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Medicina Alternativa"  
per il CORPO  e per lo  SPIRITO
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Alternative Medicine"
  for the BODY  and for the  SPIRIT



GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVES MEDICINES

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PRODOTTI NATURALI
vedi anche:  http://servizi.usl11.tos.it/f_fito1.html
Protocollo della Salute   Cure Naturali 
Indicazioni di Omopeopatia e Fitoterapia per vari disturbi
Aziende Produttrici e/o che commercializzano Prodotti Fitoterapici
MODALITA' di PREPARAZIONE dei Prodotti FITOTERAPICI
Calendario per la Raccolta delle Erbe officinali

INDICE Prodotti Naturali e FITOTERAPICI e NON, in Ordine Alfabetico
 (non ancora in vendita Online)
(fiori, piante, cereali, verdure, frutti, bulbi, steli, radici, estratti, 
macerati, pastigliati, incapsulati, in ovuli, in polvere, ecc.)

A

B

C

D - F

G - K

L - M

N -O- P

Q - S

T - Z

Acqua Basica

Ascorbato di Potassio

Biotina. Arginina, Coenzima Q10

Hidraderm

Carenze di Magnesio

Cloruro di Magnesio

Fermenti Lattici, Oligoelementi

Gelatina Reale

 Fior di Zolfo

Magnesio e Zinco

CoEnzima Q10

Per altri Prodotti vedere sotto Alimentazione + Cure Naturali

      NASTURZIO  (Nasturtium Officinale) Crescione d'acqua, famiglia delle Crucifere
Si utilizzano   varie parti dell'intera pianta, che differiscono a seconda del paese e della cultura. Originario dei Paesi dell'America Centrale e Meridionale, il Nasturzio raggiunse il nostro Continente insieme a tanti altri prodotti tipici di quei Paesi come il tabacco, il cotone, ecc. Inizialmente in Europa fu coltivato come ortaggio e quindi comunemente utilizzato anche in cucina.  
Buone proprietà mucolitiche e  antibiotiche: (30g di fiori/foglie in 1 lt 'd'acqua 1 tazza ogni 4 ore);
Utile in:  infezioni renali, calcoli alla vescica, aumenta la diuresi, malattie cardiache; Diminuisce il dolore durante il parto.

      NESPOLA (Mespilus germanica, Rosacee) Frutto, foglie, radice
Contiene: materie azotate, grasse, estrattive, cellulosa, ceneri, tannino, mucillagine, acidi citrico, tartarico, malico; vitamine B e C. Proprietà: diuretico, tonico e regolatore intestinale; utile nelle enteriti, diarree, dissenterie.

      NIAOULI (Melaleuca viridiflora, Mirtacea)
Essenza distillata a vapore dalle folgie fresche dell’albero. Proprietà: Balsamiche, antisettiche, analgesiche, vermifughe, anticatarrali.
Utile in: Tossi, asma, bronchiti, riniti, sinusiti, otiti, enteriti, coliti, dissenteria, parassiti intestinali, tubercolosi ossea, infezioni urinarie.

      NOCE (Fuglans regia, Fuglandacee)
Il noce (Juglans regia L.) è una pianta originaria dell'Asia (pendici dell'Himalaya), introdotta in Europa in epoca antichissima per i suoi frutti eduli.
Il tronco può raggiungere i 20 m di altezza e le foglie sono pennato-composte. Il frutto, la noce, è una drupa costituita da un seme (gheriglio), stretto tra due gusci legnosi (endocarpo) avvolti dal mallo. La noce tradizionalmente è simbolo di fortuna. I romani facevano piovere noci sugli sposi, usanza ancor viva a Modica (Sicilia) fino agli inizi del XX sec. In Belgio le ragazze erano solite mescolare noci piene a noci vuote: chi pescava una noce piena si sarebbe ben presto sposata. Esistono anche varietà tropicali.
Diffusa in tutto il mondo, in Italia la coltura della noce da frutto, in genere promiscua, ha una certa rilevanza solo in Campania.
Il noce può essere coltivato anche per la produzione di legno o per entrambi gli scopi. Il noce è un albero vigoroso, caratterizzato da tronco solido, alto, diritto, portamento maestoso; presenta radice robusta e fittonante.
Le foglie sono caduche, composte, alterne (formate da 5-7-9 e, più raramente, 11 foglioline).
È una pianta monoica in cui i fiori maschili sono riuniti in amenti penduli, lunghi 10-15 cm, con numerosi stami, che appaiono sui rami dell'anno precedente prima della comparsa delle foglie.
Il noce viene propagato sia per seme che per innesto, così come tutte le specie a frutto secco.

Arricchire la dieta mediterranea con piccole quantità di noci può migliorare la funzionalità dei vasi sanguigni nei soggetti con ipercolesterolemia. Si tratta del risultato di uno studio condotto presso un istituto di ricerca di Barcellona (Institut d’Investigacions Biomèdiques August Pi i Sunyer) che fornisce utili dettagli per spiegare l’effetto benefico delle noci sui livelli di colesterolo e quindi sulle cardiopatie. Se ne parla su Circulation.
Nello studio appare evidente non è questo o quel componente della noce a funzionare ma il loro insieme.
Alcune analisi abbastanza recenti dei dati ottenuti dall'Adventist Health Study hanno mostrato una importante correlazione tra il consumo di noci e di pane integrale e la riduzione del rischio di CHD (Coronary Heart Disease NdT). Questi dati hanno costituito il tema di una pubblicazione del Dr. Fraser e collaboratori nel numero del luglio 1992 della rivista Archives of Internal Medicine. Alla comparsa di questi dati ha fatto seguito un notevole interesse da parte di televisione e giornali.
I risultati più importanti di questa parte dell'intero studio mostrano che il consumo di noci riduce il rischio di patologie coronariche fatali e non fatali.
Particolarmente ricca in grassi (soprattutto in acidi grassi polinsaturi) e di conseguenza con elevato apporto in calorie; buono è il contenuto in proteine e in fibra, solubile e insolubile, ed in tannini. Molto ricca in minerali soprattutto K, P, Mg, Ca. Abbondanti i tocoferoli.L'olio che se ne estrae, il mallo e le foglie sono molto utilizzate sia in cosmesi che in erboristeria.
La parte commestibile della noce viene comunemente chiamato gheriglio, dal sapore gradevole e delicato. La pellicola che riveste il gheriglio è di sapore amaro, quindi viene eliminata immergendolo in acqua bollente per alcuni minuti e strofinandolo con un panno umido. La noce, per il suo scarso contenuto d’acqua è un frutto molto calorico, ma soprattutto ricco di grassi.
E’ il frutto che contiene più calorie, rame, zinco ed inoltre magnesio, potassio, fosforo, zolfo, ferro, calcio; vitamine A, B, C, P.
Utile in: Diarree, parassitosi intestinali, dermatosi, sifilide, tubercolosi, ai diabetici, lassativo, vermifugo, favorisce il drenaggio linfatico e cutaneo.

      NOCE di COCCO (Cocos nucifera, Palme)
Questo frutto, oltre a essere un eccezionale concentrato energetico, e' anche protagonista di antichi rituali nel suo paese d'origine: l'India.

Il cocco si trova nelle palme. Ogni palma produce tra le cinque e le dieci noci, ognuna delle quali arriva a pesare fino a due chili. Se si spacca il loro guscio si trova un grosso seme, la cui polpa bianca e carnosa, è proprio la noce che mangiamo.
Nel seme si trova anche un succo, il "latte di cocco", dal sapore dolce molto dissetante ideale per il forte caldo estivo.
I fiori hanno proprieta' astringenti e il loro succo viene prescritto nella gonorrea. La radice viene usata come diuretico, nei disturbi epatici e nella dissenteria e sempre in India per ottenere una pelle soffice e mantenere neri e vellutati i capelli le donne usano massaggiarsi con l'olio di cocco.
Frutto completo, si consuma anche il suo latte, in olio ed in “burro di cocco”, il tutto molto assimilabile. 
Essa e' ricca di potassio ed e' per questo il frutto estivo ideale per reintegrare i sali minerali persi; e' inoltre ricca di proteine e di grassi. Il latte al suo interno e' molto dolce, ricco di zuccheri, sali minerali e vitamine (in particolare B e C); e' quindi utile nel trattamento dei disturbi urinari, di costipazione, nervosismo e debolezza generale. La noce di cocco e' molto nutriente, ottima se si vuole aumentare di peso e se si e' debilitati, ma poco indicata per chi vuole invece dimagrire e deve sottoporsi ad una dieta povera di grassi: 100 g. di prodotto, infatti, forniscono ben 360 calorie.
Grazie all'elevato contenuto di sali minerali, oligoelementi, aminoacidi e sostanze vitali secondarie, l'acqua o latte di noce di cocco verde favorisce la salute e il benessere con un effetto disintossicante, depurativo e deacidificante su tutto il corpo.
La sua assunzione regolare per 2/3 settimane, 2 volte al giorno, riattiva il metabolismo naturale.
L'effetto benefico di questa bevanda è molto apprezzato nella terapia ayurvedica per le sue proprietà antinfiammatorie, lenitive della febbre, dei disturbi renali e circolatori nonché delle malattie urinarie e intestinali.

