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Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVE MEDICINES

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http://www.biasco.ch/originedelmale/download/files/Tgcom2.pdf
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La Merck ammette l'inoculazione del virus del cancro - La divisione vaccini della farmaceutica Merck, ammette l'inoculazione del virus del cancro per mezzo dei vaccini.
 La sconvolgente intervista censurata, condotta dallo studioso di storia medica Edward Shorter per la televisione pubblica di Boston WGBH e la Blackwell Science, è stata tagliata dal libro "The Health Century" a causa dei sui contenuti - l'ammissione che la Merck ha tradizionalmente iniettato il virus (SV40 ed altri) nella popolazione di tutto il mondo.
 Questo filmato contenuto nel documentario "In Lies We Trust: The CIA, Hollywood & Bioterrorism", prodotto e creato liberamente dalle associazioni di tutela dei consumatori e dall'esperto di salute pubblica, Dr. Leonard Horowitz, caratterizza l'intervista al maggior esperto di vaccini del mondo, il Dott. Maurice Hilleman, che spiega perché la Merck ha diffuso l'AIDS, la leucemia e altre orribili piaghe nel mondo :
http://www.youtube.com/watch?v=edikv0zbAlU


Malattie infettive
dott. Heinrich Kremer* dal libro "Sistema Immunitario e Vaccinazioni", marzo 2003, - Macro edizioni

1.1   Andamento degli ultimi anni
Negli ultimi dieci anni vi è stata una rivoluzione silente nel campo della ricerca immunologica, e sto parlando della ricerca della medicina ufficiale. Le conseguenze, i risultati di queste ricerche, invece, si sono trasformate poco in una prassi quotidiana a livello medico scientifico. Per quanto mi riguarda posso dire, abbastanza tranquillamente, che la maggior parte dei medici ha poche esperienze in questo campo e non conosce, nella maggior parte dei casi, le acquisizioni più recenti a livello della ricerca in campo immunologico. Tuttavia i risultati di queste ricerche hanno un effetto determinante anche su quella che sarà la prassi nel campo delle vaccinazioni, e gli effetti sono sia di tipo diretto che di tipo indiretto.
Quello che mi preme farvi vedere è questo grafico che parte dal 1850 dove si vede l'andamento della curva riferita all'incidenza del morbillo e della pertosse nell'Inghilterra e nel Galles. Nell'arco di cent'anni praticamente c'è la tendenza alla scomparsa della mortalità per queste malattie: la curva tende verso lo zero. La linea continua è riferita alla pertosse e il picco che si vede corrisponde al periodo della seconda guerra mondiale dove vi era una breve recrudescenza della malattia.
Verso il 1950, quando il tasso di incidenza della pertosse viaggiava già verso zero, erano disponibili i vaccini. Verso la fine degli anni '60, quando iniziarono le vaccinazioni di massa sia del morbillo che della pertosse, queste malattie avevano già uno sviluppo che andava verso zero.

1.2    


FIG.1 Pertosse e morbillo: percentuali di mortalità dei bambini al di sotto dei 15 anni in Inghilterra e in Galles

L'andamento è molto simile anche per quanto riguarda la tubercolosi (TBC). Le prime statistiche, come si evince anche qui dal grafico, partono dal 1838 e si vede un andamento molto simile alla curva precedente. In questo arco di cento anni o più il tasso di incidenza della tubercolosi, riferita all'Inghilterra e al Galles, scende rapidamente. Verso la fine degli anni '40 per combattere la tubercolosi residua veniva addirittura introdotta, per la prima volta, la chemioterapia. Questo è il periodo che si riferisce alla fine della seconda guerra mondiale e dell'immediato dopoguerra dove vi era, peraltro, una grossa concentrazione di profughi le cui condizioni igieniche ed alimentari erano decisamente scarse. Ciò nonostante non vi era nessun picco per quanto riguarda la tubercolosi. Poi, verso la metà degli anni '50 in Inghilterra e nel Galles fu introdotta la vaccinazione BCG e anche qui i casi di tubercolosi erano ormai pochissimi e, a maggior ragione, i decessi per tubercolosi erano molto bassi (300 decessi in Inghilterra).

1.3   Il ruolo dei vaccini  
Ciò nonostante si continua a sottolineare e a propagare che la medicina moderna sia riuscita a vincere le malattie infettive proprio grazie alle vaccinazioni e ai vaccini. In verità i fattori che sono responsabili di questo andamento (calo delle malattie infettive) sono soprattutto l'alimentazione, l'incremento del livello di conoscenze attraverso la scolarizzazione, il miglioramento degli ausili al parto, il contributo della medicina (se non altro del periodo di Lister(1) e Semmelweis(2) nel XIX secolo). Cioè le condizioni generali di base erano molto migliorate (importanti e decisive soprattutto per la tubercolosi). Comunque è assolutamente errato dire che la riduzione o il calo delle malattie infettive a livello infantile fosse il risultato delle vaccinazioni, questo è assolutamente non vero.

 FIG. 2 Mortalità e quota di assistenza medica sul prodotto nazionale lordo (PIL) degli Stati Uniti

Altre curve, altrettanto interessanti, sono rappresentate nella figura 2. La curva decrescente e continua che parte dall'angolo superiore sinistro del grafico riporta l'andamento della mortalità complessiva a partire dal 1900. In quest'arco di tempo (1900-1950/60) si evidenzia un calo drastico della mortalità senza interventi sanitari. La curva più piccola che parte sempre dalla parte sinistra del grafico (vedi figura 2) rappresenta la mortalità riferita a 11 malattie infettive. Anche in questo caso vi è un continuo calo già a partire dal 1910. Questo calo era già in atto molto tempo prima dell'introduzione delle vaccinazioni di massa e prima anche dell'introduzione degli antibiotici. Questa è la realtà statistica. Infine la curva tratteggiata rappresenta la spesa per gli interventi sanitari espressa in percentuale del PIL degli Stati Uniti. Mentre sta scendendo a ritmo costante la mortalità e anche la mortalità delle malattie infettive, con tendenza verso lo zero, senza -vaccinazioni e antibiotici, inizia l'aumento drastico della spesa sanitaria: meno gente muore e più soldi si spendono.
Si noti, ad esempio (figura 2), che negli anni cinquanta venivano introdotte le vaccinazioni di massa contro le malattie infettive. Curiosamente con l'aumentare della spesa sanitaria aumentano, parallelamente, le malattie croniche-degenerative, tipiche dei nostri giorni, e diffusamente anche nei bambini.
Nei grandi trattati di immunologia, invece, le immagini, le curve che vengono riprodotte, sono un po' diverse.

