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Sulla
Chemioterapia si sa già tutto: Essa ha
un'azione deleteria e devastante sull'intero
organismo. La chemioterapia si regge su un
assioma, anzi su un paradosso: "Ciò
che fa venire il cancro, lo guarisce",
guardate a che assurdità si è arrivati.
Nella chemioterapia,
la
ciclofosfamide non è altro che un
iprite
chelata che viene introdotta nell'organismo,
causa sui tessuti delle reazioni di Feulgen
liberando quattro molecole di acido cloridrico.
Quindi come si può pensare di curare il cancro
con l'acido
cloridrico ?
La chemioterapia ? E' più
efficace sulle cellule cerebrali che
quelle tumorali.
I farmaci delle chemioterapia 'distruggono le
cellule cerebrali'.
Le
ricerche suggeriscono che i farmaci utilizzati
per distruggere le cellule cancerogene possono
essere realmente più dannose alle cellule sane
del cervello.
L'ultimo studio (sulla chemioterapia) ha
scoperto che livelli di dosi comunemente
somministrate quando i pazienti sono sottoposti
a trattamento hanno ucciso dal 40% all' 80%
delle cellule cancerogene - ma dal 70% al 100%
delle cellule cerebrali."
Fonte: BBC News.
http://news.bbc.co.uk/2/hi/health/6156961.stm
Le ricerche suggeriscono che i farmaci
utilizzati per distruggere le cellule
cancerogene possono essere realmente più dannose
alle cellule sane del cervello.
Un gruppo di lavoro dell'università di Rochester
a New York ha scoperto che molti tipi di
cellule fondamentali del cervello sono
estremamente vulnerabili ai farmaci.
I ricercatori sostengono che ciò potrebbe essere
di aiuto per spiegare gli effetti collaterali
come attacchi epilettici e perdita di memoria
associati con la chemioterapia - alla quale è
stato congiuntamente affibbiato il nome di
'chemio cerebrale'.
La ricerca, effettuata sui ratti, è stata
pubblicata sul Journal of Biology.
La terapia farmacologica per la cura del cancro
può indurre una vasta gamma di effetti
neurologici collaterali, anche un insorgenza di
demenza.
L'ultimo studio ha scoperto che livelli di dosi
comunemente somministrate quando i
pazienti sono sottoposti a trattamento hanno
ucciso dal 40% all' 80% delle cellule
cancerogene - ma dal 70% al 100% delle cellule
cerebrali.
Molti tipi di cellule cerebrali sane continuano
a morire per almeno sei settimane dopo
l'esposizione al trattamento.
Similar article on USA Today: Study:
Chemotherapy can alter brain by killing cells -
Posted 11/29/2006
By Liz Szabo, USA TODAY
Sperimentazione sui comuni farmaci
Il ricercatore principale Dr Mark Noble ha
affermato: "Questo è il primo studio che pone la chemio cerebrale su un ragionevole fondamento
scientifico, in termini di neurobiologia e
biologia cellulare."
Il gruppo di lavoro di Rochester ha effettuato
dei test con tre farmaci somministrati per
trattare molteplici forme di cancro: carmustina,
cisplatina and citosina arabinoside.
Tutte e tre i farmaci sono risultati tossici per
molti tipi di cellule cerebrali il cui lavoro è
di riparare le altre cellule del cervello, -
anche a concentrazioni molto basse.
Possono anche far morire le cellule
oligodendrocita, che gioca un ruolo
fondamentale nella trasmissione di messaggi
attorno al sistema nervoso.
I ricercatori suggeriscono che un danneggiamento
alle cellule nell' ippocampo, che è responsabile
per la memoria e l'apprendimento, è
probabilmente una causa che può fornire una una
spiegazione ai sintomi della chemio cerebrale.
Il professor John Toy, direttore medico della
ricerca sul cancro in UK, ha detto: "Le dosi
utilizzate nel corso della terapia necessarie
per il trattamento del cancro mentre lasciano le
cellule sane del corpo per quanto possibile
illese costituiscono un buon equilibrio
giudicato da specialisti esperti.
"Lo scopo è di massimizzare i benefici e
minimizzare i danni. Sfortunatamente gli effetti
collaterali possono includere la tossicità per
il cervello.
" Si spera che questa ricerca effettuata sui
ratti possa suggerire nuovi metodologie di
ricerca su come questa tossicità possa essere
superata.
"E' importante ricordare, comunque , che tutti i
trattamenti per la cura del cancro disponibili
al momento sono stati sottoposti ad dettagliati
studi clinici per assicurare che i benefici da
essi derivanti superino gli effetti
indesiderati.
"Nessun paziente deve sospendere il trattamento
a causa di questa ricerca."
I
ricercatori sostengono che può essere possibile
aggiungere degli agenti protettivi ai farmaci
per la chemioterapia.
Suggeriscono anche ulteriore lavoro per definire
con esattezza quale cellule sono maggiormente a
rischio.
Originale articolo in English
Chemo drugs 'destroy brain cells'
Drugs used to destroy cancer cells may actually
be more harmful to healthy cells in the brain,
research suggests.