      NOCE MOSCATA   (Miristica fragrans, Miristicacea) Polvere
Proprietà: Digestive, aromatiche, toglie la diarrea, la dissenteria e le coliche intestinali; produce feci ben formate, antisettiche, carminative, stimolante cerebrale e circolatorio.
Utile in: Diarree, digestioni difficili, infiammazioni intestinali, astenie, litiasi biliare, mestrui insufficienti.

     NOCCIOLA (Corylus avellana, Betullacee)
La nocciola fra tutti i frutti oleosi è quello che contiene più materie grasse ed azotate; fosforo, magnesio, potassio, calcio, zolfo, ferro, sodio, rame; vitamine A, B.
Proprietà: Nutrienti, energetiche, vermifugo. Utile nelle convalescenze, crescita, senescenza, gravidanza, studio, sport e super lavoro, coliche nefritiche, tenia (in olio 1 cucchiaio al dì x 15 giorni), tubercolosi, consigliata ai diabetici. 

     NOCI e SEMI    Contengono oli essenziali importanti e proteine, vedi le singole tipologia 

     NONI Tahiti (Morinda citrifolia)
Succo derivante da un frutto tropicale delle isole polinesiane conosciuto come “noni”, “nonu”; utilizzato da più di 2000 anni dalle popolazioni locali. Utile in: cancro, ipertensione, affaticamento, glicemia bassa od alta, mestruo non regolare, gola
  infiammata, raffreddore, diarrea ed altro.
Monrinda citrifolia e Cancro

Abstract:
Morinda citrifolia (Noni) has been extensively used in folk medicine by Polynesians for over 2,000 years. It has been reported to have broad therapeutic effects, including anticancer activity, in both clinical practice and laboratory animal models.
The mechanism for these effects remains unknown. The hypothesis that Morinda citrifolia possesses a cancer preventive effect at the initiation stage of carcinogenesis was studied. Our preliminary data indicated that 10% Tahitian Noni Liquid Dietary Supplement or Tahitian Noni Juice (TNJ), made from Morinda citrifolia fruit by Morinda Inc, in drinking water for one week was able to prevent DMBA-DNA adduct formation. The levels of DMBA-DNA adducts were reduced by 30% in the heart, 41% in the lung, 42% in the liver, and 80% in the kidney of female SD rats. Even more dramatic results were obtained in male C57 BL-6 mice: 10% TNJ was able to reduce DMBA-DNA adduct formation by 60% in the heart, 50% in the lung, 70% in the liver, and 90% in the kidney. In order to explore the mechanism of this preventive effect, the antioxidant activity of TNJ was examined in vitro by lipid hydroperoxide (LPO) and tetrazolium nitroblue (TNB) assays. In the LPO assay, LPO oxidizes leucomethylene blue to methylene blue in the presence of hemoglobin. The resultant blue color was quantified at 660 nm spectrophotometrically.
In the TNB assay, superoxide anion radicals (SAR) reduce TNB into formazan blue that was also measured by absorption at 602 nm. TNJ showed a dose-dependent inhibition of both LPO and SAR in our system. The antioxidant activity of TNJ was compared to the effects of vitamin C, grape seed powder (GSP), and pycnogenol (PYC) at the daily dose per serving level recommended by U.S.RDAs or manufacturers. The results suggest that prevention of carcinogen-DNA adduct formation and the antioxidant activity of TNJ may contribute to the cancer preventive effect of Morinda citrifolia. Tratto da Publimed

     OLI   Prodotti liquidi di varia natura, untuosi, viscosi, insolubili in acqua usati come alimenti, lubrificanti o medicamenti, a seconda della composizione.
Molti frutti e semi di diverse piante forniscono per pressione un olio vegetale.
L’olio essenziale non va confuso con questi oli, in quanto esso non è un corpo grasso come gli altri; in questi oli si possono far macerare radici, erbe o fiori essiccati, per ottenere oli medicinali.
Questi oli possono venire somministrati per via orale, altri per frizioni cutanee.
A queste tecniche degli oli, si collegano TUTTE le cerimonie religiose iniziatiche di “unzione”.
Sulla testa in alto, nel centro ove se si preme si sente un leggero dolore, vi è un importante punto energetico conosciuto fin dall’antichità; è su quel punto che si doveva spandere l’olio, in genere di oliva e li vi si imponevano le mani.
Questa operazione di unzione facilita il passaggio ed accelera certi processi energetici sottoposti alle leggi della fluidodinamica e dell’elettro diamagnetismo umano, sopra tutto se preparati da qualche giorno di digiuno, prima della loro applicazione.
Olio di semi di Girasole, spremuto a freddo, preso al mattino a digiuno nella ragione di 1 cucchiaio (per i bambini metà dose), per il suo alto contenuto di vitamina F è particolarmente indicato per la ricostruzione della parete della mucosa intestinale.
Olio di Sesamo è altrettanto utile per aprire le “valvole” cellulari e riordinare il loro potenziale di transmembrana.
Olio di Oliva “extra vergine”, se pressato a freddo, si presta anche se non contiene vitamina F, date sue altre particolari proprietà ad essere utilizzato anche al mattino a digiuno, per via orale, nella dose di 1 cucchiaino da tè.
Oltre all’olio di oliva, altri oli presentano notevoli proprietà terapeutiche, fra i tanti ricordiamo: 
Olio di
fegato di Merluzzo tanto caro ai nostri nonni; fare una cura di 15 giorni sarà molto utile in autunno, primavera e nei casi di depressione, ansie, stress, ecc.; l’uso di 1 cucchiaino al mattino a digiuno per i bimbi; per gli adulti la dose può essere aumentata fino ad 1cucchiaio.
Olio di Salmone:
Un’alimentazione ricca di acidi grassi omega3 contribuisce a diminuire i livelli di colesterolo totale e di trigliceridi presenti nel sangue e a favorire la naturale resistenza alle infiammazioni e alle aggressioni da allergeni esterni. L’olio di salmone, è una delle fonti naturali più ricche di acidi grassi omega3 (EPA e DHA). 
Ottimi preparati a base di oli si trovano in commercio per l’utilizzo al posto degli shampoo per i capelli, gli attuali prodotti dell'industria bruciano e distruggono il cuoio capelluto e di conseguenza i capelli, sostituiteli con questi nuovi prodotti a base di oli detergenti

    OLIGOELEMENTI    vedi Minerali

    OLMO    (Ulmus Fulva) Olma, Elber
E' un albero che può raggiungere i 20-30 metri di altezza, con chioma densa e irregolare, tronco diritto molto ramificato, soprattutto in alto. Il tronco, che supera facilmente il metro di diametro, ha raggiunto in esemplari secolari, come quello vissuto in Francia dal 1200 fino al secolo scorso, i 9 metri. Alla base del tronco spesso ci sono dei polloni. La corteccia, di colore grigio-bruno, è molto suberificata e screpolata verticalmente. I rami giovani sono coperti da peli che perdono già nel secondo anno di vita diventando suberosi. E' un albero molto longevo, infatti può superare i 600 anni di vita.
Ottimo per rimuovere il muco dall’organismo (stomaco, intestino, polmoni).