 FIG. 3 Grafici propaganda

Infatti si vedono picchi del tipo rappresentati in figura (figura 3) simili a montagne che danno l'impressione di ingigantire il problema. Questi grafici sono statistiche ufficiali degli Stati Uniti d'America e riportano i casi d'infezione (non di mortalità) registrati per 100.000 abitanti. Esaminando un po' più in dettaglio la questione nella parte superiore abbiamo la difterite.
Questi sono i casi di difterite registrati per 100.000 abitanti, nell'arco di tempo che va dal 1900 al 1990. Qui è necessario anche trovare i riferimenti giusti, si vede comunque che erano meno di 100 casi di difterite per 100.000 abitanti; comunque anche questo numero era calato in maniera consistente prima dell'introduzione del vaccino. Certo il picco che qui fanno vedere sembra una montagna seria, però quando si vanno poi ad esaminare le cifre: 100 casi, si vede che si trattava comunque di un incidenza abbastanza limitata. Poi quello che qui vogliono far vedere, o che fanno vedere, è che a partire dall'introduzione delle vaccinazioni antidifterite l'incidenza della malattia stessa è di circa un caso su 100.000. E’ inoltre curioso notare che l'asse delle ordinate è rappresentato in scala logaritmica; questo è un trucco statistico per rendere maggiormente visibile le piccole differenze d'incidenza della malattia rispetto a quelle grandi; infatti, se la scala delle ordinate fosse lineare, come i grafici riferiti alla poliomielite e al morbillo, non si vedrebbe nessuna differenza tra prima dell'introduzione della vaccinazione e dopo.
Questo ovvia mente è l'argomento forte anche della Sanità pubblica degli Stati il cui ragionamento è che con l'introduzione della vaccinazione diffusa, della vaccinazione obbligatoria, si è riusciti a debellare le malattie infettive infantili. Comunque non c'è praticamente nulla che indichi o che possa, per meglio dire, escludere che la curva avesse lo stesso andamento, dopo la seconda guerra mondiale, per le migliorate condizioni generali della popolazione: assistenza medica, igiene, alimentazione ecc..
La situazione è un po' diversa nella parte al centro (del grafico di figura 3). Nel grafico, riferito alla vaccinazione antipolio, dove vi sono statistiche che partono dal 1940, si vede che già allora, sorprendentemente, l'incidenza era inferiore a 10 casi di poliomielite per 100.000 abitanti. Poi abbiamo, senza cause apparenti, un aumento relativo che passa da meno di 10 a 30-40 casi all'anno. In coincidenza all'introduzione del vaccino inattivo (a virus ucciso) si registrava effettivamente un calo del numero di casi di poliomielite; ma, curiosamente, con l'introduzione di questo vaccino a virus ucciso si è riusciti a ridurre il tasso di incidenza della poliomielite portandolo solamente ad un livello che era già esistente in precedenza, prima dell'introduzione della vaccinazione. Successivamente si è introdotto il vaccino antipolio orale a virus vivo (non più a virus morto o inattivo) e qui si fa vedere che grazie a questo vaccino si è riusciti a ridurre il tasso di poliomielite di meno di 5 casi per 100.000 abitanti(3).
Il terzo grafico (della figura 3) è riferito invece al morbillo, qui si ha una statistica che parte dal 1960 e si ha un'incidenza del morbillo di 500 casi per i soliti 100.000 abitanti. Dopo l'introduzione del vaccino antimorbillo, si è verificato un aumento (o recrudescenza) dell'incidenza del morbillo; mentre verso la metà degli anni '60 è iniziato un calo drastico. Dopo questo calo si sono verificate piccole epidemie di morbillo, anche in Europa. Ma si può osservare anche un'altro fenomeno di cui si deve tener conto nella decisione se vaccinare oppure no.
La panencefalite subacuta sclerotizzante (PESS) ritenuta una conseguenza postuma del morbillo con una latenza di 6-8 anni. In questo grafico l'encefalite sclerotizzante è curiosamente riprodotta solo a partire dal 1970, circa otto anni dopo l'introduzione del vaccino. Subito dopo l'introduzione del vaccino antimorbillo i casi di encefalite sclerotizzante erano di circa 50 casi per milione. Poi a partire dall'inizio degli anni 1970-75 si ha di nuovo un calo drastico di queste encefaliti e successivamente una tendenza verso zero.
I casi di difterite, poliomielite e tetano, riportati nei grafici di figura 2, non sono casi di mortalità bensì d'infezione. Nei paesi occidentali la quasi totalità dei bambini, e degli adulti, non subisce alcun danno da un'infezione naturale delle malattie infettive come il morbillo, la pertosse, la poliomielite, l'epatite B ecc., anche se non sono stati vaccinati.
Nessuno è in grado di dire se la frequenza d'infezione è maggiore o minore nei soggetti vaccinati rispetto a quelli non vaccinati. Nessuno ha mai prodotto delle ricerche in questa direzione.
Anche sulla frequenza delle complicazioni post-vaccinali non vi sono ricerche che studiano il problema nel lungo periodo, quindi i dati di danni post-vaccinali immediati risulteranno sempre più bassi delle complicazioni reali. Ancora una volta questo è un argomento forte di quelli che sono favorevoli alla vaccinazione; ma, dato che non vi sono ricerche, non è possibile apporre a questa tesi argomentazioni serie.

Note: 
(1) Ioseph Lister (1827 - 1912) chirurgo inglese, inventore dell'asepsi.
(2) Ignaz Phílipp Semmelweiss (1818 - 1865) medico ungherese; stabilì che la febbre puerperale era dovuta alla mancanza di asepsi in campo ostetrico.
(3) Dal grafico si vede anche che si è cominciato a vaccinare quando l'epidemia era in calo. E’ possibile, invece, farsi un'altra domanda. La storia insegna che le epidemie sono comparse e scomparse senza vaccinazioni e antibiotici, e il miglioramento delle condizioni socio-economiche ha coinciso (in qualsiasi paese) con la remissione spontanea quasi totale; perché ora bisognerebbe credere che è stato proprio grazie alle vaccinazioni che le malattie infettive sono diminuite o scomparse? Nella polio è intervenuto un altro fattore: è cambiata la definizione della malattia in corso di vaccinazione (ad esempio per essere considerata polio la paralisi ora deve avere una durata superiore a 60 giorni in assenza delle prove virologiche).