A team from New York's University of Rochester
found several types of key brain cell were
highly vulnerable to the drugs.
They say it might help explain side effects such
as seizures and memory loss associated with
chemotherapy - collectively dubbed 'chemo
brain'.
The research, on mice, is published in the
Journal of Biology.
Drug therapy for cancer can prompt a wide range
of neurological side effects, even the onset of
dementia.
But they were thought not to be directly linked
to the drug treatment itself.
Instead, some doctors have put them down to the
patient's vulnerable psychological state.
The latest study found that dose levels
typically used when treating patients killed 40%
to 80% of cancer cells - 70% to 100% of brain
cells.
Several types of healthy brain cell continued to
die for at least six weeks after exposure.
Common drugs tested
Lead researcher Dr Mark Noble said: "This is the
first study that puts chemo brain on a sound
scientific footing, in terms of neurobiology and
cellular biology."
The Rochester team carried out tests with three
drugs used to treat a wide range of cancers:
carmustine, cisplatin and cytosine arabinoside.
All three drugs were toxic to several types of
brain cell whose job is to repair other cells in
the brain - even at very low concentrations.
They also killed off oligodenrocyte cells, which
play a key role in the transmission of messages
around the nervous system.
The researchers suggest damage to cells in the
hippocampus, which is responsible for memory and
learning, is most likely to explain chemo brain
symptoms.
Professor John Toy, Cancer Research UK¿s medical
director, said: "The doses of therapy needed to
treat cancer while leaving the body's healthy
cells as unharmed as possible is a fine balance
judged by experienced specialists.
"They aim to maximise benefits and minimise
damage. Unfortunately side-effects can include
toxicity to the brain.
"This research in mice may hopefully suggest new
ways of researching how this toxicity might be
overcome.
"It is important to remember, however, that all
presently available cancer treatments have gone
through extensive clinical trials to ensure that
their benefits outweigh unwanted effects.
"No patient should stop their treatment because
of this research."
The researchers said it might be possible to add
protective agents to chemotherapy drugs.
They also suggest further work to pinpoint which
cells are most at risk.
Tratto da: :
http://news.bbc.co.uk/2/hi/health/6156961.stm
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
La CHEMIO = un
disastro !
Tra una ventina di
effetti collaterali, troviamo: sterilità,
aborti, malformazioni nei figli, danni a cuore,
fegato, reni, sistema nervoso e produzione di
tumori secondari (!!!). “Infatti, non solo essi
sono in grado di innescare la trasformazione di
cellule normali in maligne, ma tendono a ridurre
le difese endogene contro l’insorgenza di
neoplasie”. Lo sanno anche loro che questa è una
pratica assassina. Comunque di questo non avevo
dubbi.
Antraciclinici:
“Stomatite, alopecia e disturbi
gastrointestinali sono comuni ma reversibili. La
cardiomiopatia, un effetto collaterale
caratteristico di questa classe di
chemioterapici, può essere acuta (raramente
grave) o cronica (mortalità nel 50 % dei casi).
Tutti gli antraciclinici sono potenzialmente
mutageni e cancerogeni”.
Procarbazina: “E’ cancerogena, mutagena e
teratogena (malformazioni nei figli N.d.A.) e il
suo impiego è associato a un rischio del 5-10 %
di leucemia acuta, che aumenta per i soggetti
trattati anche con terapia radiante”.
Bene; potrei fermarmi qui e finire questa
relazione; sarebbe più che sufficiente.
Ma poiché non mi basta chiudere la bocca agli
oncologi e ai loro lacchè, ma voglio anche
cucirla con filo d’acciaio, ecco di seguito una
valanga di altri dati.
Faccio un esempio di
come fanno la media delle “guarigioni” e, per
semplificare, prendo in esame solo due tipi di
tumore. Tumore al polmone: 40.000 casi all’anno,
10 % di “guarigioni”; tumore al testicolo: 2.000
casi, 87 % di “guarigioni”. (87+10)/2=48,5
La percentuale media di guarigioni dei due tipi
di cancro sarebbe così il 48,5 %.
E’ indegno che si permetta a queste persone di
dire pubblicamente simili cialtronerie ! En
passant, l’operazione corretta è questa:
(40.000x10/100+2.000x87/100)/(40.000+2.000)x100=13,7
La reale percentuale media è dunque il 13,7 %.
Una bella differenza !
Analizziamo un altro
“dato” trionfalistico. Gli oncologi vanno
dicendo che le possibilità di guarire dal cancro
sono molto più alte oggi, il 39 % (oppure il
famoso 50 %), rispetto al 20 % del 1930.
Ma come mai allora le morti per cancro sono
spaventosamente aumentate negli ultimi 70 anni
(vedi più avanti) ?
Il fatto è che nel 1930 non esistevano tutti i
sofisticati mezzi di diagnosi e le campagne di
sensibilizzazione alla diagnosi precoce;
pertanto il cancro veniva scoperto tardivamente
e così il tempo fra la diagnosi e il decesso era
breve, se non brevissimo. Oggi invece, poiché la
diagnosi avviene in tempi molto più precoci, la
morte arriva più tardi rispetto alla diagnosi
stessa e più sovente oltre i fatidici 5 anni !