    OLIVA    (Olea Europaea Oleacee) Foglie e frutto
L'oliva (o uliva) è il frutto a drupa dell'olivo - Le foglie per gli infusi, l'olio per le ustioni, il frutto per alimento anche curativo.
L'oliva assunta come frutto, serve per migliorare e/o eliminare l'eccesso di sudorazione: Da 20 fino a 40 olive mature al giorno, il sudore si riduce moltissimo e si elimina anche il cattivo odore del sudore.Stimolante di reni e fegato, pancreas, intestino ecc., ricca di omega 3 omega 6
L'importanza prevalente delle olive è certamente legata alla produzione dell'olio di oliva, impiegato dall'uomo fin dall'antichità a scopo alimentare. Le olive vengono anche consumate come alimento a sé, conservate sott'olio o in salamoia. Sono un frutto molto ricco di grassi vegetali e di sale e per queste ragioni non sono adatte a chi segue un regime dietetico dimagrante e agli ipertesi.
Vi sono circa 500 varieta’ di olive, ma in Italia le varietà più diffuse e apprezzate dai consumatori sono le olive Taggiasche (Liguria), le olive di Cerignola (Puglia) e le olive Coratine (Puglia).
Olive Taggiasche: possono essere consumate intere e/o conservate in salamoia; sono di piccole dimensioni ma molto saporite e sono un prodotto la cui lavorazione è effettuata utilizzando tecniche tradizionali molto antiche. Con queste olive viene anche prodotta una salsa molto appetitosa, il paté d'olive.
Olive di Cerignola: dette anche Belle di Cerignola, sono diffuse soprattutto nella zona meridionale della provincia di Foggia. La coltivazione di queste olive dovrebbe essere stata introdotta attorno al 1400 dalla Spagna. Possono essere sia verdi sia nere e hanno una polpa molto consistente; il peso del singolo frutto varia dagli 11 ai 18 grammi.
Olive Coratine: prendono il loro nome dal comune di Corato (Bari), ma la loro origine, molto antica, è sconosciuta. Sono coltivate nelle province di Bari e Foggia ma anche in altre zone fuori della Puglia. Queste olive sono particolarmente ricche di sostanze antiossidanti (i polifenoli).
Sono allungate, leggermente asimmetriche e arrivano a pesare attorno ai 4 grammi.
Come inserirle nella dieta - In modo molto semplice: scegliendo quelle ipocaloriche. A seconda della varietà e del modo di conservazione, il contenuto calorico delle olive in commercio è molto variabile: si va dalle 150 kcal alle 300 kcal/100 g.
Non resta che leggere l'etichetta nutrizionale del prodotto e scegliere quelle meno caloriche.
Contiene: Magnesio, fosforo, calcio, ferro, rame, zolfo, potassio, cloro, manganese; vitamine A, C, ecc.
Proprietà: Lassative, diuretiche e nutrienti. Utile in: Stipsi, insufficienza epatica, anemia, ascessi, foruncoli, eczemi, dermatosi, screpolature, algie diverse, rachitismo, piorrea, caduta dei capelli.
Regolatore della pressione renale, da arteriosclerosi e da menopausa; buon ipotensivo. Discreto diuretico, abbassa il tono degli acidi urici nel sangue. Stimolante della secrezione biliare ed ha un’azione anti tossica.
Utile nelle coliche renali ed in quelle epatiche. Contro la stitichezza e nelle affezioni dell’intestino e dello stomaco.
Foglie: vanno raccolte in primavera e solo quelle nuove che sono ottime per la preparazione di tisane e decotti per ridurre la pressione arteriosa e il tasso glicemico del sangue. Utili per diabetici e chi soffre di angina.
Foglie e scorza, hanno proprietà astringenti, conferiscono elasticità ai tessuti e favoriscono la coagulazione del sangue.
Frutti: Aristeo, figlio di Apollo e della ninfa Cirene,   riferiscono Virgilio (Georgiche, libro IV) e Poliziano (Orfeo, libro I), ha tramandato l’arte dell’apicoltura, quella di fare il formaggio e l’olio.
“Le olive fresche vengono ridotte in poltiglia mediante molazze verticali a rullo; successivamente la poltiglia, posta in gabbie di fibre vegetali, è spremuta sotto torchi. Da una prima spremitura moderata si ottiene la qualità più fine di olio (olio vergine); i residui vengono sottoposti ad una seconda pressione più forte.
Ciò che rimane si chiama sansa e  contiene ancora l’8 -10% di olio che si estrae mediante solventi”.
“Da una stessa oliva, si ricavano succhi diversi, il primo dei quali è fornito dall’oliva verde quando ancora non è iniziato il processo di maturazione: questo è l’olio dal sapore più gradevole; ed ancora di quest’ olio la prima spremitura è la più fine. Quanto più l’oliva è matura -continua il Maestro latino - tanto più il succo è denso e meno piacevole al gusto”.
Anticamente esisteva una regola che ancora oggi, viene rispettata: “l’oliva non va strappata ma raccolta e l’albero non va percosso” - “le olive ad essere raccolte per prima, a partire dall’autunno”, per difetto di coltivazione e non della natura sono la poesia, la più ricca di polpa, poi l’orchite, la più fornita d’olio, infine il radio.
I popoli antichi ritenevano l’olio di oliva sacro per le proprietà nelle più svariate applicazioni: come alimento, medicamento, fonte di luce, ungevano anche le fiancate delle navi perché riduceva l’impatto delle onde. Veniva utilizzato anche come merce di scambio.
Ippocrate di Cos, medico greco  nato a Cos nel 460 circa, morto a Larissa nel 337 a.C. ha tramandato il suo insegnamento in Corpus  Hippocratium  (72 libri che sono stati considerati  trattati fondamentali per le scuole di medicina), consigliava l’olio per curare i malati di mente e suggeriva impacchi di olive come terapia delle ulcere. Un cucchiaio di olio di oliva è purgativo, sbattuto e frizionato sulla testa fa acquistare lucentezza ai capelli e rinforza il cuoio capelluto; oppure viene utilizzato per estrarre le spine entrate nella pelle.
E’ riconosciuto come olio diuretico, ma è utilissimo anche nei casi di ipertensione e palpitazioni cardiache. Agisce sul cuore e può essere utilizzato anche come calmante e sedativo.
In laboratori scientifici è stata dimostrata la sua valida azione sul colesterolo. In medicina  naturale a dosi adatte, è indicato per: ipertensioni, malattie cardiovascolari, diabete, disturbi della micro-circolazione. Si consiglia l’olio d’oliva anche nella dieta della prima infanzia per il contenuto di acido linaleico, Nella dieta dimagrante e/o disintossicante aiuta l’organismo ad eliminare i depositi di grasso in eccesso a carico dei reni e del fegato.

Le foglie vengono utilizzate nella cura delle infezioni ginecologiche e a tale scopo si lasciano macerare per otto giorni. Le capsule di foglie d’olivo abbassano il colesterolo cattivo (LDL) e aumentano il colesterolo buono (HDL). La loro utilizzazione permette di prevenire l’aterosclerosi e relative complicazioni; 2 o 3 capsule mattina e sera in cure prolungate, con un gran bicchiere d’acqua prima dei pasti.
L'olivo è davvero anche pianta medicinale in quanto già l'olio di oliva ha dimostrato di contribuire a ridurre i valori della pressione arteriosa, di svolgere un'attività anti infiammatoria sinergica agli omega 3 dell'olio di pesce, nel ridurre i sintomi della artrite reumatoide ed i suoi polifenoli hanno mostrato un'interessante attviità antimicrobica contro certi batteri che possono colonizzare il piloro.

    ORIGANO    (Origanum Vulgare L.) Sommità fiorite
Proprietà: Aperitive, Digestive, tonico, stomachiche, carminative,  espettoranti, antisettico.
Utile in: Inappetenza, atonia gastrica, aerofagia, bronchiti, tosse, asma, stimolante del sistema nervoso, utile nelle flatulenze, inappetenze, anemia, stanchezza fisica; regolarizza e favorisce le mestruazioni. Rende i cibi più indigesti perché aumenta la funzione gastrica.

Si e' scoperto che l'olio estratto dal comune origano che usiamo in cucina riduce le infezioni provocate dai batteri con la stessa efficacia degli antibiotici più usati.
Si e' sperimentato sia l'olio estratto che i componenti prevalenti di questo.
L'esperimento e' stato fatto in culture cellulari ed in animali contro ceppi del batterio Staphylococcus.
La ricerca e' stata eseguita paragonando i risultati con quelli ottenuti con antibiotici quali streptomicina, penicillina e vancomicina.
Anche a basse dosi l'olio di origano e' efficiente come gli antibiotici.
Nei topi si e' inoltre visto che l'origano e' piu' efficace dei vari antibiotici presi separatamente,suggerendo che questo contenga piu' componenti antibatteriche.
Questi risultati preliminari esposti ad un congresso americano (Meeting of the American College of Nutrition Ottobre 2001) hanno destato molto interesse.
Drug discovery today n.24,Dicembre 2001

- timo e origano in  oli essenziali: sono tra gli oli più  potenti e più ad ampio spettro d'azione (con azione antibatterica,  antimicotica, antivirale, antiparassitaria).
Il loro uso in microdose non ha mai dato alcun tipo di effetto secondario né sgradevole (ovviamente se un soggetto è allergico a una sostanza, lo sarà anche alla forma in microdose).
Timo e origano danno ottimi risultati nella cura di vaginiti micotiche, affezioni alle  vie respiratorie alte, tosse, raffreddore, sinusiti, parassitosi, candida, meteorismo e sindromi fermentative del colon.

Uso esterno: Cellulite, reumatismi, infiammazioni alla pelle.

     ORTICA    (Urtica dioitica L.) Pianta
L'ortica fa bene: viene utilizzata contro l'anemia, come tonico, contro i reumatismi, per il benessere della pelle e dei capelli.
Migliore degli spinaci è un ottimo depuratore del sangue, disintossica il fegato, utile per i diabetici, diuretica favorisce l’eliminazione degli acidi urici, stimola la secrezione pancreatica, utile nella gotta, nei reumatismi, artrite e nella renella.
Ortica reale: (Galeopsis Dubia Leers), indicata nella cura dei catarri  bronchiali (25gr. in 1 lt. di acqua, 1-2 tazze al di) decongestiona i bronchi ed allevia la tosse.
Infuso: 50 gr. di foglie fresche  in un litro di acqua bollente per 10 minuti In genere viene consigliato di venderne 1 litro al dì.
Decotto con erba fresca: 30 g di ortica fresca in mezzo litro d’acqua fredda,, bollire per 10 minuti, filtrare e bere caldo o freddo.

Azione antianemica lieve ed ipoglicemizzante,
antidiabetico, astringente, depurativo,diuretico, emostatico, anticolesterolo,  Utile in: artrite, reumatismi, enteriti, epatopatie, catarro e muco, insufficiaenza cardiaca, stanchezza, renella, emorroidi, sciatica, tendiniti, bruciature, distorsioni. Fortifica la crescita e l’organismo. Tonico nei convalescenti, vecchi e negli anemici. Utile in tutte le affezioni cutanee.
Obesità: 3 tazze al giorno di infuso o 4 cucchiaini al giorno di tintura, polvere d’ortica spolverizzata sui cibi.
Stress fisico e psichico: decotto d’ortica fresca 3 tazze al giorno, un bicchiere di succo a digiuno tutte le mattine.
L’ortica è assolutamente ideale per le “grandi pulizie del corpo” quelle primaverili.
Scioglie i depositi, riduce l’iperacidificazione, elimina dal corpo i prodotti inutili del metabolismo, pulisce l’intestino, attiva le difese immunitarie, pulisce a fondo i reni e lava via tutto l'organismo.