* Heinrich Kremer è uno tra gli scienziati attualmente più autorevoli nelle ricerche contro le patologie degenerative come il cancro, l'AIDS e i danni da vaccinazione. Kremer è medico con dottorati in medicina, psichiatria e neurologia, con alle spalle anche studi di psicologia e sociologia.

Capitolo I del libro: "Sistema Immunitario e Vaccinazioni" - MACRO edizioni
pag. 105, 9.50€ ISBN: 88-7507-475-5 - Tratto da: disinformazione.it 

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Italy - SANITA': REGIONE MARCHE RISARCISCE 450 CITTADINI per DANNI VACCINI

ANCONA - 20 GEN 2003 - La Regione Marche e' una delle prime in Italia a risarcire le vittime dei danni provocati da vaccinazioni obbligatorie e trasfusioni di sangue. In totale sono 450 i cittadini che, dopo anni di attesa e ritardi dovuti a carenza di finanziamenti statali, ostacoli burocratici e dificolta' di interpretazione della legge, hanno finalmente ottenuto l'indennizzo, con un risarcimento complessivo di oltre 16.000 euro. A fornire i dati e' l'assessore regionale alla Sanita', Augusto Melappioni, che sottolinea il ruolo attivo dell'ente nello smaltimento delle numerose pratiche arretrate provenienti dal ministero della Salute, molte delle quali risalenti addirittura al 1995. (ANSA).
http://www.federnaturopati.org/figli_scomodi.htm

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Roma, 15 feb. (Adnkronos Salute) - Sono in costante aumento i casi di autismo nel mondo: oggi infatti un bambino su 160 soffre di Disturbo generalizzato dello sviluppo (Dgs), con una incidenza maggiore in Giappone. Ma il problema fa sentire il suo peso anche in Italia, tanto che molte famiglie colpite dalla malattia finiscono col disgregarsi.
Questo il quadro, tutt'altro che roseo, delineato oggi a Roma durante la presentazione del progetto “Aut non out - Ci sono anch'io”, voluto dall'associazione "Habitat per l'autismo” in collaborazione con il Comune di Roma.

Le statistiche di molti studi americani dimostrano che nel prossimo decennio l'autismo e i disturbi pervasivi dello sviluppo diventeranno un'emergenza sociale ed economica di primordine. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista 'Lancet', l'1,16% delle nascite in Inghilterra è a rischio, ma ancora più grave è la situazione in Giappone. Uno studio dello Yokohama Rehabilitation Center ha infatti evidenziato che l'1,61% dei neonati è autistico.

Circa l'80% delle persone con questo disturbo presenta anche una condizione di ritardo mentale, e almeno il 50% non sviluppa alcuna forma di linguaggio. Spesso sono correlate altre patologie, come l'epilessia. Il problema riguarda da vicino anche l'Italia, basti pensare che solo a Roma e provincia è stimata la presenza di circa 8.400 piccoli con autismo.
L'aumento di casi ha inevitabilmente aggravato anche la condizione sociale delle famiglie colpite. Spesso i genitori non riescono a sopportare il peso, la sofferenza e la responsabilità di un bambino autistico, e finiscono con il lasciarsi. Questo, almeno, è il destino del 72% delle famiglie italiane con un figlio autistico.

Come spiegare un aumento tanto vertiginoso di casi di autismo e malattie autoimmuni nel mondo ?
Dove ricercare le cause ?

Gli effetti collaterali delle vaccinazioni possono e dovrebbero essere studiati sotto ogni prospettiva e con grande accuratezza. Questa è responsabilità delle autorità. Comunque, per mia esperienza, è giusto fare anche delle ricerche per conto nostro, poiché molte informazioni, per qualche ragione misteriosa, non vengono mai diffuse.
Una delle caratteristiche di questa ricerca dovrebbe essere quella di andare oltre i singoli sintomi per scoprire le vere malattie. Nel fare ciò osserviamo che ogni singola reazione vaccinale può essere riportata ad una reazione patologica del Sistema Immunitario (S.I.). Questo è abbastanza logico dal momento che l'intera idea delle vaccinazioni è esattamente quella di influenzare tale sistema con lo scopo di “stimolarlo” o “prepararlo” per la grande battaglia.
Ovviamente il Sistema Immunitario reagisce all'inoculazione ma non sempre nel senso di essere stimolato o rafforzato; al contrario, appare sempre più evidente è che i vaccini vi creano disorganizzazione nel S.I. e paralisi in maniera che le risposte appropriate alle sfide giornaliere, che tutti noi incontriamo, diventano difficili se non impossibili.

Uno dei risultati di questa situazione è l'aumento di tutte le tipologie di stati cronici, come le infezioni dell’apparato respiratorio, le allergie, ecc. Una delle cose più importanti che osserviamo è il “livello di confusione del S.I.”, che può raggiungere un tale grado da non essere più capace di differenziare tra i propri tessuti e le sostanze estranee.
È così che si creano le malattie autoimmuni. Il S.I., in seguito costruisce anticorpi contro le strutture del proprio corpo invece di reagire verso le proteine estranee. E così il corpo distrugge se stesso: ad un altro livello l'uomo distrugge la sua specie. Forse è proprio questa la sostanza di tutta la storia delle vaccinazioni.

In questo articolo vorrei illustrare, con l'esempio di alcune sindromi specifiche, come funziona questo meccanismo di auto-distruzione e dove conduce. Gli anticorpi possono attaccare tutti i tessuti del corpo. Se l'obiettivo sono i vasi sanguigni, allora diagnostichiamo una Periartrite Nodosa. In linguaggio tecnico, questa è un'infiammazione dell’intima, uno degli strati più interni dei vasi sanguigni. Questa sindrome è stata notata dopo le vaccinazioni per la difterite, l'epatite, la tubercolosi e il tetano. Ovviamente l'intero corpo può essere colpito da questa malattia che a volte porta all'amputazione delle parti malate.