Il Prof Luigi Di Bella avverte che "se una
persona viene dimessa dall'ospedale si dice che
è in remissione. Quando ritorna viene curata e
viene dimessa un'altra volta. Se ogni dimissione
viene considerata come un dato positivo, i conti
aumentano.
E siccome non si può morire più di una volta, se
un individuo è stato dimesso 9 volte ed è morto
una volta sola si avrà un 90% di guarigione e il
10% di mortalità. La fortuna dei medici è che si
muore una volta sola”10
Estremamente importante è poi “la vasta indagine
condotta per 23 anni dal Prof. Hardin B.
Jones, fisiologo presso l'Università della
California, e presentata nel 1975 al Congresso
di Cancerologia, presso l'Università di Berkeley.
Oltre a denunciare l'uso di statistiche
falsificate, egli prova che i cancerosi che non
si sottopongono alle tre terapie canoniche (chemio,
radio e chirurgia N.d.A.) sopravvivono più a
lungo o almeno quanto chi riceve queste terapie.
Come dimostra Jones, le malate di cancro al seno
che hanno rifiutato le terapie tradizionali,
mostrano una sopravvivenza media di 12 anni e
mezzo, quattro volte superiore a quella di 3
anni raggiunta da coloro che si sono invece
sottoposte alle cure complete”11.
“Uno studio condotto da quattro ricercatori
inglesi, pubblicato su una delle più autorevoli
riviste mediche del mondo, The Lancet del
13-12-1975, e che riguarda 188 pazienti affetti
da carcinoma inoperabile ai bronchi. La vita
media di quelli trattati con chemioterapia
completa fu di 75 giorni, mentre quelli che non
ricevettero alcun trattamento ebbero una
sopravvivenza media di 220 giorni”12.
Un altro dato fondamentale che indica come le
terapie ufficiali per i tumori siano inefficaci,
sono le statistiche di morte per tumore.
Nonostante le decine di trilioni di lire spesi
per la ricerca e le centinaia di trilioni per i
trattamenti, i dati degli istituti di statistica
di tutti gli stati occidentali mostrano che le
morti per cancro dal 1950 alla fine del secolo
sono continuamente e notevolmente aumentate.
“Riunione del settembre 1994 del President's
Cancer Panel: "Tutto sommato, i resoconti sui
grandi successi contro il cancro, devono essere
messi a confronto con questi dati" aveva detto
Bailar, indicando un semplice grafico che
mostrava un netto e continuo aumento della
mortalità per cancro negli Stati Uniti dal 1950
al 1990. "Torno a concludere, come feci sette
anni fa, che i nostri vent'anni di guerra al
cancro sono stati un fallimento su tutta la
linea."
Chi è questo personaggio che esprime idee così
eretiche, un medico alternativo ?
Un ciarlatano, come è stato definito Di Bella ?
Un guaritore che approfitta dei poveri malati ?
Uno che non conosce le percentuali di guarigione
?
Niente di tutto questo.
Risulta difficile definire ciarlatano o
incompetente, John C. Bailar III, insigne
professore di epidemiologia e biostatistica alla
Mc Gill University, uno dei più famosi esperti
di oncologia degli Stati Uniti e dell'intero
pianeta. Non parlava del resto ad una platea di
sprovveduti; il President's Cancer Panel è nato
in conseguenza del National Cancer Act, un
programma di lotta contro il cancro, firmato dal
presidente americano Richard Nixon il 23
dicembre 1971 e per cui si sono spesi fino al
1994 ben 25 miliardi di dollari. I dati relativi
alla situazione della lotta al cancro vengono
forniti direttamente al Presidente degli Stati
Uniti.
La conclusione principale di Bailar, con cui l'NCI
(National Cancer Institute) concorda, è che la
mortalità per cancro negli Stati Uniti è
aumentata del 7% dal 1975 al 1990.
Come tutte quelle citate da Bailar, questa cifra
è stata corretta per compensare il cambiamento
nelle dimensioni e nella composizione della
popolazione rispetto all'età, cosicché l'aumento
non può essere attribuito al fatto che si muore
meno frequentemente per altre malattie”13.
I dati “grezzi” sono ancora più pesanti. Infine
cito la conclusione a cui sono arrivati
ricercatori del Dipartimento di genetica e di
biologia molecolare dell’Università degli Studi
La Sapienza di Roma attraverso ricerche
sperimentali.
Essi “confermano,
infatti, che alcuni chemioterapici, quali la
citosinarabinoside, il metotrexato, la
vincristina ed il cisplatino4 (sostanze usate
comunemente e quotidianamente nei trattamenti
N.d.A.), in particolari linee tumorali aumentano
la resistenza alla morte cellulare (...)
Questi risultati sono sorprendenti, poiché
dimostrano che i suddetti chemioterapici non
uccidono le cellule tumorali, come invece
generalmente si ritiene, bensì, impedendo l’apoptosi
(= morte della cellula N.d.A.), facilitano la
crescita del tumore” 14.