     ORZO   (Hordeum vulgare L.) Originario del Medio ed Estremo Oriente. Contiene: acqua 13%, proteine 9,5%, amido di granuli lenticolari, zuccheri 71,5%, grassi 1,5%, cellulosa 3%, maltina, ordeina, ceneri 1,8%, calcio, magnesio, potassio, sodio, ferro, oligo elementi come il rame, manganese, zinco, fosforo e zolfo; nella sua crusca si trova anche il fluoro, Vitamina B1, B6, C, E, acido pantotenico e folico, colina, inositolo.
Molto utile per i bambini la pappa di orzo ed avena.
Proprietà: Emoliente e leggero lassativo, rinfrescante dello stomaco e dell’intestino, aiuta nella peristalsi intestinale, tonico nervino e cardiaco, ricostituente, digestivo, rinfrescante, antidiarroico;
Utile in: affezioni polmonari, epatismo, enteriti, diarree, dissenterie, forme tifoidee, malattie infiammatorie alle vie urinarie, ipotensione, stati febbrili.
Il malto di orzo (da 1 a 5 cucchiai al dì) è utile nei disturbi cronici acuti e cronici, dell’apparato digerente e per quelli dei celiaci ed in alcune forme di anemia, diabete, foruncolosi. L’estratto di malto, calma i nervi; il decotto di orzo rimuove in 2 ore il catarro degli anziani. L’acqua della bollitura dell’orzo (tisana) con miele è utile nella stitichezza anche dei bambini. Si possono fare anche dei gargarismi e dei cataplasmi di orzo decorticato sfarinato per le affezioni alle vie respiratorie.
 
L'Orzo e' un calmante e rinfrescante delle infiammazioni intestinali; scioglie i depositi di feci nelle anse intestinali, e quelli dei grassi animali. Per questi fatti tonifica l’organismo in generale. Molto utile per depurare il tubo digerente.
Tostare a secco per i minuti necessari per ottenere un delicato aroma di tostatura. Alla fine versare 1 litro di acqua bollente, bollire per 10 minuti a fuoco basso, coperto. Filtrare e bere, come si vuole, durante la giornata. E’ possibile fare lo stesso decotto con l’orzo ed ottenere gli stessi risultati.

     QUERCIA    (Quercus robur) Pianta e foglie
Azione emostatica forte, astringenti (tannino), ottimo febbrifugo, tonico nei casi di anemia ed astenia, anticolitico, utile nel rachitismo infantile.
G
li estratti di corteccia di quercia vengono largamente usati per il loro potere decongestionante nelle varici emorroidarie
Decotto di corteccia da applicare sui vasi emorroidari o con garze in caso di epistassi: perdita di sangue dal naso.

     PANE INTEGRALE  .
Esso apporta un contributo di fibre, minerali e vitamine superiore a quella del pane bianco: possiamo dunque affermare che il pane integrale è il pane migliore dal punto di vista nutrizionale.

Si può dire, invece, che il pane integrale è un alimento pressoché completo.
Nel pane bianco non si trovano sufficienti quantità di minerali, fibre e vitamine, mentre nel caso del pane integrale le fibre sono essenzialmente insolubili e i minerali sono di difficile assimilazione (salvo quello a lievitazione naturale).

"Non è necessario essere esperti di alimentazione o assaggiatori professionisti per notare la grande differenza esistente tra un pane di fattura artigianale e quello prodotto nei grandi forni industriali. È come se la semplicità della preparazione - in fondo non si tratta che di un impasto di acqua e farina - sfugga ai sempre più sofisticati processi di produzione oggi adottati dall’industria agroalimentare. A far perdere al pane la sua originaria bontà concorrono l’impiego di additivi per favorire la lievitazione, il regolare ricorso alla degerminazione (eliminazione del germe di grano, la parte più ricca del chicco ma anche la più deperibile a causa dell’elevato contenuto di acidi grassi) e l’eccessiva raffinazione delle farine. Il risultato è un pane apparentemente più leggero e digeribile rispetto a quello integrale ma sicuramente meno ricco di vitamine (soprattutto C, B1 e B2), sali minerali (calcio, magnesio, fosforo e ferro), fibra, acidi grassi essenziali, proteine, e soprattutto di gusto e sapore.

Questo non vuol dire che il pane integrale sia sempre sinonimo di elevata qualità. Gran parte di quello venduto come tale viene ottenuto con farine prima degerminate e raffinate e poi arricchite con crusca. La ragione di questa sorta di frode è molto semplice. Da oltre un secolo la quasi totalità degli impianti di molitura sono progettati per ottenere farine “sbiancate” per cui, anziché modificare i molini, diventa molto più semplice e conveniente aggiungere crusca alla farina bianca. La conseguenza di questa prassi purtroppo ormai ben consolidata, è che se da una parte la crusca aggiunta alla farina sbiancata assicura un buon contenuto di fibra alimentare, dall’altra non è sufficiente a restituire al pane l’integrità nutrizionale del frumento intero.

Ma non è tutto. Insieme al minor grado di abburattamento della farina, un pane di qualità si riconosce anche per la natura della lievitazione. Com’è noto la crusca è ricca di acido fitico, la cui principale caratteristica è la capacità di legarsi ai sali minerali (calcio, ferro, magnesio e zinco) e alle proteine formando complessi non assimilabili per il nostro organismo. Quando invece del lievito di birra si impiega la pastella acida (il cosiddetto “lievito naturale”), l’azione complessante dell’acido fitico viene neutralizzata da specifici enzimi (fitasi) con il risultato di ottenere un pane più nutriente e digeribile. Perciò è solo ricorrendo alla lievitazione naturale che è possibile ottenere un pane in grado di conservare a lungo la sua morbidezza e fragranza e nello stesso tempo assicurare al nostro organismo il ricco potenziale nutritivo dei cereali.
Uno dei tratti distintivi del pane preparato con farine macinate a pietra e con lievitazione naturale è la capacità di conservare a lungo la sua fragranza e morbidezza, rimanendo commestibile per almeno una settimana. Un altro vantaggio è dato dalla macinazione a pietra delle farine con la conseguente ridotta assimilazione dell’amido e dunque un valore calorico tanto più basso quanto minore è il grado di raffinazione.

Oltre al sistema di molitura e di lievitazione, la qualità di un pane dipende anche dal metodo di coltivazione adottato per la produzione del grano. Soprattutto nel caso del pane integrale è importante accertarsi della provenienza della farina, poiché se è vero che i rivestimenti esterni della cariosside di grano, la cosiddetta crusca, sono particolarmente ricchi di principi nutritivi è altrettanto vero che essi costituiscono un luogo d’accumulo privilegiato per eventuali residui di pesticidi. Ecco perché, soprattutto quando si è soliti mangiare integrale, è consigliabile preferire pane ottenuto con farine provenienti da coltivazioni biologiche controllate, oggi in vendita non solo nei negozi di alimenti naturali ma anche in alcune catene di supermercati.

Per farlo in casa
La prima operazione è preparare il lievito naturale, cosa che si può fare in casa senza grandi difficoltà a partire da farina e acqua. Rinnovata periodicamente, almeno una volta alla settimana, la “pastella acida” può essere riutilizzata all'infinito in sostituzione del lievito di birra per preparare pane, pizze e dolci. Ecco come si fa.
In una terrina versate 100 g di farina di grano tenero (potete utilizzare secondo i vostri gusti solo farina integrale o un miscuglio al 50% di farina “0” e farina integrale) e una quantità analoga di acqua tiepida, in cui avrete sciolto un cucchiaino di miele. Mescolate ben bene fino a ottenere una pastella omogenea che si lascerà riposare per 48 ore, in un ambiente moderatamente caldo (15-20 gradi), ricoperta con un canovaccio pulito e umido. Trascorso questo periodo di tempo si aggiungeranno all'impasto 3-4 cucchiai d'acqua tiepida e una quantità di farina sufficiente per ottenere, alla fine della lavorazione, una pagnottina abbastanza tenace da non attaccarsi alle dita. Quindi si fa lievitare per altre 48 ore, lasciando la pastella sempre ricoperta con un canovaccio umido. A questo punto il lievito è pronto e si può cominciare a preparare il pane". 
Tratto da: http://www.aiab.it/nuovosito/tavola/dieta/gusto/alimenti/pane.shtml

