Verso una
Medicina Sistemica
Dall'emozione al sintomo: un approccio
olistico alla persona, la medicina sistemica e’
cosi’ chiamata perché pone la massima attenzione
all'interconnessione sempre esistente tra
aspetti psichici e fisici nel determinare
l'insorgenza della malattia e della sofferenza,
di fatto e’ un altro nome della
Medicina
naturale.
Come ha scritto e ci ricorda il filosofo
Umberto Galimberti, prima di
Ippocrate chi erano
i medici se non i sacerdoti ?
Ma se è vero che la scienza poi si e’ distaccata
dalla religione, non e’ detto che questo avvenga
nella mente dei pazienti. Il malato investe il
terapeuta ed il medico di una dimensione
sacrale. Quando è sul letto soffrente o morente
gli chiede ancora di salvarlo. Eppure è
indispensabile un cambiamento nella cultura dei
medici
e della sanita’ mondiale, per recuperare
paradossalmente, il suo spirito originario.
Duemila anni fa il medico si occupava
dell´insieme della persona. Oggi, e negli anni a
venire, non potrà che ritornare ad essere così.
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Con uno stretto margine di voti, (152 in favore, 125 contro, 28 astenuti) il
parlamento Europeo ha adottato nella seduta plenaria del 29 maggio una risoluzione in
favore delle medicine non convenzionali molto attesa dai cittadini e dai professionisti
coinvolti. La risoluzione è uno strumento di pressione con grande potenzialità di
rivoluzionare il mondo della sanità pubblica, aumentandone l'efficienza senza
incrementare i costi.
Paradossalmente, il "padre" della risoluzione, l'eurodeputato verde dal Belgio,
Paul Lannoye, ha votato contro. La risoluzione proposta da lui dopo anni di ricerche e
lavoro, era stata privata nel corso delle votazioni di una parte decisiva, cioè della
richiesta di legiferare subito per ottenere il riconoscimento europeo per alcune delle
medicine sulle quali già abbiamo a disposizione studi che confermano la loro efficacia.
Il passaggio della risoluzione era stato fortemente voluto da parte di molti cittadini
utenti delle medicine naturali, sia in Italia che all'estero. Infatti in Italia, un
comitato formato da associazioni di consumatori e professionisti, insieme ad alcune
riviste, si è incaricato di raccogliere le adesioni dei cittadini. Un ingente numero di
firme è stato poi depositato nella segreteria della commissione per la protezione
dell'ambiente, la sanità pubblica e la tutela dei consumatori del parlamento Europeo.
Tutti gli eurodeputati sono stati informati per lettera di questa raccolta firme. In
questo modo, il passaggio della risoluzione è dipesa anche un po' dal pubblico Italiano,
che questa volta ha saputo dare un forte messaggio di sostegno.
Il fatto che il parlamento Europeo si sia espresso favorevolmente sul principio del
pluralismo medico e della libera scelta dei cittadini, è un grande passo in avanti. Gli
effetti si sentiranno - sempre se la commissione Europea darà seguito alle indicazioni
del parlamento - su due piani.
Il primo è quello individuale. I cittadini potranno finalmente scegliere liberamente se
andare da un medico "tradizionale" oppure da un fitoterapeuta, un naturopata,
un'agopuntore, un chiropratico o un'osteopata, per nominarne solo aclcuni. Ci sarà,
insomma, pluralità e scelta nel campo medico, e ci sarà una salutare competizione.
Il secondo piano dove si faranno sentire gli effetti della decisione è quello dei sistemi
sanitari nazionali. Chiaramente, per ottenere una vera parità tra le diverse medicine
sarà necessario riconoscere le prestazioni del mondo della medicina non convenzionale
alla pari con quelle della medicina allopatica purtroppo ancora oggi considerata da molti
l'unica medicina "valida".
In un primo momento, questo potrebbe comportare un'aumento della spesa sanitaria dovuto
all'emergere di una parte della domanda oggi sommersa perché semplicemente non
riconosciuta. Ma a lungo andare, visto la forte enfasi delle metodiche alternative sulla
prevenzione, sull'equilibrio psicofisico della persona e sul raggiungimento di uno stato
di salute ottimale, sicuramente si potranno osservare dei risparmi
"strutturali", cioè meno persone malate, meno ore di lavoro perse, meno degenze
negli ospedali e meno spese per apparecchiature e farmaci costosissimi.
-
La risoluzione chiede che siano sviluppati programmi di ricerca nel settore
delle medicine non convenzionali, nei quali si tenga conto dell'approccio individuale ed
olistico, del ruolo preventivo e delle specificità delle discipline mediche non
convenzionali.
-
Si chiede che in previsione di un eventuale riconoscimento delle medicine non
convenzionali sia effettuato uno studio approfondito per quanto concerne l'innocuità,
l'efficacia, il campo di applicazione e il carattere integrativo ovvero alternativo di
ciascuna medicina non convenzionale.
-
Si chiede che non vengano utilizzati nelle cure alternative organi di specie
animali minacciate che potrebbero così innescare un traffico illegale.
-
Il parlamento invita la commissione Europea a presentare un progetto di
direttiva riguardante gli integratori alimentari. La direttiva dovrebbe garantire la
qualità dei prodotti a protezione del consumatore, senza per questo limitare la libertà
di accesso o di scelta, e dovrebbe portare ad uno smantellamento delle barriere
commerciali tra i vari stati.