A questo punto penso di poter veramente chiudere
questa relazione in quanto i due punti
dichiarati nel mio comunicato stampa
1) La chemioterapia non guarisce dal cancro, ma
uccide. 2)
Il suo uso trova fondamento solo negli interessi
economici delle ditte farmaceutiche.
Possono considerarsi dimostrati al di là di ogni
ragionevole dubbio.
By AranciaMeccanica
Associazione per la ricerca sulla chemioterapia.
Il tradimento
della medicina in nome del profitto.
Ciò che voglio dimostrare in questa relazione è
quanto ho dichiarato in un recente comunicato
stampa e che si articola, essenzialmente, in due
punti.
1) La chemioterapia non guarisce dal cancro, ma
uccide.
2) Il suo uso trova fondamento solo negli
interessi economici delle ditte farmaceutiche.
Cenni storici.
Per capire come sia stato possibile un simile
tradimento, come sia possibile sostenere per
così tanto tempo un simile inganno, bisogna
conoscere il contesto economico e politico in
cui esso è nato e si è sviluppato.
“Nei primi decenni del secolo scorso alcuni
avvenimenti hanno segnato il destino della
medicina per almeno un secolo. All'inizio del
ventesimo secolo il gruppo di Rockefeller
controllava già la maggior parte del commercio
di petrolio negli Stati Uniti e in molti altri
paesi.
Sulla base di questi trilioni di dollari di
reddito, questo gruppo di investitori ha trovato
una nuova area di mercato: il corpo umano. Il
profitto o il ritorno su questo investimento
dipendeva dalla brevettabilità delle medicine
farmaceutiche inventate.
I profitti da trilioni di dollari di questa
nuova industria di investimento sono stati usati
per convertire sistematicamente la medicina in
un commercio farmaceutico guidato
dall’investimento. Nel giro di pochi decenni, la
medicina è caduta sotto il controllo di questi
gruppi di interesse attraverso la loro influenza
nelle scuole di medicina, nei media e nell'arena
politica”
vedi i veri
Padroni
della Sanita' nel Mondo +
intervista al Dott. Rath
Nel frattempo la psichiatria (che, non
dimentichiamolo, è una branca della medicina)
stava preparando le teorie della razza e
dell’eugenetica. “Nel 1905, basandosi sulle
teorie espresse da Malthus, Kraepelin e Spencer,
Rüdin (uno dei più autorevoli psichiatri
tedeschi. N.d.A.) fonda la Società per l’Igiene
della Razza, costituita al fine di ottenere la
purezza razziale. Rüdin è il primo promotore
delle teorie di psichiatria genetica.
La follia, ogni aberrazione e la superiorità o
inferiorità razziali, secondo Rüdin sono
determinate dalla trasmissione genetica”;
vedi: Dott. Cestari - L'inganno psichiatrico
Quasi trent’anni più
tardi, Rüdin salutò l’ascesa di Hitler come
l’occasione che la storia dava alla psichiatria
per la realizzazione dei suoi ideali.
“La presenza medica dominante nel programma di
sterilizzazione nazista fu il dottor Ernst Rüdin,
uno psichiatra di fama internazionale... Allievo
in origine del grande psichiatra classico Emil
Kraepelin. Rüdin divenne uno stretto
collaboratore di Alfred Ploetz nella fondazione
della Società Tedesca per l’Igiene Razziale.
Rüdin fu un ricercatore infaticabile e vide come
una sua missione l’applicazione di leggi
mendeliane e di principi di eugenetica alla
psichiatria”; da: R. J. Lifton - I medici
nazisti
Per completare il quadro di quel momento storico
manca ancora un elemento: i soldi.
E’ ormai storia che i finanziatori dell’ascesa
al potere di Hitler sono stati i gruppi
petrolchimici-farmaceutici.
E precisamente: il gruppo Rockefeller in
America, Rothschild in Inghilterra e I. G.
Farben in Germania.
Per quanto riguarda quest’ultimo, il tribunale
di guerra di Norimberga nel 1946/47 ha stabilito
che la seconda guerra mondiale non sarebbe stata
possibile senza di esso. Come conseguenza,
I.G.Farben è stato tagliato in Bayer, Basf e
Hoechst ed alcuni dei relativi responsabili sono
stati dichiarati colpevoli di guerra contro il
diritto internazionale, omicidio di massa,
sfruttamento e saccheggio internazionali della
proprietà privata e pubblica in paesi stranieri
e di altri crimini contro l'umanità;
vedi Josef Borkin - Il crimine e la punizione di
I.G.Farben.
Per quanto riguarda quest'ultimo,
il tribunale di guerra di Norimberga nel 1946/47
ha stabilito che la seconda guerra mondiale non
sarebbe stata possibile senza di esso.
Hitler muore, ma i responsabili dei
gruppi petrolchimici-farmaceutici americano e
inglese continuano ad espandere il loro potere
indisturbati.