Diamo le ricette per preparare un buon pane Azzimo e/o pane Fermentato
Pane azzimo
: 100 gr. di farina bianca integrale di grano + 100 gr di farina integrale di farro; 
1 pizzico di sale + 1 cucchiaio di olio di oliva extra vergine; impastare con acqua per rendere l'impasto sodo; far riposare per 1/2 ora sotto una ciottola di vetro; stendere a ciambelle sottili ed inserire in pentola bassa antiaderente e cuocere fino a cottura come se fosse una crèpe. 
Pane Fermentato:
Per Kg. 1,3 di farina integrale, macinata a pietra, usare: 1/2 bicchiere di olio extra vergine di oliva; 
1 cucchiaio da minestra colmo di sale marino integrale fino; il lievito "madre" in caso di mancanza di quest'ultimo 1 quadratino di lievito di birra, da sciogliere in acqua tiepida.
Ricordarsi che e' molto piu' salubre utilizzare il lievito madre che non il lievito di birra o quello chimico, in quanto il lievito madre e' il prodotto dalla fermentazione in acqua della farina del cereale con il quale si fa quel tipo di pane, mentre il lievito di birra proviene dal luppolo che NON e' un cereale, per cui tende a fermentare molto di piu' nell'intestino; idem per il lievito chimico.
Ponete la farina a fontana su di una spianatoia e versate al centro il sale, l’olio, il lievito sciolto; unite altra acqua tiepida, quanto basta per ottenere una pasta morbida ed elastica; lavoratela energicamente con ritmo rapido ed ininterrotto per 10 minuti, ricordando che non deve mai raffreddarsi, altrimenti la lievitazione sarà compromessa.
Trascorso questo tempo, formate una palla ed avvolgetela in un telo spruzzato di farina all’interno; coprite il tutto con un panno di lana e lasciate lievitare da 3 a 9 ore in un posto senza corrente d’aria. A questo punto date alla palla la forma che desiderate; ponete la pasta su di una teglia, preventivamente oleata con poco olio oppure su di una teglia con il fondo ondulato. Introducete nel forno già caldo a 250 gradi e mantenete quella temperatura per 20 minuti circa, dopodiché diminuite a 120 gradi fino a cottura ultimata.
Devono trascorrere complessivamente circa 45 minuti.
Ricordate che consumare il pane appena sfornato, può produrre forti fermentazioni intestinali, meglio consumarlo raffermo e riscaldato.
Spesso il pane integrale si dimostra eccellente nei casi di anemia, aumenta la resistenza fisica e produce sangue di buona qualità. Il pane fatto con farina macinata di fresco, non raffinata è ricco di vitamine ed in particolare della B, di proteine e di sali minerali; in breve è sufficientemente ricco in modo da soddisfare tutti i bisogni nutrizionali dell’uomo medio.
Per essere sicuri che il vostro pane sia di prima qualità, macinatevi da soli la farina o compratela fresca presso un negozio di fiducia. La farina fresca di frumento è una base eccellente per fare il pane.
Quanto più finemente è macinata, tanto è più facile digerire il pane. Buona norma sarà quella di passare al setaccio la farina per dividere la crusca dalla farina vera e propria indi macinare più finemente la crusca e riadditivarla alla farina.
Per ricavare il massimo beneficio dal pane che mangiate, masticatelo molto e bene insalivandolo il più possibile.
Esistono varie qualità di pane, ciascuna adatta per un clima specifico o per il carattere personale.
Non ci vuole molto per variare le qualità del pane; aumentando o diminuendo le quantità di uno degli ingredienti; usando farine di qualità diverse mescolate fra di loro si ottiene un pane con sapore più ricco e con consistenze diverse.
Per ottenere il meglio dall’impasto, occorre lavorarlo per più tempo e magari con un cucchiaino di legno anziché con le mani. Il pane fatto con la farina integrale inacidita è più sano perché contiene molti enzimi che aiutano la digestione degli amidi.
Ricordiamo comunque che il pane deve essere consumato in piccole quantità nell’ambito del pasto in quanto noi mangiamo molto companatico oppure va consumato da solo.

      PAPAIA  Frutto tropicale molto buono; utilizzato da millenni per le sue qualita' anche terapeutiche. Di forma simile alla pera, molto simile al melone, ha buccia liscia e sottile, di colore giallo-arancione se matura, verde se acerba. E' caratterizzata da una polpa succosa e morbida, dal sapore dolce e aromatico. All'interno della papaia ci sono moltissimi semi ricoperti da una sostanza gelatinosa. Le virtù dimagranti delle foglie di Papaia sono dovute alla papaina, un enzima che è in grado di degradare le proteine in peptidi: questa pianta è consigliabile nelle cure dimagranti e soprattutto per combattere la cellulite. La papaina possiede anche un'azione enzimatica digestiva che può essere utile anche in caso di digestione difficile

Si puo' assumere come frutto, oppure macinata e fatta fermentare; in questo caso essa produce degli enzimi (Papaina) molto utili anche per eliminare le tossine dall'organismo: La Papaya è una delle maggiori fonti di antiossidanti e recentemente abbiamo appreso che gli antiossidanti svolgono un ruolo molto importante nella protezione dell'organismo…  Abbiamo messo a confronto cinque diversi tipi di frutta e due diversi tipi di ortaggi e abbiamo rilevato che la Papaya, un frutto tropicale…. è una delle fonti più ricche di antiossidanti, venti volte più potente della Vitamina E.”
Dr. Mark E. Weksler - Specialista in Geriatria, New York Weill Cornell Medical Center Professore, Cornell University.
Molto simile ad un melone, la papaia è un frutto molto ricco di vitamine A, C e P. L’interesse in medicina naturale deriva dalla presenza di PAPAINA, un’enzima simile alla bromelina dell’ananas con proprietà terapeutiche ed al Sod del Melone. La papaina facilita notevolmente la digestione delle proteine, tanto da essere un rimedio insostituibile dopo i pasti abbondanti e frettolosi; se ingerita a digiuno esercita un’azione antinfiammatoria e drenante da assicurare ottimi risultati, meglio se in sinergia con l’ananas, nella cura delle ritenzioni e nella lotta alla cellulite (facilita l’uscita degli acidi grassi dalle cellule adipose).
La Papaia fermentata, è un integratore ottenuto da FPP (Fermented Papaya Preparation) ossia Carica Papaya, sottoposta ad un processo tecnologicamente avanzato di bio-fermentazione della durata di 10 mesi.

vedi Named

Giovani, snelle, in salute: ci pensa la papaya
I segreti del frutto degli angeli, che fa impazzire le star di oggi ma che già nei secoli scorsi faceva gridare al miracolo Cristoforo Colombo e Marco Polo.
Ai tempi delle grandi esplorazioni, lo scorbuto era una malattia all’ordine del giorno. Colpiva soprattutto i marinai che, durante i lunghi periodi in alto mare, non potevano alimentarsi con cibi freschi e non mangiavano sufficienti quantità di frutta e verdura. Durante i loro viaggi, mitici esploratori come Cristoforo Colombo e Marco Polo ebbero un’idea: riempire le stive delle loro navi di papaya, ricca di sostanze capaci chissà come di mantenere gli equipaggi in salute. Naturalmente, Colombo e Marco Polo non sapevano dell’esistenza della vitamina C (che verrà isolata solo nella prima metà del ‘900), ma avevano avuto una grande intuizione. Lo scopritore del Nuovo Mondo annotò inoltre nei suoi appunti l’utilità di quello che ribattezzò il “frutto degli angeli” come prodigioso digestivo dopo i pasti.
Avevano ragione i grandi avventurieri: la papaya è un vero concentrato di salute e, diversi secoli dopo, la ricerca scientifica ha chiarito il perché:
- è una fonte eccellente di vitamine, in particolare A e C
- contiene un enzima chiamato papaina che aiuta a digerire meglio e a combattere gonfiore addominale e alito cattivo. La papaina contribuisce inoltre a ristabilire nell’organismo il corretto pH, spesso alterato da una dieta povera di frutta e verdura e da uno stile di vita fatto di cattive abitudini (fumo, sedentarietà, poco riposo ecc.)
- è uno dei frutti più ricchi di betacarotene, licopene e altri flavonoidi, in grado di proteggere dall’attacco dei radicali liberi responsabili dell’invecchiamento.
Inoltre è ideale per i momenti in cui l’organismo è a corto di difese immunitarie, rendendolo più resistente nei confronti delle malattie infettive, dell’influenza e dello stress
- contiene potassio e magnesio, che potenziano i muscoli e allontanano la stanchezza
- è povera di sodio, quindi ha un’ottima azione drenante ed è utile contro ritenzione idrica e cellulite
- ha un effetto positivo sul metabolismo dei grassi, cioè contribuisce a sciogliere i cuscinetti
- è ricca di fibre, che favoriscono il senso di sazietà, depurano, riequilibrano la flora batterica intestinale, combattono la stitichezza e la gastrite
Per la sua azione “ferma-tempo” e i suoi fantastici effetti sulla linea, tra le più grandi consumatrici di papaya ricordiamo Claudia Schiffer, Simona Ventura, Angelina Jolie e Jessica Simpson. Il loro aspetto ci dice tutto: se gli obiettivi sono depurarsi, tirarsi su, dimagrire e mantenersi giovani e in salute, la papaya è proprio il frutto che fa al caso nostro.
Tratto da: farmasalute.it