Sul numero dì settembre ‘96 di “International Vaccination Newsletter” abbiamo già scritto di altre tre malattie autoimmuni.
La Sclerosi Multipla è la più nota. Qui è il tessuto nervoso ad essere attaccato e parzialmente distrutto, con conseguente perdita di controllo sulle membra inferiori, incontinenza urinaria, impotenza e disturbi della vista (diplopia).

Il vaccino della epatite B non è il solo a scatenare questa malattia. La sclerosi multipla è stata collegata a vari vaccini, come quello per il vaiolo, tubercolosi, febbre gialla, febbre tifoidea, rabbia, la polio e il tetano.
La Neurite Ottica è l'infiammazione del nervo ottico che inoltre è considerata come una reazione autoimmune, può avvenire dopo la vaccinazione antiepatite B come dopo l'antinfluenzale, la rosolia, l'MMR (Morbillo-Rosolia-Parotite) e l'antitetanica.
La Mielite Trasversa è l'altra affezione autoimmune demielizzante osservata dopo la vaccinazione. Esempi sono la vaccinazioni per la rosolia, l'influenza, l'epatite B, la rabbia, il vaiolo.
Anche una combinazione di antidifterite-tetano e polio può causare questa malattia.

Il Diabete Mellito è una condizione autoimmune che riguarda le cellule del pancreas che producono insulina. Un aumento del 60% è stato osservato dopo la Campagna di vaccinazione in Nuova Zelanda. L'Eritema Nodoso si manifesta con protuberanze rossastre in superficie; comunque la malattia colpisce anche i tessuti più profondi del corpo.

L'Artrite Reumatoide è stata menzionata da diversi autori principalmente dopo la vaccinazione per l'epatite B. L'Epatite B può essere indotta con la vaccinazione specifica. In accordo con alcuni autori, l'Asma appartiene a questo gruppo di malattie. Problemi di asma sono spesso osservati dopo la vaccinazione antipertosse: Michel Odent ha scoperto un legame tra l'asma e questa vaccinazione. L'antiepatite ne è ugualmente un fattore scatenante.

Il “congressman” Dan Burton (nonno di un bambino autistico che sta dedicando tutta la sua carriera politica alla causa dell'autismo ) ha scritto al presidente Bush chiedendogli con urgenza di indire alla Casa Bianca una conferenza sull'autismo e iniziare una inchiesta a livello nazionale per determinare perché l'autismo ha raggiunto proporzioni epidemiche negli USA.
Un recente studio fatto dallo stato della California ha determinato che il numero dei bambini autistici si è quadruplicato negli ultimi 10 anni e questo incremento non può essere attribuito a miglior diagnosi, ad un ampliamento della definizione di autismo o a più accurati testing. Dice Burton - 15 anni fa , 1 su ogni 10000 bambini in America era autistico. Oggi, 1 ogni 250.
Abbiamo sotto gli occhi una epidemia: Questa esplosione nell'autismo ha avuto effetti devastanti per molte famiglie e comunità nel paese. Famiglie di autistici hanno subito danni emozionali e economici per prendersi cura dei loro bambini.

Come nazione, dobbiamo trovare soluzioni che aiutino famiglie e comunità a risolvere questi problemi. Un possibile fattore in una recente indagine in casi di autismo si dice nella lettera è il conservante mercurio che è stato usato per anni nei vaccini pediatrici. Negli ultimi 10 anni , sono stati aggiunti altri vaccini a quelli precedenti aumentando il livello di mercurio a cui i bambini sono esposti (negli USA i bambini ricevono fino a 26 vaccini ).
Fonte: Adnkronos Salute - maggio 2008

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Casi di malattia di Kawasaki con il vaccino RotaTeq - 29 Agosto 2007

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In Europa ed Usa i Vaccini sono fortemente sospettati di danneggiare in qualche caso irreversibilmente l'organismo vedi: Immunodepressione da Vaccino 1  +  Immunodepressione da Vaccino 2 

L'ultima nazione a essere attraversata dalle polemiche sui gravi danni dei vaccini è l'Inghilterra, che è stata recentemente scossa da un dubbio troppo grande per la coscienza di un genitore: la vaccinazione trivalente (quella per morbillo, parotite e rosolia) può scatenare autismo ?

Si, ormai le denunce e le dimostrazioni clinico scientifiche sulle correlazioni fra autismo e vaccini, sono molte ed in varie parti del mondo.

In difesa dei propri figli si sono schierati cittadini e celebrità, come l'autore di Alta fedeltà Nick Hornby, che di un bimbo autistico è padre, mentre il Governo britannico ha deciso di stanziare due milioni e mezzo di sterline per ricerche nel settore.
Ed è solo l'ultimo episodio. Poco più di un anno fa, all'ombra della Union Jack si era combattuta un'analoga crociata. Paladino, l'ex funzionario delle Nazioni Unite e giornalista Bbc Edward Hooper, secondo il quale l'Hiv avrebbe avuto origine alla metà del secolo scorso, dalla prima antipolio orale.

Negli Usa, invece, 35 studi legali hanno intentato causa per conto di migliaia di famiglie, ai produttori di vaccini, per un link fra un componente al mercurio (Thiomersal) contenuto nei vaccini e sieri ed i danni al sistema nervoso riscontrati nei bambini dopo le vaccinazioni.
Anche in Italia cresce sempre più il numero dei genitori che, per seri motivi di salute o per scelta, decidono di non far vaccinare i figli.
Si moltiplicano le segnalazioni e le denunce di reazioni avverse (recenti i casi di paralisi flaccida in seguito ad antipolio), mentre continua il botta e risposta tra scienziati al servizio delle multinazionali dei vaccini e società civile, cittadini lesi da quelle infauste profilassi.
Quando non sono sicuri questi vaccini ?
Supposta efficacia, ma a quale immenso prezzo ? ?
La diatriba continuerà sempre più intensamente, al punto che i produttori dei vaccini, allarmati, stanno cercando di imporre delle leggi che li tutelino e li escludano dalle richieste di risarcimento danni……….in USA ci sono già quasi riusciti….

In Italia: si cerca di far sottoscrivere ai genitori dei bambini da vaccinare ed ai vaccinandi adulti, un documento che scarichi sui genitori e sui vaccinandi la responsabilità totale dei possibili danni derivanti dalla vaccinazione.
Quelli sono  documenti CHE NON DEBBONO ESSERE FIRMATI  !
Fateli firmare dal medico vaccinatore, vedrete come vi risponde.....