Attualmente il gruppo Rockefeller controlla più
di 200 ditte farmaceutiche, è dietro ad alcune
delle più grandi e influenti istituzioni
finanziarie del mondo, compresa la Chase
Manhattan Bank. Possiede la Exxon ed altre
aziende petrolchimiche multinazionali.
Inoltre controlla molti media, compreso Time
Warner, CNN ed una enorme rete di giornali,
radio e TV.
Il reddito di questo gruppo sorpassa da solo il
prodotto nazionale lordo della maggior parte
delle nazioni del pianeta.
Nel 1972 il gruppo Rockefeller fonda la
Commissione Trilaterale per tutelare i suoi
interessi finanziari in tutto il mondo. Ad essa
appartengono personaggi dell’alta finanza di
USA, Europa e Giappone.
L'obiettivo della Commissione Trilaterale è di
generare un ”Nuovo Ordine Mondiale”; il che
essenzialmente significa sottomettere il pianeta
agli interessi del cartello petrolchimico-
farmaceutico-finanziario.
Non hanno fatto mai alcun segreto sulle loro
idee, tanto è vero che hanno anche pubblicato un
sito:
www.trilateral.org anche se le sue riunioni
avvengono poi sempre a “porte chiuse”...
Il 50 % dell’amministrazione Bush è formato da
alti funzionari di ditte farmaceutiche.
Donald Rumsfeld, l'attuale ministro della guerra
è stato il direttore generale di parecchie
multinazionali farmaceutiche.
Su questo intreccio di
politica, finanza, guerre e ideologie
soppressive mondialiste si sviluppa e prospera
l’industria farmaceutica.
“Uno dei problemi primari affrontato da questa
industria era la concorrenza dei prodotti
naturali per la salute.
Era chiaro al mondo scientifico che senza queste
molecole (vitamine N.d.A.), essenziali al
metabolismo cellulare, le cellule non avrebbero
funzionato correttamente e ciò sarebbe stato
l'origine della malattia.
Gli strateghi degli investimenti farmaceutici lo
hanno capito ed hanno intrapreso una campagna
globale per ostacolare che queste informazioni
salva-vita diventassero ampiamente disponibili
alle persone del mondo intero. Ma far tacere
queste informazioni era soltanto il primo punto.
Ulteriori punti strategici per sviluppare il
fraudolento schema commerciale farmaceutico
hanno incluso il discredito delle informazioni
sanitarie su queste terapie naturali non
brevettabili e infine la messa fuori legge di
ogni asserzione sui sistemi naturali curativi e
preventivi.
Tutte queste misure hanno avuto soltanto uno
scopo: proteggere l'industria farmaceutica di
investimento basata sulle medicine brevettabili,
che riguardano soltanto i sintomi, dalle terapie
naturali non brevettabili che sono essenziali
per ottenere la salute cellulare.
Nel forte contrasto, i fatti scientifici circa
le molecole naturali essenziali per le funzioni
cellulari di base e descritte nei manuali di
biologia, sono materia di vita o di morte per
questo intero commercio di investimento.
Se le malattie potessero essere evitate
ottimizzando la salute cellulare con le molecole
non brevettabili naturali, ciò minaccerebbe la
base stessa dell’intero affare farmaceutico di
investimento sulle malattie.
Una malattia che è evitata o sradicata sarà
semplicemente un mercato in meno.
Di particolare importanza è riflettere
sull'influenza dell'industria farmaceutica sulla
professione medica. Attraverso la fondazione di
facoltà di medicina private negli Stati Uniti,
comprese le cosiddette università della “Ivy
League” come Harvard, Yale, la clinica Mayo ed
altre, l’industria farmaceutica di investimento
ha semplicemente comprato l'opinione medica in
tutto il mondo.
Sempre di più, l'insegnamento delle terapie
mediche si è concentrato sulle medicine chimiche
ed, allo stesso tempo, i trattamenti sanitari
naturali sono stati banditi efficacemente come
”antiquati”.
Ogni medico che si è laureato nelle ultime
decadi ha imparato appena che il primo premio
Nobel per il ruolo di vitamina C nel metabolismo
cellulare è stato assegnato nel 1937.
Quindi, durante più della metà di un secolo,
generazioni di milioni di medici finirono
l’università senza alcuna conoscenza circa il
ruolo di salva-vita e di beneficio per la salute
delle vitamine, dei minerali e degli
oligoelementi”;
vedi:
Intervista
Dr. Rath
Delineato brevemente il quadro
storico, vediamo ora, all'atto pratico, i frutti
che la medicina moderna ha generato. Date le
premesse, non possono essere che frutti
velenosi. Limitiamoci ad analizzare quello che
costituisce l'argomento di questa relazione: la
chemioterapia.
Dati scientifici
Come è nata questa strana pratica di
somministrare terribili sostanze ai pazienti per
tentare di guarirli ?
Essa “si basa sul fatto che le cellule cancerose
sono più deboli di quelle sane, pertanto, sotto
l'azione di veleni o di radiazioni ionizzanti,
sono le prime a morire.