     PAPAVERO ROSSO     (Papaver Rhoeas L.) Petali
Il papavero rosso o rosolaccio ha gambo eretto, alto da 60 a 80 centimetri, con foglie mediane non avvolgenti, aventi lobi oblunghi o aguzzi. Il suo fiore ha petali rossi, con una macchia nera alla base: sboccia da maggio a giugno e a volte anche in autunno, per una seconda fioritura. La pianta presenta setole rade, anche verso la sommita' dello stelo e sul contorno dentellato delle foglie, mentre il filamento dei suoi stami e' subulato. E' pianta comune e puo' crescere nei campi coltivati, tra il grano, lungo le siepi fino ai 1700 metri di quota. I suoi fiori e i suoi semi conservano le loro proprieta' anche dopo essere stati dissecati. Il papavero a volte trova impiego in pediatria e per le sue proprieta' leggermente sedative e viene usato in tisane, con altre erbe, come calmante della tosse e della pertosse, cosi' come espettorante nelle bronchiti.
I suoi germogli teneri si utilizzano in cucina per la preparazione di minestre a base di ortaggi. Lessati possono essere conditi e consumati come gli spinaci. Dopo bollitura, conditi con olio di oliva e qualche goccia di limone, poco sale, si possono consumare come insalata. Contiene un lattice diverso dal pavero da oppio (papaver somniferum), alcaloidi,  isochinolici come la roeadina, non ha azione  allucinogena, ma  calmante e narcotica, glicosidi antocianici, mecocianina, cianina, mucillagine.
I semi contengono  olio grasso,  acido linoleico, acido oleico, palmitico, stearico.
Gli alcaloidi tossici sono presenti in misura maggiore nelle parti sotterranee delle pianta  ( e questo vale anche per l'Escolzia e per la Chelidonia)
Lo si impiega per sedare e indurre il sonno nei bambini   e come antitussivo. E' un blando sedativo e si utilizza a scopo pediatrico e per gli anziani e per le persone  debilitate. E' un coadiuvante come calmante della tosse, nella pertosse, nelle bronchiti catarrali acute (i fiori calmano lo spasmo e favoriscono l'espettorazione), aiuta ad abbassare la febbre ( azione diaforetica nelle forme febbrili), è quindi utile anche nel raffreddore e nell'influenza.
Azione oppiacea. Calma l’eccitazione nervosa, concilia il sonno, azione sudorifera perciò utile nelle pleuriti e come espettorante. Leggero sedativo, calmante della tosse e pertosse. Cautela in gravidanza ed allattamento.

     PAPPA REALE (vedi anche Prodotti dell'alveare)
La pappa reale è considerata il prodotto più pregiato dell’alveare. È la secrezione delle ghiandole ipofaringee e mascellari delle api operaie. La pappa reale è uno dei cinque prodotti dell’alveare, congiuntamente a miele, polline, propoli e cera.
E’ una sostanza gelatinosa, di color paglierino, dal sapore acidulo, molto concentrata e che viene elaborata dalle api nutrici di età compresa tra i 5 e i 14 giorni, attraverso le ghiandole ipofaringee e mandibolari poste nel  capo.
Essa viene utilizzata per nutrire sia tutte le larve dell’arnia durante i primi due giorni di vita sia l’ape regina per tutta la durata della sua esistenza. La pappa reale, infatti, rappresenta l’alimento esclusivo di tutte le larve sino al secondo giorno di vita mentre dal terzo giorno cominceranno a nutrirsi di miele e polline e sarà solo la larva destinata a diventare ape regina che continuerà a nutrirsi per tutta la vita con questa sostanza nobile.
E' quindi un alimento completo, un vero e proprio concentrato di salute. Funziona per i bambini, gli anziani e tutti quelli che hanno bisogno di un carico di energia. E non basta: presa insieme ad altri prodotti diventa un eccellente toccasana per alcune patologie. Anti depressivo per eccellenza.
La pappa reale contiene tra l’altro: aminoacidi essenziali (22), vitamine del gruppo B (B1, B3, B5, B6, B7, B8, B9, B12), vitamina A, C, D, ormone della crescita, acidi grassi insaturi, inositolo, e molti minerali: sodio, cromo, manganese, nichel, fosforo, rame, zolfo, selenio, calcio, ferro, potassio, silicio.
La pappa reale è quindi un eccellente ricostituente, destressante sul sistema nervoso, riequilibra la pressione arteriosa, rafforza il tono del muscolo cardiaco, antibiotico naturale, accelera il metabolismo, stimola appetito e digestione, ha effetti antidepressivi, accelera la guarigione dalle malattie, agisce sulle tensioni pre-mestruali, contro l'insonnia, da impulso all'attività fisica e intellettuale, etc.
Se ne consiglia l’assunzione di un cucchiaino (da mettere sotto la lingua) al mattino appena svegli. Dopo circa 20 minuti si potrà fare colazione.
La Pappa Reale può essere consumata fresca, purchè correttamente conservata in frigorifero, o liofilizzata; la liofilizzazione permette la sua conservazione a temperatura ambiente anche per lunghi periodi.

      PASSIFLORA INCARNATA     (Passiflora Incarnata L.) Rami, Foglie, Fior
Sedativo per ansie, nevralgie, menopausa, insonnia. Azione tranquillante ed anti spasmodica ed ipotensiva; è utilizzato per combattere forme di insonnia molto forti, serve anche per la tosse.
Utile nell’isterismo, cardiopalmo, ipertiroidismo.

     PASTINACA (Pastinaca sativa, Ombrellifere)
Ortaggio molto nutriente; proprietà diuretiche, disintossicanti, antireumatico, da utilizzare nelle minestre e zuppe con cipolle e porri. Dietetica, diuretica, colagoga.
Contiene tracce di alcaloidi, vitamina C, oligoelementi, sali potassici (foglie). Le foglie possono servire per stimolare diuresi e  funzioni della cistifellea.
Infuso: 2 grammi in 100 ml di acqua. Due - tre tazzine al giorno. DEecotto di foglie, fiori e radici. Le radici possono essere consumate crude.

     PATATA (Solanum tuberosum, Solanacee)
Prezioso e sano tubero, molto nutriente e digeribile, sopra tutto al forno; alimento permesso ai diabetici ed a tutti coloro che non desiderano ingrassare.
Contiene: Acqua 75%, carboidrati 22%, protidi 2%, lipidi 0,1%, minerali 1%, sopra tutto potassio, (come sempre per tutti i vegetali, la quantità e le qualità dei minerali sono in funzione del terreno ove vengono coltivati i prodotti stessi) vitamina C, K, ricca di B, B1, B6; contiene proteine come il riso; utile  nelle diete che servono a non sovraccaricare i reni; ottima per il fegato.
Utile nelle gastriti,artriti, obesità, diabete, ulcere, cicatrizzante; il succo crudo è diuretico, emoliente, calma le mucose dell’intestino ed è antispasmodico, scorbuto, stipsi, emorroidi, dispepsie, epatismo, litiasi biliare; per uso esterno in fecola: scottaure, flemmoni, piaghe, ulcere alla pelle, eruzioni, screpolature.
Serve anche per ravvivare i colori dei tappeti: grattare 2 patate, coprirle di acqua calda e lasciare in infusione per 2 ore, filtrare e strofinare il tappeto con cura. L’acqua della cottura delle patate ma pelate, pulisce l’argenteria.

     PAU d'ARCO  (della famiglia delle Bignoniacee)
Originaria del Brasile, e diffusa in Sud America, Bolivia e Perù. Gli indios dell'Amazzonia impiegano la corteccia dei rami da certinaia di anni come rimedio per le malattie infettive e degenerative. Si deve al botanico Valer Accorsi dell'università di Sao Paulo la diffusione dell'uso a scopi terapeutici di questa corteccia. Successivamente il Pau D'Arco nel 1967 fu citato dai giornali in Argentina come rimedio delle popolazioni di Tucuman ai piedi delle Ande come rimedio per l'asma, il cancro, l'eczema, la leucemia ed i reumatismi, e si deve al botanico Argentino Teodoro Meyer ulteriori studi su questa pianta. I fiori sono gialli, con varietà rosa, rossa o purpurea, il frutto è una lunga capsula legnosa che contiene i semi alati.
Il Pau d'arco, Tabebuia impetiginosa, è un albero la cui corteccia è utilizzata da secoli dalla medicina erboristica sudamericana per le sue attività antibatteriche e antivirali. Il principale costituente isolato dalla corteccia di Tabebuia, il lapacholo, presenta una rilevante attività antiradicalica e immunostimolante.
Parti impiegate, la corteccia del Pau d'arco dai fiori rosa-purpurea
Chiamata Pao Pereira (o anche Geissospermun, Aspidosperma Tomentoso e altre decine di definizioni).
Nella tradizione sudamericana possiede una nomea vasta e collaudata nei secoli (e nei millenni)
.
I Guaranì, ed i Tupi, popoli amazzonici,  lo chiamano "Tajy" che significa "avere forza e vigore", la pianta conosciuta con il nome di Pau d’Arco che adoperano per curare malaria, anemia, malattie respiratorie, febbre, infezioni, artrite e reumatismi, morsi di serpente.
Il Pau d’Arco è un grosso albero delle foreste piovose sudamericane che botanicamente corrisponde alla Tabebuia heptaphyilla, impetiginosa e avellaanedae, e appartiene alla famiglia delle Bignoniacee.
Il Pau d’arco, di cui si adopera la corteccia, è conosciuto per le sue proprietà antivirali, antinfiammatorie, antidiabetiche, costituisce una importante risorsa delle foreste umide.
Ma altre centinaia sono le piante "sconosciute" che sono state perdute, o potrebbero esserlo in futuro che possono essere utili come il Pau d’Arco.
Utile contro i funghi, micosi, candidodisi, muffe, diuretica, immunostimolante, aiuta contro i radicali liberi, le affezioni della pelle, psoriasi, herpes, nel diabete
Le ricerche moderne hanno verificato:  Attività Atiossidante, Antineoplastica, Antivirale, Antimicotica, Battericida.
Te' di Pau d'Arco: on the other hand, has shown that it may hold the secret for the successful treatment of cancer and other diseases. Dr Daniel B. Mowry, PhD, states in his widely published article on Pau d'Arco that "whole Lapacho has produced clinical anti-cancer effects without side effects." Read Dr. Mowry's extensive research and history of Pau d'Arco published here. Over the last 15 years I have received many reports and testimonials from terminal cancer victims relating their miraculous cures of this deadly disease.