E la dittatura sanitaria intanto avanza…..

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Il VACCINO ANTIPOLIO, l'AIDS e ALTRI VIRUS..... MADE in USA
By JERRY MAZZA - Online Journal

Quando ero un adolescente che cresceva a Brooklyn, i miei genitori mi avvertivano ogni estate di stare alla larga dalle piscine pubbliche o dal rischiare correndo sotto la fonte d’acqua degli idranti aperti per strada per rinfrescarsi dal caldo accumulato da cemento e mattoni. Avevano paura dell’epidemia di poliomielite che colpiva gli Stati Uniti: 52.000 casi solo nel 1952.
Credevano che il “germe” della poliomielite si nascondesse nelle molto usate e abusate acque pubbliche.

Eppure nell’aprile 1955, quando avevo 17 anni, eccolo qui! Il Dr. Jonas Salk, un divertente ragazzo di Pittsburgh, annunciò dall’ Università del Michigan che aveva scoperto un vaccino per la poliomielite. Eureka. Migliaia di famiglie come la mia inondarono i medici locali, le cliniche e gli ospedali. Sembrava che tutti i rosari detti per la Madre Santa da mia madre e dalle madri timorose di dio dei miei amici avessero avuto effetto. Ma era così?

Come riporta William Carlsen nel suo articolo su SFGATE “Il virus canaglia nel vaccino:”
Il vaccino di Salk era prodotto facendo crescere il virus nel tessuto renale delle scimme asiatiche. Il virus veniva poi ucciso con formaldeide. Di questo modo, quando il vaccino veniva iniettato negli umani, la morte del virus generava anti corpi in grado di sconfiggere la polio. Che meravigliosa e semplice idea ! O così sembrava....

Quello che milioni di persone vaccinate non sapevano, neanche volendolo fino al 1959, fino a quando Bernice Eddy, guardando nel suo microscopio nell’Istituto Nazionale della Salute (NIH), trovò che le cellule dei reni delle scimmie, le stesse usate per fare i vaccini, morivano per cause sconosciute. Così cominciò a sperimentare.
Preparò estratti da reni di 8 - 10 scimmie rhesus. Poi ne iniettò piccolissime quantità sotto la pelle di 23 porcellini d'india appena nati. In nove mesi, “tumori grandi, maligni e sottocutanei” furono riscontrati in 20 degli animali– e il mondo rimase traumatizzato. O no ?

Eddy cerca di spargere la voce
Sconvolto che un virus delle scimmie potesse contaminare il famoso vaccino contro la poliomielite, il 6 Luglio 1960, Eddy condivise le sue scoperte con il Dr. Joseph Smadel, capo della divisione biologica del NIH, che sommariamente licenziò i tumori come “accumuli” inoffensivi.
Nel frattempo al laboratorio Merck della Pennsylvania, il Dr. Maurice Hilleman e il Dr. Ben Sweet isolavano il virus. Lo chiamarono Simian Virus 40 o SV40 per essere il quarantesimo virus trovato nel tessuto renale. Un po’ troppo per una "medicina miracolosa" (vaccino).

Nonostante tutto, sembrava che avevamo vinto la guerra contro la poliomielite. Il 60% della popolazione Americana, qualcosa come 98 milioni di persone, aveva preso almeno una dose del vaccino di Salk e il numero dei casi era notevolmente diminuito.

Intanto, un vaccino orale per la poliomielite sviluppato dal virologo Albert Sabin affrontava le prove finali in Russia e in tutto l’Est Europa. Era già stato preso da decine di milioni di persone ed era pronto per essere distribuito negli USA. La sua grande differenza era che al contrario del vaccino di Salk, la versione di Sabin conteneva una forma viva ma indebolita del virus della poliomielite così da “promettere” l’immunità a vita.

Fortunatamente, il Servizio per la Salute Pubblica Americano (PHS) ufficiale condusse test e trovò il virus SV40 in entrambi i vaccini. Il PHS stimò che un terzo dei vaccini di Salk era contaminato e che il virus SV40 causava il cancro negli animali di laboratorio. Immaginate il panico delle aziende e del governo a questa notizia, che non hanno condiviso neanche per metà con il pubblico.

All’inizio del 1961, gli addetti del PHS cominciano a venire incontro alle principali case farmaceutiche che distribuivano i vaccini. Stranamente, queste ultime non avevano trovato nessuna prova che il virus potesse essere pericoloso per gli uomini.
Nel marzo dello stesso anno, il PHS ordina ai produttori di eliminare il virus SV40 da tutti i futuri vaccini. Sarebbe stato adottato un nuovo piano per neutralizzare il ceppo attivo della poliomielite, utilizzando, per creare il vaccino, scimmie verdi africane libere dal Virus SV40 invece delle precedenti scimmie. Incrementando ancora il traffico di scimmie.

Sorprendentemente, il personale del PHS non ritirò i vaccini già presenti nel mercato da più di un anno. Tutto era nelle mani dei medici e questi generalmente non raccontavano ai pazienti degli effetti del vaccino sui piccoli.
Il loro discutibile ragionamento era che qualsiasi informazione circa la pericolosità del vaccino avrebbe scatenato il panico tra la gente e messo in pericolo la campagna di vaccinazione. E i milioni di persone che prendevano il vaccino ? Non erano forse messe in pericolo ?

La prima rivelazione
La storia della contaminazione del vaccino di Salk uscì con poco scalpore il 26 Luglio 1961, a pagina 33 del New York Times. Veniva riportato che Merck e altri produttori avevano interrotto la produzione fino a quando non fossero riusciti a eliminare il “virus della scimmia” dal vaccino. Chiamato in causa, il PHS disse che non c’erano prove che il virus fosse pericoloso. Eccetto naturalmente i 20 piccoli porcellini d'india infettati.

Nel 1962, uno studioso di epidemie di Harvard, il Dr. Joseph Fraumeni, entrò nell’Istituto Nazionale sul Cancro e gli fu assegnato il compito di verificare se ci fossero stati degli aumenti di tumori tra i pazienti che avevano utilizzato il vaccino di Salk. Con due colleghi, Fraumeni testò campioni del vaccine dal maggio al giugno 1955, i primi mesi della campagna nazionale per l’immunizzazione. Poi divisero i risultati in “assente,” “basso” o “alto” secondo l’ammontare di virus SV40 riscontrato.