Questa constatazione porta però a una delle
pratiche più insensate della storia della
medicina: avvelenare ed irradiare il paziente
per guarirlo! Anche la persona meno informata,
riesce a comprendere che guarigione significa
miglioramento della salute.
Nessuna persona sana di mente penserebbe che
l'inquinamento, gli esperimenti atomici o
l'incidente di Chernobyl siano i provvidenziali
vantaggi dei nostri tempi per mantenerci sani”
Tutte queste
discussioni fatte in televisione in questi (e
altri) giorni su chemio o medicine alternative
hanno un solo scopo: confondere le idee e
annebbiare le menti della gente. In verità la
questione è di una semplicità lapalissiana e
disarmante.
Vogliamo sapere se la chemio è una terapia
valida o no ? E' molto facile saperlo; basta
fare quello che si fa con qualsiasi altra cosa
di qualsiasi genere per sapere se funziona o no:
si osservano i RISULTATI.
Su di essa esistono
studi, statistiche, dati ufficiali accurati. E'
vero che gli oncologi, con la complicità dei
media, creano su di essi una cortina fumogena,
ma non è per niente difficile averli: basta
chiederli.
Io li ho trovati e
ve li posso comunicare. Ripeto: questi non sono
i miei dati, sono i dati ufficiali
dell'oncologia ufficiale.
Prima di tutto bisogna sapere cosa si intende in
oncologia per paziente guarito di cancro.
Guarito è colui che sopravvive almeno cinque
anni dal giorno della diagnosi, anche se muore
cinque anni e un giorno dopo, anche se alla fine
del quinto anno ha un cancro grande come una
zucca che gli sta straziando il corpo. Credo che
poche persone conoscano questo dato.
Non crediate tuttavia che venga tenuto segreto;
ma, per darvi un'idea, in tanti anni io per
televisione l'ho sentito dire solo un paio di
volte e di sfuggita.
Confrontate ciò con le migliaia di ore di
chiacchiere trionfalistiche di Tirelli and
company. Ricordatevi poi che cambiare il
significato alle parole è un mezzo per
confondere e dominare. Questo dato pertanto è
fondamentale, è la chiave per capire veramente
tutti i discorsi che fanno gli oncologi quando
parlano di "guarigione".
Premesso ciò: ogni 100 persone che si ammalano
di cancro, 61 muoiono entro 5 anni dalla
diagnosi.
Le statistiche di sopravvivenza a 10 anni sono
più difficili da trovare.
Sono così sconsolanti che gli oncologi si
vergognano veramente a farle vedere. Sembra
comunque che siano attorno al 10-15%.
Provate un po' ad immaginare un impresario edile
che costruisce case il cui 61% crolla entro
cinque anni dalla costruzione. Prima di tutto
nessuno comprerebbe più da lui e poi verrebbe
messo in galera; a meno che qualcuno non lo
appenda prima al più vicino lampione... Invece
gli oncologi vengono strapagati, onorati,
vezzeggiati, ascoltati per ore e ore in
noiosissime trasmissioni televisive. I più
famosi oncologi italiani riescono a farsi pagare
200 euro o più, per visite di 10-15 minuti !
Incomprensibile...
Il fatto è che
costoro fanno leva sulla paura, sul dolore e
sull'ignoranza di questi dati da parte dei
malati e dei loro famigliari. Come la paura e
l'ignoranza vengono poi alimentate
sistematicamente con ogni mezzo, potete
facilmente constatarlo voi stessi.
Bene; potrei fermarmi qui e finire questa
relazione; sarebbe più che sufficiente. Ma
poiché non mi basta chiudere la bocca agli
oncologi e ai loro lacche', ma voglio anche
cucirla con filo d'acciaio.
Qualche anno fa, dopo che era scoppiato il caso
Di Bella, gli oncologi cominciarono a dichiarare
pomposamente su televisione e giornali che "ora
abbiamo il 50% di guarigioni", ovviamente sempre
evitando di dire che guarigione significa
sopravvivenza a cinque anni. Eppure le
statistiche ufficiali davano sempre un 39%.
Cosa era successo ? Un'improvvisa e geniale
scoperta ? Nooo !
Per guadagnare quell'11% in più, hanno fatto la
media delle "guarigioni" dei vari tipi di tumore
con una manipolazione matematica per la quale
verrebbero bocciati con disonore all'esame di
licenza media inferiore.
Faccio un esempio di come fanno la media delle
"guarigioni" e, per semplificare, prendo in
esame solo due tipi di tumore. Tumore al
polmone: 40.000 casi all'anno, 10% di
"guarigioni"; tumore al testicolo: 2.000 casi,
87% di "guarigioni". (87+10)/2=48,5 La
percentuale media di guarigioni dei due tipi di
cancro sarebbe così il 48,5%.
E' indegno che si permetta a queste persone di
dire pubblicamente simili cialtronerie ! En
passant, l'operazione corretta è questa:
(40.000x10/100+2.000x87/100)/(40.000+2.000)x100=13,7
La reale percentuale media è dunque il 13,7%.
Una bella differenza !