      PEPE    (Polvere) Aumenta l’appetito, combatte tossi, raffreddori, asma, cattive digestioni e febbri. Da utilizzare con cautela, specie quello Nero perche' puo' portare infiammazioni intestinali.
PEPE NERO   (Polvere)   Tonico generale; agisce contro la tosse, i colpi di freddo, la letargia; dà appetito, combatte l’orticaria, le allergie cutanee, il dimagrimento, ma non da tutti è sopportato, perché può generare infiammazioni intestinali.

      PEPERONCINO     (Capsicum Fastigiatum)
Quello rosso ha proprietà simili all’aglio, utile
vie urinarie e respiratorie, utile in certi casi, nelle infiammazioni gastro intestinali, azione antibatterica, azione vasodilatatrice ed emodinamica atto a stimolare la vitalità dei tessuti ed attivare il circolo venoso e capillare, riduce il colesterolo ed i trigliceridi; riduce l’aggregazione piastrinica, aumenta la permeabilità cellulare, effetto antistaminico del frutto e ne propongono l'uso in alcune patologie allergiche e nell'asma; va usato con notevole parsimonia, in piccolissime dosi, però può essere utilizzato per cure preventive e curative per lunghi periodi.  
La parte attiva della pianta è costituita dal frutto che contiene la capsaicina, una sostanza oleosa e rubefacente che è responsabile del suo sapore piccante.
Dal punto di vista chimico in esso è possibile isolare queste sostanze: azotate, capsacina, oleoresina, capsantina, colorante carotenoide rosso, quercitina, esperidina, eridietrina, lecitina, vitamine C, PP, E, K2, P, A, sali minerali acido malonico e citroflavonoidi. 
E' utile in tutte le affezioni , se integrato con la “dottrina termica” (frizioni fredde, bagni di vapore, cataplasmi) consente in certi soggetti, strabilianti guarigioni. 
Occorre ricordare che è utile SOLO in piccolissime dosi giornaliere o meno ancora, perché se oltrepassa certi limiti può al contrario indurre forti infiammazioni generali
Da usarsi essiccato per via orale, con parsimonia in micro dosi giornaliere, in sughi di pomodoro od altro a seconda dei casi con pasta o pane.
Per uso esterno, molto utile nelle artrosi e nei dolori: sfregare minime quantità di peperoncino rosso sulla cute interessata e fare subito dopo sulla parte medesima impacchi con panni bagnati freddi.
(ANSA) - ROMA, 15 MAR Ecco un rimedio 'piccante' contro il principale tumore maschile: estratto di peperoncino e' efficace contro il cancro alla prostata.
Secondo uno studio sui topi, infatti, ricercatori dell'universita' di Los Angeles diretti da Soren Lehmann hanno dimostrato che l'80% delle cellule malate e' indotto al suicidio dalla capsaicina, la molecola che dona il gusto piccante alla spezia.
I risultati di questo studio sui topolini sono stati resi noti sulla rivista Cancer Research.
Gli esperti prospettano nuove possibilita' di cure con farmaci a base di capsaicina ma avvertono: non c'e' nessuna prova al momento che introdurre una quantita' esagerata di peperoncini nell'alimentazione possa essere un buon rimedio contro questo cancro .
Anzi, attenzione, perche' troppi peperoncini possono favorire il cancro allo stomaco.
I ricercatori hanno dato alte dosi di capsaicina a topolini geneticamente modificati si' da sviluppare un cancro alla prostata simile a quello dell'uomo. Le dosi somministrate sono pari al consumo di 3-6 peperoncini, insomma quantita' esagerate in cucina.
Pero' l'estratto di peperoncino ha ridotto il tumore nei topolini (attenzione l'uomo NON e' un topo) uccidendo l'80% delle cellule malate. In concomitanza di cio' e' diminuita la concentrazione ematica dell'antigene specifico prostatico (PSA), associato al tumore.
La capsaicina, hanno spiegato i ricercatori, induce le cellule malate a suicidarsi, ovvero ad andare incontro al processo di morte programmata (apoptosi) che serve al nostro organismo per il normale ricambio cellulare e per eliminare cellule malate. Il processo dell'apoptosi, tuttavia, e' spesso messo 'KO' dalle cellule tumorali che acquisiscono dunque una sorta di immortalita'.
La capsaicina, capace di riattivare il processo apoptotico nelle cellule malate, potrebbe divenire un principio attivo di nuovi farmaci contro questo tumore, hanno concluso gli esperti.
PEPERONCINO fa male alla Prostata - Mer 12 Set 2007
(Adnkronos/Adnkronos Salute) - Il re degli afrodisiaci a tavola finisce sotto accusa. Il peperoncino, gettonatissimo nel Meridione ma amato indistintamente da un estremo all'altro dello Stivale, rientra tra gli alimenti dannosi per la prostata, con possibili ripercussioni anche sulle performance 'sotto le lenzuola'.
Non solo. Per gli uomini amanti della buona tavola le cattive notizie non finiscono qui. Non devono infatti esagerare con la birra, con i crostacei, un altro alimento noto per le sue proprietà afrodisiache, e ancora spezie, insaccati, pepe, superalcolici e caffé. E' questa una delle raccomandazioni contenuta nel decalogo messo a punto dalla Società italiana di urologia (Siu) in occasione della giornata europea di informazioni sulle malattie prostatiche, in programma venerdì prossimo.
Presentato oggi a Roma, il decalogo, che promette di far storcere il naso a molti, almeno per le raccomandazioni in campo alimentare, punta a essere una vera e propria dichiarazione di guerra al tumore alla prostata, neoplasia che colpisce circa 46 mila italiani l'anno uccidendone 7 mila, con "un'incidenza in crescita del 12-13% negli ultimi cinque anni", spiega Vincenzo Mirone, presidente del Siu, a margine dell'incontro.
A rendere peperoncino, birra, crostacei e una manciata di altri alimenti 'nemici' della prostata "è quello stesso elemento che li rende noti come afrodisiaci - spiega Mirone - Questi cibi, infatti, irritano la prostata, stimolando la necessità di eiaculare". In altre parole, 'accendono' il desiderio di chi li consuma, "ma finiscono per essere dannosi per questa ghiandola".
Inchiodato sul banco degli imputati, dunque, proprio per una delle qualità migliori che gli vengono riconosciute, "il peperoncino non va consumato più di due volte a settimana", raccomanda l'esperto. "Una notizia, questa - ironizza Franco Cuccurullo, presidente del Css - che in molte Regioni del meridione potrebbero condurre alla pubblica lapidazione chi le diffonde. Ma non bisogna avere paura di dire la verità quando di mezzo c'è la salute". Un altro consiglio che sorprende è evitare la pratica del coito interrotto: "quando c'è lo stimolo di eiaculare - puntualizzano gli esperti - va assecondato, non interrotto volontariamente".
Dal decalogo messo a punto dalla Siu non arrivano tuttavia solo cattive notizie. "L'attività sessuale - si legge nel decalogo - non è nociva, anzi: se praticata con regolarità ha effetti benefici".
L'astinenza prolungata, al contrario, provoca ristagno di secrezioni nella ghiandola prostatica e una possibile infezione seminale''. Gli specialisti raccomandano poi di sottoporsi a una visita urologica di controllo almeno una volta ogni 12 mesi dopo i 50 anni, ed eseguire un dosaggio del Psa (antigene prostatico specifico) per la diagnosi di cancro alla prostata almeno una volta l'anno superata la soglia dei 50.
Il decalogo raccomanda inoltre di preferire cibi contenenti sostanze antiossidanti, ovvero ricchi di vitamine A, C, E, selenio, zinco e manganese. In altre parole scegliere - tra gli altri - carote, broccoli, cavolfiori, peperoni, noci, carni rosse, fegato e cereali integrali, sicuramente più benefici di crostacei e peperoncini.
Bere almeno due litri di acqua al giorno per ridurre il peso specifico delle urine ed evitare infezioni - si legge poi tra le regole d'oro - praticare attività fisica, regolarizzare la funzione intestinale e moderare l'uso delle due ruote se la prostata è a rischio. Raccomandazioni, queste, che andrebbero seguite alla lettera soprattutto superati i 40 anni, quando i rischi di venire colpiti dal cancro alla prostata iniziano a farsi piu' alti. Piu' dell'80% dei casi di neoplasia prostatica - ricordano gli esperti della Siu - e' diagnosticato in pazienti sopra i 65 anni, e il 94% delle morti si registra nello stesso gruppo d'eta'. Ma se tra i parenti di primo grado si registrano casi di tumore, le probabilita' di ammalarsi aumentano di ben quattro volte.
Tratto da: http://it.notizie.yahoo.com/adnkxml/20070912/tts-peperoncino-sotto-accusa-fa-male-all-c8abaed_1.html
PEPERONE  (Capsicum annum) Il peperone  è un ortaggio proveniente dall'America del Sud che ha fatto la sua comparsa sulle tavole europee nel XVI sec. Secondo alcuni  il centro di partenza della diffusione di questo vegetale è il Brasile, secondo altri la Giamaica.
La coltivazione delle numerosissime varietà di peperone è largamente diffusa a livello mondiale, in Asia, America centromeridionale, Africa ed Europa.
Dai frutti piccanti, contenenti elevate percentuali dell'alcaloide capsaicina, si ottiene la paprica. Importante è anche l'utilizzazione farmaceutica dei peperoncini: oltre alla capsaicina, infatti, le bacche contengono capsicina, lecitina, pectina, vitamine A, C, PP, P2 ed E, buone dosi di calcio e fosforo. I peperoni svolgono azione stomachica, diuretica ed eccitante, inoltre hanno azione antireumatica, antinevralgica, revulsiva e rubefacente.