Fu l’unica volta che le autorità americane vollero misurare questo livello nei vaccini tra il ’55 e il ‘62. Gli altri campioni immagazzinati vennero poi distrutti. Fraumeni individuò casi dove la contaminazione era distribuita nei mesi chiave.
La California ricevette un vaccino con basso livello del virus. Lo studio prese in considerazione anche la fascia di morti per cancro dai 6 agli 8 anni vaccinati durante questo breve tempo analizzando il gruppo per 4 anni.

I risultati, pubblicati nel giornale dell’Associazione Nazionale Medici, non mostravano una reale differenza tra il numero di morti per tumori tra gli Stati con alto o basso livello del virus SV40 nel vaccino e quelli negli Stati dove il virus era assente.

Eppure dopo poco più di un anno, dopo “isolati reportage” che collegavano il virus con il cancro nell’uomo, Fraumeni riconsiderò che poteva essere creato un altro gruppo di pazienti che avevano usato il vaccino per tenerli sotto osservazione. Questo gruppo sarà oggetto delle prove condotte nei primi anni’60 all’Ospedale Generale Metropolitano di Cleveland.
Per vedere i differenti effetti causati dalla differente presenza del virus SV40 nei vaccini, i ricercatori dell’ospedale iniettavano ai neonati delle famiglie nere più povere dosi che oscillavano intorno alle 100 volte le dosi consigliate agli adulti. Non proprio una bella azione verso questi bambini.

Gli esperimenti durarono 3 anni, coinvolgendo 1.073 bambini, alla maggioranza dei quali fu dato il Sabin per via orale, dopo che è stato dimostrato che contiene il virus SV40. Un reportage del 1982 minimizza le limitazioni dello studio dicendo che la maggioranza dei bambini ha dato esito negativo e che comunque i tumori connessi con il virus SV40 possono impiegare dai 17 ai19 anni per manifestarsi e che oltretutto c’era ancora meno probabilità di contrarre il virus con il vaccino per via orale.

Nonostante il campanello d’allarme delle critiche, tutto viene insabbiato dicendo che le scoperte erano “rassicuranti e coerenti nel determinare che il virus SV40 non è cancerogeno per l’essere umano”. Poi fermarono gli studi, reclamando “grosse difficoltà ed ostacoli nel tracciare il particolare gruppo dai risultati negativi”. Nessuna menzione però al al comportamento distruttivamente razzista con il quale è stato condotto lo studio e che ha segnato anche la posizione del governo per anni.

BOOM, 1988
A Boston, il Dr. Robert Garcea e il suo assistente, il Dr. John Bergsagel, usarono un nuovo strumento, la reazione a catena di polimerasi, PCR, per cercare un paio di comuni virus nel cervello di bambini con tumori. Un differente DNA risaltò in più della matà dei tumori e finalmente si accorsero che si trovavano di fronte al SV40.

La PCR fu capace di amplificare piccole parti del DNA, facendo indagini molto più credibili delle prime che venivano fatte con test primitivi.I risultati furono inquietanti, indicando che i bambini erano troppo giovani per avere assunto i vaccini contaminati e che in qualche maniera il virus li aveva infettati, trasferendogli il cancro.

Nello stesso anno, il Dr. Michele Carbone trovò qualcosa molto simile a un tumore nei laboratori dell’Istituto Nazionale della Salute (NIH) a Bethesda. Dr. Carbone fece vari esperimenti che dimostrarono che il 60% dei porcellini d'india, dopo che gli era stato iniettato del SV40 nel cuore, contraevano un tumore letale: mesotelioma. Qualcosa di terribile stava accadendo.

Carbone usò infine la PCR per testare 48 pazienti affetti da mesotelioma ricoverati al NIH. Rimase esterrefatto quando scoprì che 28 di essi risultavano positivi al virus SV40. La PCR stava scatenando un’ondata di scoperte su questo virus. Dalla fine del 1996, dozzine di scienziati collegano il virus SV40 con una varietà di tumori alle ossa e un ampio ventaglio di quelli al cervello, un incremento del 30 percento rispetto a 20 anni prima.

Al NIH di Bethesda, gli addetti diventavano sempre più preoccupati per le scoperte sul virus SV40. E questi risultati erano particolarmente interessanti per Fraumeni, che fu promosso a direttore della Divisione Epidemiologia e Genetica del Cancro all’Istituto Nazionale sui Tumori (NCI), i suoi primi studi lanciavano una sfida a chi sosteneva che il virus SV40 non fosse rischioso.

Qualcosa in più sul NCI, National Cancer Institute

La verità è che il
National Cancer Institute (NCI-Frederick) e le 37 organizzazioni partners hanno sede a Fort Detrick, a circa 20 minuti da Bethesda, nel Maryland. Fort Detrick è di proprietà del United States Army Medical Research and Materiel Command [Ricerca medica e materiale dicontrollo dell’esercito degli USA, USAMRMC n.d.t].
Tra gli obiettivi primari c’è la ricerca e lo sviluppo biomedico. Qui è dove è stato sviluppato il virus dell’AIDS, non dalle scimmie.

In un mio articolo nell’ Online Journal nel 2005,
The AIDS virus: Made in the USA ?, scrivevo che il “Dr. Robert Strecker indicava che il virus dell’AIDS fosse stato svilppato dal NCI, in cooperazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), in un laboratorio a Fort Detrick in Maryland. Dal 1970 al ‘74, queste strutture erano parte dell’Unità di Guerra batteriologica degli Stati Uniti, conosciuta come l’Unità Malattie Infettive dell’Esercito, o Divisione Operazioni Speciali, anche ricordato come il laboratorio della guerra chimica e batteriologica dell’esercito. Dopo il 1974, la struttura fu rinominata National Cancer Institute (NCI). D’accordo con i ricercatori William Cooper (ex ufficiale della Marina Militare), citato nell’articolo di Larry Jamison’ Is The AIDS Virus Man Made ? [L’AIDS è stato inventato dall’uomo ? n.d.t.], ”questo lavoro fu supervisionato dalla CIA sotto il progetto chiamato MK-NAOMI”. [Per andare a questo sito clikkare il link, poi “All News”, poi “Next page”].