Un commento di Josef Hasslberger, vice presidente dell'associazione
italiana dei produttori dei salutistici, è che "anche non essendo i nostri prodotti
medicinali nel senso del farmaco registrato ma veri e propri integratori
dell'alimentazione oppure erbe ad uso salutistico, le proprietà preventive di questi
prodotti potranno dare un valido contributo al contenimento della spesa sanitaria. La
sanità nel nostro paese ancora risente di anni di malgoverno e clientelismo che non hanno
permesso di effettuare la necessaria trasformazione dell'attuale sistema basato
sull'intervento contro i sintomi ad uno che dia la giusta enfasi alla prevenzione. Forse
sarebbe proprio il caso di riattivare in forma modernizzata l'antico sistema cinese che
premiava il medico solo fin quando il paziente stava in buona salute.
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La medicina del domani
"sdogana"
agopuntura e
sanguisughe
- Roma, 7 Nov.
2008
Cadono i
tabù su
sanguisughe e agopuntura: i
rappresentanti della sanità provenienti
da oltre settanta Paesi, riuniti a
Pechino, sono pronti a sdoganare la
medicina tradizionale.
A presiedere l'evento è l'Organizzazione
mondiale della sanità, che si è
proposta di avallare alcuni standard
normativi sulla
medicina popolare di culture come
quelle del Sudafrica e del Giappone.
Stando proprio a dichiarazioni di
funzionari dell'Oms
risulta che "integrare la medicina
tradizionale con quella occidentale
potrebbe rendere entrambe più efficaci".
Secondo alcune
correnti mediche, infatti, l'alterità della
medicina popolare potrebbe rivelarsi una valida
fonte da cui attingere per migliorare le terapie
e per la scoperta di nuove classi di
farmaci. Riprova ne è l'efficacia riconosciuta
dalla letteratura medica ad alcune erbe
utilizzate per determinate patologie. Un
ingrediente proveniente dall'artemisia
usato per secoli nel sud della Cina per
combattere la
malaria, ad esempio, è ritenuto ora la
migliore cura per questa malattia, dopo che
alcune ricerche hanno dimostrato che è in grado
di rimuovere velocemente i parassiti.
(Cac/Dire) – Tratto da: diregiovani.it
Medicina
tradizionale rivalutata dall'OMS
-
PECHINO (Reuters), 7 Nov. 2008
I rappresentanti della sanità provenienti da più
di 70 paesi si sono riuniti oggi a Pechino per
discutere di medicina tradizionale,
dall'agopuntura al trattamento con le
sanguisughe.
Nel corso di questo evento di due giorni,
gestito dall'Organizzazione mondiale della
sanità (Oms), si svolgeranno dei seminari sugli
standard normativi e sulla
medicina
popolare di culture come quelle del
Sudafrica e del
Giappone. L'evento dovrebbe concludersi con
la decisione di tutti gli stati membri di
accogliere la medicina tradizionale nei loro
sistemi sanitari.
I funzionari dell'Oms
hanno detto che
integrare la
medicina
tradizionale con quella
occidentale
potrebbe rendere entrambe più
efficaci.
"L'inserimento della medicina tradizionale
all'interno dei sistemi sanitari nazionali
non solo porterà
benefici ai pazienti, ma assicurerà anche una
maggiore sicurezza e un uso più appropriato di
queste tecniche", ha detto ai
giornalisti Carissa Etienne, assistente del
direttore generale dell'Oms.
I relatori hanno
anche chiesto di fare ricerca sulla medicina
tradizionale, definita da Margaret Chan,
direttore generale dell'Oms, come "una
valida fonte da cui attingere per migliorare le
terapie e per la scoperta di nuove classi di
farmaci".
Alcuni studi hanno riscontrato l'efficacia di
erbe e altre cure.
Un ingrediente proveniente dall'artemisia usato
per secoli nel sud della Cina per combattere la
malaria, è ritenuto ora la migliore cura per
questa malattia, dopo che alcune ricerche hanno
dimostrato che è in grado di rimuovere
velocemente i
parassiti.
La medicina tradizionale viene usata in Cina e
in altri paesi in via di sviluppo, anche se
l'accesso alla sanità di tipo occidentale sta
crescendo.
La terapia con la
sanguisuga
è usata in alcune parti dell'India come
antidolorifico e per curare le malattie della
pelle, e spesso gli ospedali in Cina offrono sia
la medicina occidentale sia cure tradizionali
come l'agopuntura
o gli antidoti alle
erbe.
In
Canada e in
Germania, riferisce l'Oms, più di sette
persone su dieci hanno provato trattamenti di
medicina popolare in alternativa o in aggiunta
alle cure mediche moderne.
Il giro d'affari
della medicina tradizionale in Europa ha
superato i 3 miliardi di euro (3,82 miliardi di
dollari) dal 2003 al 2004, ha riferito Zhang
Xiaorui, coordinatrice del settore medicina
tradizionale all'Oms, mentre per la Cina la
cifra è pari a 8 miliardi di dollari. "Ci
sono molti esempi in cui la medicina
tradizionale si è rivelata una soluzione rapida
ed efficace" ha detto Hans Hogerzeil,
direttore della politica medica e degli standard
all'Oms. "In questi
casi le medicine tradizionali sono poi entrate a
far parte della sanità occidentale, infatti una
volta identificato il principio attivo alla base
di esse si è iniziato a produrle in un modo
standardizzato".
Fonte: reuters.it
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