Analizziamo un altro
"dato" trionfalistico
Gli oncologi vanno dicendo che le possibilità di
guarire dal cancro sono molto più alte oggi, il
39% (oppure il famoso 50%), rispetto al 20% del
1930. Ma come mai allora le morti per cancro
sono spaventosamente aumentate negli ultimi 70
anni (vedi più avanti) ?
Il fatto è che nel 1930 non esistevano tutti i
sofisticati mezzi di diagnosi e le campagne di
sensibilizzazione alla diagnosi precoce;
pertanto il cancro veniva scoperto tardivamente
e così il tempo fra la diagnosi e il decesso era
breve, se non brevissimo. Oggi invece, poiché la
diagnosi avviene in tempi molto più precoci, la
morte arriva più tardi rispetto alla diagnosi
stessa e più sovente oltre i fatidici 5 anni!
Il Prof Luigi Di Bella avverte che "se una
persona viene dimessa dall'ospedale si dice che
è in remissione. Quando ritorna viene curata e
viene dimessa un'altra volta. Se ogni dimissione
viene considerata come un dato positivo, i conti
aumentano. E siccome non si può morire più di
una volta, se un individuo è stato dimesso 9
volte ed è morto una volta sola si avrà un 90%
di guarigione e il 10% di mortalità. La fortuna
dei medici è che si muore una volta sola" (Di
Bella - La sua cura contro il cancro" in
abbinamento con Il Resto del Carlino, Il Giorno,
La Nazione).
Estremamente importante è poi "la vasta indagine
condotta per 23 anni dal Prof. Hardin B. Jones,
fisiologo presso l'Università della California,
e presentata nel 1975 al Congresso di
Cancerologia, presso l'Università di Barkeley.
Oltre a denunciare l'uso di statistiche
falsificate, egli prova che i cancerosi che non
si sottopongono alle tre terapie canoniche (chemio,
radio e chirurgia) sopravvivono più a lungo o
almeno quanto chi riceve queste terapie. Come
dimostra Jones, le malate di cancro al seno che
hanno rifiutato le terapie tradizionali,
mostrano una sopravvivenza media di 12 anni e
mezzo, quattro volte superiore a quella di 3
anni raggiunta da coloro che si sono invece
sottoposte alle cure complete".
"Uno studio condotto da quattro ricercatori
inglesi, pubblicato su una delle più autorevoli
riviste mediche del mondo, The Lancet del
13-12-1975, e che riguarda 188 pazienti affetti
da carcinoma inoperabile ai bronchi. La vita
media di quelli trattati con chemioterapia
completa fu di 75 giorni, mentre quelli che non
ricevettero alcun trattamento ebbero una
sopravvivenza media di 220 giorni" .
Un altro dato fondamentale che indica come le
terapie ufficiali per i tumori siano inefficaci,
sono le statistiche di morte per tumore.
Nonostante le decine di trilioni di lire spesi
per la ricerca e le centinaia di trilioni per i
trattamenti, i dati degli istituti di statistica
di tutti gli stati occidentali mostrano che le
morti per cancro dal 1950 alla fine del secolo
sono continuamente e notevolmente aumentate.
"Riunione del settembre 1994 del President's
Cancer Panel: "Tutto sommato, i resoconti sui
grandi successi contro il cancro, devono essere
messi a confronto con questi dati" aveva detto
Bailar, indicando un semplice grafico che
mostrava un netto e continuo aumento della
mortalità per cancro negli Stati Uniti dal 1950
al 1990. "Torno a concludere, come feci sette
anni fa, che i nostri vent'anni di guerra al
cancro sono stati un fallimento su tutta la
linea".
Chi è questo personaggio che esprime idee così
eretiche, un medico alternativo ? Un ciarlatano,
come è stato definito Di Bella? Un guaritore che
approfitta dei poveri malati ? Uno che non
conosce le percentuali di guarigione ?
Niente di tutto questo.
Risulta difficile definire ciarlatano o
incompetente, John C. Bailar III, insigne
professore di epidemiologia e biostatistica alla
Mc Gill University, uno dei più famosi esperti
di oncologia degli Stati Uniti e dell'intero
pianeta. Non parlava del resto ad una platea di
sprovveduti; il President's Cancer Panel è nato
in conseguenza del National Cancer Act, un
programma di lotta contro il cancro, firmato dal
presidente americano Richard Nixon il 23
dicembre 1971 e per cui si sono spesi fino al
1994 ben 25 miliardi di dollari. I dati relativi
alla situazione della lotta al cancro vengono
forniti direttamente al Presidente degli Stati
Uniti.
La conclusione principale di Bailar, con cui l'NCI
(National Cancer Institute) concorda, è che la
mortalità per cancro negli Stati Uniti è
aumentata del 7% dal 1975 al 1990. Come tutte
quelle citate da Bailar, questa cifra è stata
corretta per compensare il cambiamento nelle
dimensioni e nella composizione della
popolazione rispetto all'età, cosicché l'aumento
non può essere attribuito al fatto che si muore
meno frequentemente per altre malattie" (
Alberto R. Mondini - idem).