“Il Dr. Strecker ha anche rintracciato ricerche e ricercatori del Ft. Detrick/NCI di un gruppo di scienziati giapponesi catturati alla fine della Seconda Guerra Mondiale e a cui è stata concessa l’amnistia in cambio di informazioni su bio-armamenti razziali ed etnici, visto che la loro ricerca era attiva dagli anni’30. E inoltre, gli scienziati russi espatriati furono anche di grosso aiuto.

“Il Dr. Strecker, uno degli esperti più autorevoli riguardo al virus dell’AIDS, trova che la creazione del virus è stata condotta sotto la direzione del Dr. Robert Gallo, che più tardi reclamò di aver scoperto il virus. Il Dr. Gallo e il suo team crearono il virus dell’AIDS combinando il virus della leucemia bovina con il virus visna degli ovini e iniettandolo nella coltura di tessuti umani.

“Scoprirono, come fece Strecker, che il virus della leucemia bovina è letale per i bovini, ma non per l’essere umano e lo stesso vale per il virus visna per gli ovini. Una volta combinati però, producono un retro-virus che è in grado di cambiare la composizione genetica delle cellule in cui entrano. Infatti, come Larry Jamison indicò, i primi test nelle prigioni portavano alla malattia e poi alla morte, il che ispirò Gallo e i suoi amici per fare cose ogni volta più orrende, incluso infettare fratello e sorella per vedere chi fosse morto prima. Questo fu fatto per studiare l’HLA (human leukocyte antigen processing, processo antigenico del leucocita umano), per vedere come le persone tra loro parenti reagissero.
Angosciatamente, tutte le famiglie stettero male nello stesso momento. E il peggio doveva ancora venire.

“Il retro-virus dell’AIDS funziona, come afferma il Dr. Strecker, causando la distruzione del sistema immunitario, fondamentalmente dei globuli bianchi o cellule T essenziali per l’efficienza del sistema immunitario particolarmente contro le malattie infettive. Le cellule B hanno a che fare con infezioni benigne e batteriche. AZT, il farmaco che è una specie di cibo spazzatura che lascia il virus affamato, spesso uccide anche il paziente. Procura dunque dubbie consolazioni. . . ."

Come aggiornamento da sottolineare, cito l’articolo del Dr. Alan Cantwell del 11/4/04 su Rense.com,
The Man-Made Origin Of AIDS -- Important Notes . . . nel quale afferma che: “IL VIRUS VISNA SI E’ SEMPRE MOSSO TRA SUINI, BOVINI E UMANI CAUSANDO INFEZIONI GIA’ MOLTO PRIMA DELL’AVVENTO DEL VIRUS HIV.

“ . . . Il maiuscolo è incontestabile, è un dato di fatto.” - Il virus della poliomielite deriva dalle scimmie, ma quello dell’Aids no . . .

Ripeto quanto detto sopra e cioè che l’idea che una scimmia mordesse il culo di un africano o che il virus Simian 40 sia il colpevole del HIV-AIDS non è credibile. C’è il desiderio di arrendersi a questa idea perché sembra conveniente. La popolazione africana vive nella giungle, è a maggioranza nera e può entrare in contatto con le scimmie. Sfortunatamente, in minor modo il virus ha colpito anche le comunità bianche americane, oltre a nere, latine o omosessuali, (in quanto minoranze sacrificabili da parte dell’elite).
La domanda è: c’è sempre la CIA/NCI dietro il virus della poliomielite ? Perchè scorre puntuale e parallelo con il virus dell’AIDS.

Ancora, il virus dell’AIDS è stato armato al Fort Detrick. Come riporta Cantwell, “Io credo, basandomi in ormai 16 anni di investigazione a tutto campo che il virus dell’HIV è un’arma biologica strategica creata per uccidere miliardi di persone in un lento e inesorabile olocausto che sarà diviso in due programmi distinti: a) il programma di vaccinazione contro la varicella in Africa alla fine degli anni ‘60, b) il programma di vaccinazione contro l’epatite B negli Stati Uniti nella seconda metà degli anni ‘70.

“Oltretutto, perchè rimanga ben chiaro, la contaminazione non è stata accidentale. E’ stata fatta di proposito con l’obiettivo di “sfoltire il gregge” con un atteggiamento Nazista che governa la popolazione e controlla la politica da dietro il sipario dagli anni ’70 del 1800. Questa stessa politica ha pervaso l’Organizzazione Mondiale della Sanità e la maggior parte degli scienziati medici occidentali lungo il 20esimo secolo.
E, per essere precisi: la stessa ideologia politica è ancora allo stesso posto. I non-bianchi [e i gay bianchi] sono dannosi all’evoluzione del pool genetico, questo dice la filosofia politica. Per vedere degli spezzoni di storia, date un’occhiata qui:

http://members.aol.com/Pantheism0/haekrace.htm
http://www.islamdenouncesantisemitism.com/thesocial.htm
http://emporium.turnpike.net/C/cs/hsneg.htm
http://serendip.brynmawr.edu/biology/b103/f00/web1/hossain.html
http://womenshistory.about.com/library/bio/blbio_margaret_sanger.htm
http://blackgenocide.org/sanger04.html
http://www.cwfa.org/library/life/2001-05_pp_n-project.shtml
http://www.scils.rutgers.edu/~lyonsm/tuskegee.html
http://www.press.uillinois.edu/f02/tucker.html
http://www.ferris.edu/isar/Institut/pioneer/forbes.htm
http://www.pioneerfund.org/speak2.html
http://www.pioneerfund.org/
http://www.lrainc.com/swtaboo/stalkers/jpr_rghrs.html
http://www.beloit.edu/~biology/genethics/eugenics.html
http://www.interactivist.net/housing/war_2.html
http://directory.google.com/Top/Society/Philosophy/Ethics/Applied/Bioethics/Eugenics/
http://www.jhu.edu/~jhumag/0997web/tenure.html
http://members.aol.com/_ht_a/lillithsrealm/myhomepage/Eugenics/HistoryEugenics.htm
http://www.breggin.com/Mehlerart.html
http://www.zmag.org/ZMag/articles/sferiosjune98.htm

“Questo sistema di credenze è penetrante nelle scienze molecolari, così com’è dritto al cuore della clonazione, evoluzione ed ereditabilità.”