Ricco in vitamina C. La qualità rossa, fa abbassare il colesterolo, previene i trombi ed i rischi di infarto ancor più che il peperoncino. Quella gialla contiene un alto tenore di vitamina K. Come alimento, per certe persone e' di difficile digestione, meglio eliminare la buccia e consumarne poco.

     PERA   (Pirus communis, Rosacee) Frutto
Si utilizza il frutto, il succo oppure secche. Contiene: acqua 83%, zucchero/levulosio 8%, carboidrati 3,5%,  cellulosa, ceneri 0,3%, sali minerali fosforo, calcio, magnesio, sodio, zolfo, potassio, cloro, rame, menganese, ferro, iodio arsenico; vitamine A, B1, B2, C, PP; contiene molta più pectina della mela e tannino; utile quindi per la muscolatura gastrointestinale.
Proprietà: Depurative, lassative, mineralizzanti, nutrienti, diuretiche, astringenti, sedative, rinfrescanti.
Utile in: Astenia, gotta, artritismo, reumatismo, permesso ai diabetici

     PERVINCA   (Poterium spinosum) Fiori e foglie, Arbusto perenne, residente nellEuropa australe, centro-sud Italia, Grecia, Cipro, Creta, Dalmazia, Siria, Libia, Palestina,Tunisia. In Grecia e nell'isola di Creta, vive associato col lhymus capitatus.

Ippocrate la menziona nel suo libro "La natura della donna" (cap.34), come "pianta da imbottitura".

Galeno ricorda che le foglie di questa pianta erano utilizzate per chiudere le aperture delle anfore per l'olio e per imbottire guanciali e cuscini. L'Herbario novo" di Castore Durante, troviamo scritto: "Poterium siccat, tum vulnera glutinat, adque affectus nervorum omnes valet; illita nervis praecisis planta haec solida compagine iungi".

Le radici di Poterium sono da prescrivere a coloro che soffrono di nervi. Per uso esterno, le sue radici, pestate ed applicate mediante impiastro, consolidano i nervi tagliati. Il decotto della radice è molto noto tra i beduini come antidiabetico.

Sinora sono stati isolati Tannini catechici ed ellagici, eptaidrossiflavani polimerizzati. Glicosidi triterpenici: tormentoside, tormentillina. Acido tormentico. Sostanza insulinosimile. Tracce di cromo. Nelle radici e nella corteccia dei rami i tannini raggiungono la concentrazione del 6%.

Proprietà: Azione principale: ipoglicemizzante di tipo ILA: Insulin - like - activity.

Azioni secondarie: vasodilatatrice periferica (da eptaidrossiflavani); vasodilatatore coronarico (da flavonoidi polimerizzati); antiipertensiva (da eptaidrossiflavani); antiaritmica (da eptaidrossiflavani polimerizzati) antidrotica, antisudorale (adiaforetico) astringente (da tannini)

     PESCA   (Amygdalus persica, Rosacee)
 Contiene: Potassio, flavonoidi, carotenoidi, alte dosi di pectina; Utile nella funzionalità epatica per disintossicare il fegato, diuretica, leggermente lassativa, dispepsie, ematurie, litiasi urinarie.
Le foglie sono vermifughe ed i fiori sono sedativi, antispasmodici e lassativi.

     PETASITES OFFICINALIS     (Petasites Officinalis Moench.) Cavolaccio, o Farfaraccio - Radici, Foglie
Utile nell’ipertensione arteriosa, negli stati ansiosi, nella depressione e negli stati di alterazione psichica.
Usato nella menopausa per riequilibrare la circolazione vascolare, nella tosse, bronchite asmatica, nell’asma, nelle coliche renali, biliari, intestinali e nell’insonnia.

     PICCOLO AMARO SVEDESE   Cocktail di erbe macerate
Le Erbe Svedesi vanno messe a macerare in un litro e mezzo di acquavite di grano o di frutta a 40° in una bottiglia dal collo largo, lasciandola per 15 giorni al sole o in vicinanza di una fonte di calore. Scuoterla ogni giorno, prima di filtrarla per il travaso in una bottiglia più piccola ed ancora, ogni volta prima di servirsi del suo contenuto. Il resto, cioè quello che non è stato travasato nella bottiglia più piccola, può essere conservato un mese e mezzo e oltre. Il liquido va travasato in bottiglie piccole che poi, chiuse ermeticamente, vanno conservate in frigorifero.
Questo elisir può essere conservato per molti anni. Più riposa, più aumenta il suo effetto.
La seguente ricetta fu trovata tra gli appunti del Dr. Samst, celebre medico svedese e rettore della facoltà di medicina, deceduto all'età di 104 anni in seguito ad un incidente mentre cavalcava.

Preparazione: 10gr. di Aloe vera o polvere di assenzio; 5gr. di mirra; 0,2gr. di zafferano; 10gr. di canfora naturale (cinese); 10gr. rabarbaro radice; 10gr. curcuma radice; 10gr. di manna; 10gr. teriaca veneziana; 5gr.carlina radice; 10gr. angelica radice.
Macerare in 1,5 lt. di acquavite di grano o di frutta a 40°, lasciandola per 15 giorni al sole o vicino ad una fonte di calore. Scuoterla ogni giorno prima di filtrarla per il travaso in una bottiglia più piccola e scuoterla ogni volta prima di usarla.
Assumere ogni giorno 1 cucchiaio al mattino ed uno al pomeriggio lontano dai pasti.

     PINOLO dolce (Pinus pinea, Piancee)
Frutto del pino da pinoli, si trova nelle pigne ed è costituito dal 45% di olio e dal 30% di sostanze albuminoidi. Molto nutritivo.

     PINO MONTANO o PUMILIO   anche PINO MUGO (Pinus Pumilio Lambert Willd.) Ramette e Gemme.
Specie molto polimorfa; e' la conifera piu' dotata di grande variabilita' di portmento: a volte si presenta in forma arborea, somigliante al Pino silvestre, a volte assume forma cespugliosa o, ancora, con tronco strisciante.
Il Pino montano e' praticamente un nome collettivo sotto il quale si possono distinguere tre specie:Pinus uncinata (P. uncinato) a portamento di solito arboreo alto fino a 20m.; il Pinus mughus (P.mugo)a portamento arbustivo, prostrato con rami sdraiati e ascendenti verso l'apice; e Pinus Pumilio (P.pumilio)con forma intermedia tra le due specie precedenti.
Si puo' trovare nelle Alpi, negli Appennini, nei Carpazi,Pirenei e Balcani. Specie moderatamente lucivaga , microterma e basifila predilige i terreni calcarei dolomitici, e' resistente al gelo e al vento.

Utile in: tutte le affezioni dell’apparato respiratorio e polmonare. Antisettico per le bronchiti, tracheiti, faringiti, ecc. Diuretico, balsamico, espettorante, colecistiti, litiasi biliare, infezioni in genere, rachitismo, impotenza, infiammazioni renali, uretriti e cistiti catarrali, impotenza, infezioni in genere.
Le gemme di pino montano agiscono sul sistema osteoarticolare rallentando l'usura della cartilagine e rafforzando la trama ossea. Per questo è uno dei rimedi migliori per l'artrosi, osteoporosi senile; osteoporosi post-menopausa; reumatismo cronico degenerativo.
Dosi: 50 - 60 gg 3 volte al dì.

Uso esterno: Sinusiti, influenza, affezioni polmonari.

     PISELLO  (Pisum sativum Leguminose) Proveniente dalle Indie, conosciuto dagli Egizi e dagli Ebrei nell’antichità. Molto nutriente, ricco di azotati e glicidico, conferisce consistenza alle feci sfatte, ma produce flatulenze se cotto. Meglio consumarlo nelle insalate miste, giovane e crudo, cotto diviene leggermente indigesto.
Da fresco è composto da acqua  78%, protidi 6,7%, glicidi 13%, cellulosa 2%, grassi 0,5%, ceneri 0,8% con magnesio, cloro, potassio, zolfo, fosforo, potassio, ferro, calcio, silicio, rame, zinco, cobalto, nichel, zuccheri, stereoli, acido ossalico, vitamine A, B1, B2, B6, colina, inositolo, C, E, citrina antiemorragica, amminoacidi valina, leucina, fenelalanina, triptofano, treonina, metionina, arginina, istidina, lisina;
Proprietà: Favorisce l’evacuazione intestinale, energetico controindicato nelle enteriti.
Controindicato per l’alto contenuto di purine, agli artritici, obesi, diabetici, gottosi, calcolosi biliare ed ai sedentari.

     PISTACCHIO (Pistacia Vera, Anacardiacee)
Frutto nutriente; Contiene: materie grasse, 45%, proteiche 22%, estrattive 17%, acqua 8%, cellulosa 3%, ceneri 5