbe
essere al PRIMO PUNTO dell’ordine del giorno
nell’agenda della nuova Commissione d’inchiesta della
prossima legislatura, alla quale riteniamo
si DOVREBBE dare l’Autorita’
di Commissione di Garanzia, considerata la
Gravita’, l’importanza e la Nobilta’ delle finalita’ relative alla
TUTELA della Salute”.
Le malattie che anno colpito i giovani militari sono da
attribuire a qualcosa che crea azioni immediate, a
qualcosa che gli è stato iniettato: i VACCINI, con le
tossine ed i metalli pericolosi contenuti come
stabilizzanti che le ditte farmaceutiche immettono nei
vaccini e che affermano (sui Bugiardini) anche di
NON essere a conoscenza sui DANNI che possono scatenare nel
tempo.
vedi:
Contenuto dei Vaccini
+
Come si producono i
Vaccini
Questi metalli in particolare: alluminio, piombo, stronzio,
bismuto, ferro, zirconio, mercurio, ecc., sono presenti nel
sangue, nello sperma, nelle cellule, dei militari esaminati
dalla consulente della commissione dott.essa Gatti
che non ha mai
trovato URANIO.
Lei stessa conclude in un reperto che essendo questi metalli
non compatibili con la vita, né bio-degradabili, non
permettono neppure l’attecchimento del midollo in caso di
trapianto.
Il tenente
colonnello medico dott. Chinelli afferma: in uno studio
condotto su militari è emerso che militari perfettamente
sani, DOPO la somministrazione dei vaccini in 38
di essi è manifestata la presenza di gammopatie
monoclonali, questo riferito in seduta plenaria del 19
gennaio 2006.
Ora i casi sono divenuti 60; ragazzi che devono essere
controllati con visite ed esami per 5 anni perché questa
patologia può degenerare in tumori ematici e linfatici.
Commissione
All. B seduta n. 160 del 18.6.2002 Del Mastro delle Vedove
al Min. della Difesa – Per sapere – premesso che: Il
quotidiano Libero di dom. 16 giu 2002 pag. 14,
riporta la seguente testuale dichiarazione del maresciallo
dei Cocer D. Leggiero: “La somministrazione dei vaccini
in Bosnia non e’ affatto corretta. Il regolamento medico
impone che il trattamento debba essere diluito in piu’
soluzioni nell’arco di due, tre mesi ai quali debbono
seguire altri trenta giorni prima del dispiegamento del
soldato sul territorio di missione. Sa cosa abbiamo scoperto
invece ? : che non solo le vaccinazioni avvenivano in una
sola soluzione ma addirittura in Loco, cioe’ in Bosnia.
Questa e’ una chiara violazione delle regole imposte dal
regolamento militare delle procedure sanitarie. Quei
vaccini oltre a rilasciare metalli pesanti che abbiamo
rinvenuto nel midollo osseo, abbassano terribilmente-
se mal ese |