Eppure poco la mia famiglia di Brooklyn, amici, io stesso e l’America intera conoscevamo cosa le forze oscure ci stavano nascondendo negli anni ‘50 e ‘60, specialmente nel secondo dopoguerra con l’aumento improvviso dell’economia, forza militare, servizi segreti e la fiducia che l’America sia il migliore, più sicuro e nobile posto dove crescere, e da difendere fino all’ultimo.

Infatti, fu sull'esempio del vaccino creato contro la poliomielite sin dall'inizio con il virus SV40 che l'Organizzazione Mondiale della Sanità corresse il vaccino contro la varicella per infettare milioni di africani con il virus dell’AIDS? O fu il virus della poliomielite il vaso di Pandora aperto da un ben intenzionato Salk ? In questo caso, perchè ci ha messo tanto a fare marcia indietro e non si è mai realmente corretto ? E quanti milioni di americani hanno pagato con le loro stesse vite con un cancro causato dal virus SV40 ? Qui c’è la risposta di un medico, ancora da un mio articolo . . .

“Anche, per quanto concerne le scimmie verdi, il Dr. William Campbell Douglass, MD, scrive nel 1987 in
W.H.O. Murdered Africa [W.H.O. ha assassinato l’Africa? dove who significa “chi” ma è anche la sigla americana che indica l’Oraganizzazione Mondiale della Sanità n.d.t.]: “Questa è l'origine della teoria sulle scimmie verdi. Il vaccino contro la poliomielite cresceva nelle cellule renali delle scimmie verdi e i geni che ci hanno portato il vaccino dissero: ‘L’abbiamo fatta franca una volta cosicché possiamo rifarlo.’ Ma non l’avevano fatta franca e malgrado il fatto che la poliomielite stava velocemente scomparendo senza nessun intervento medico straordinario, 64 milioni di americani furono vaccinati negli anni ’60 con il vaccino infettato dal virus SV-40.
Un incremento di tumori al cervello, possibili sclerosi multiple e solo Dio sa che cos’altro ne sono il tragico risultato. Il ritardo tra la vaccinazione e la manifestazione del cancro con questo virus è di circa 20–30 anni. 1965 più 20 uguale 1985.
Capito ?”

Sfortunatamente, è un quadro abbastanza oscuro, ma più vicina è la verità meglio si può affrontare questa terribile situazione.
Vi suggerisco di leggere interamente il mio primo articolo sull’AIDS, inclusi tutti i link. Sapere è potere, come dicono loro. E nel 2005, ho riportato il coinvolgimento del club Bilderberger in tutto ciò, il potere oltre il potere che comanda, seguendo i suoi affari mortali.

Jerry Mazza è uno scrittore freelance che risiede a New York. Puoi contattarlo all’indirizzo
gvmaz@verizon.net.

Titolo originale: "The polio vaccine, AIDS, and their US-made viruses"
Fonte:http://onlinejournal.com/
Link
11.01.2008 - Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di EPICUREO

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DENGUE
 

Il nome “dengue” si pensa origini da una parola dell’arabo arcaico, che significa “debolezza”. È detta anche febbre “spacca-ossa”.

Si pensa che la dengue esista da secoli: la prima descrizione clinica risale al 1780, in un’epidemia a Philadelphia, in Pennsylvania.

Nel XIX secolo sono state descritte epidemie a Zanzibar, a Calcutta, Grecia, Giappone, Queensland, Sudafrica, Formosa e altrove.

Nel XX secolo si sono registrate numerose epidemie nelle isole del Pacifico (epidemia tra i giapponesi e gli americani durante la battaglia di Okinawa).

Nel 1954 nelle Filippine è stato descritto il quadro clinico della sindrome dengue emorragica/sindrome da shock da dengue; la sindrome era presente in forma endemica-epidemica nel Sudest asiatico e nel Pacifico, soprattutto tra i bambini, tanto che in queste zone rappresenta un’importante causa di mortalità infantile.

Negli anni ’70 il problema delle epidemie di dengue nei paesi tropicali di tutti i continenti si è fatto più serio.

Nel 1981 si è avuta la prima epidemia di dengue nelle Americhe, a Cuba: più di 100.000 ricoveri con quasi 200 morti.

In Brasile la dengue è stata presente fino al 1923, quando è virtualmente sparita,
La dengue è ricomparsa nel 1981, diffondendosi dai Caraibi: all’inizio per il sierotipo DEN-1, nel 1990  e' comparsa la dengue emorragica.

Dopo il 1980 si sono registrate grandi epidemie nelle maggiori città (Rio de Janeiro, São Paulo), recentemente anche nei Northern Territories - Australia, nel Sud degli USA (Florida), India, Maldive, Cina. I balcani sarebbero a rischio dell’epidemia.
Nel SudEst asiatico, la malattia colpisce praticamente quasi solo i bimbi (è la terza causa di ospedalizzazione e la causa di morte più importante tra i bimbi, strano vi chiederete....ma non e' cosi' strano.. e' perche' i bambini essendo stati vaccinati sono immunodepressi e quindi in balia di OGNI tipo di possibile malattia !).


Commento NdR: Per non parlare dei tumori=cancri, (es.il Medulloblastoma - tumore del sistema nervoso centrale, molyo comune nei bambini) ed altre malattie in notevole aumento nei bambini vaccinati !

Consulenze e perizie per danni da vaccino dott.  M. Montinari  +  Interrogazione Parlamentare   
Autismo, Vaccini, la prova
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Il nuovo libro del dott. Massimo Montinari

Gli anticorpi che dovrebbero essere indotti da un vaccino NON indicano immunità. Ciò che mette molti medici in confusione è che parte della reazione nei confronti del vaccino porta alla produzione di anticorpi. Ciò è falsamente considerato immunità.

Continua in:  Immunogenetica  +   Pag.2  +   Pag.3  +  Pag. 4  +  Bibliografia

vedi anche: Ruolo dei Vaccini nella Guerra del Golfo  +  Contenuto dei Vaccini  +  Uranio e Vaccini - 1  +  Uranio e Vaccini - 2  +  Guerra del Golfo, Uranio o Vaccini ? 

vedi anche Dati ISTAT sui Vaccini
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