I dati "grezzi" sono ancora più pesanti
Infine cito la conclusione a cui sono arrivati i
ricercatori del Dipartimento di genetica e di
biologia molecolare dell'Università degli Studi
La Sapienza di Roma attraverso ricerche
sperimentali.
Essi "confermano, infatti, che alcuni
chemioterapici, quali la citosinarabinoside, il
metotrexato, la vincristina ed il cisplatino4
(sostanze usate comunemente e quotidianamente
nei trattamenti), in particolari linee tumorali
aumentano la resistenza alla morte cellulare
(...) Questi risultati sono sorprendenti, poiché
dimostrano che i suddetti chemioterapici non
uccidono le cellule tumorali, come invece
generalmente si ritiene, bensì, impedendo l'apoptosi
(= morte della cellula), facilitano la crescita
del tumore"
da:Prof. Renato De Magistris e Dott.ssa Anna
Giordano - Nuove prospettive nella prevenzione e
nel trattamento delle neoplasie .
A questo punto penso di poter veramente chiudere
questa relazione in quanto i due punti
dichiarati nel mio comunicato stampa....
1) La chemioterapia non guarisce dal cancro, ma
uccide.
2) Il suo uso trova fondamento solo negli
interessi economici delle
ditte farmaceutiche.
.....possono considerarsi dimostrati al di là di
ogni ragionevole dubbio.
Ovviamente ho dovuto tralasciare molti altri
dati estremamente interessanti, per rimanere
nelle dimensioni previste per una mezz'ora di
relazione; suggerisco perciò, a chi volesse
approfondire certi argomenti, i seguenti libri o
articoli che possono essere scaricati
gratuitamente dal sito
www.aerrepici.org
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La chemioterapia è inefficace
contro i tumori mentre è
devastante
per l’organismo umano.
Viene effettuata per distruggere le cellule che
si pensa si riproducano all’infinito per dei
danni ai geni. La teoria della causalità
genetica del cancro è però un bluff e un
inganno.
Non c’è nessuna cellula che impazzisce e non c’è
alcuna aumentata riproduzione cellulare.
“Un tumore è costituito da popolazioni diverse
dal punto di vista cinetico. Le cellule
proliferanti sono spesso una minoranza…
Nei
tumori solidi, invece, il ritmo esponenziale di
crescita si verifica solo nella fase iniziale
della vita del tumore” (Bonadonna G., Robustelli
G., “Medicina Oncologica” Ed. Masson, Milano
1999, pagina 72).
Di conseguenza la chemioterapia è inutile e
dannosa, anzi, favorisce la crescita tumorale.
Per mascherare il fatto che non serve
assolutamente a niente, viene ufficialmente
sostenuta e motivata da argomentazioni false.
Nonostante i trucchi statistici e le
mistificazioni, il tasso di sopravvivenza dei
tumori “veri”, cioè non soggetti a valutazioni
di dubbia origine, rimane comunque estremamente
basso.
Se si considera che nelle terapie ufficiali dei
tumori l’occasionale guarigione (guarda caso,
questa avviene solo nelle prime fasi, dove in
genere è molto alto il dubbio sulla malignità)
può essere attribuita quasi esclusivamente ad un
intervento chirurgico, si capisce come la
chemioterapia sia completamente inutile ed
inefficace.
Dunque, non c’è nessun motivo di continuare a
somministrarla ai malati, producendo in essi
danni e sofferenze inenarrabili con
abbreviazione della loro vita.
È ora di smetterla quindi con le frottole della
genetica, con le statistiche inventate, con
l’eccidio dei protocolli chemioterapici e con le
menzogne delle istituzioni e dei media pilotati
dalle multinazionali della morte.
Tratto da:
http://chemioverita.blogspot.com/
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Today's
healthnews from Reuters Health Information
Unexpectedly high mortality rate associated with chemotherapy regimen
more news...
Last Updated: 2001-05-17 10:00:14 EDT (Reuters Health)
WESTPORT, CT (Reuters Health) - Researchers have detected a higher than
expected fatality rate associated with an irinotecan, fluorouracil and
leucovorin regimen that is approved by the US Food and Drug
Administration for colorectal cancer.
This finding, which will be published in a letter to the editor in the
June 21st issue of The New England Journal of Medicine, was released
early due to the "potential importance with regard to the treatment
of patients with colorectal cancer."
Dr. Daniel J. Sargent, of the Mayo Clinic, in Rochester, Minnesota, and
colleagues conducted two clinical trials in which one arm of each
included this regimen. Dosages were "125 mg of irinotecan/m² of
body-surface area, 20 mg of leucovorin/m², and 500 mg of fluorouracil/m²
once weekly for 4 of every 6 weeks."
Within 60 days after the initiation of treatment, the mortality rate in
one trial, which contained patients with metastatic colon cancer, was
4.8% in those receiving this treatment versus 1.8% for the other
treatment arm. In the other trial, which enrolled patients with resected
stage III colon
cancer, the rates were 2.2% and 0.8%, respectively.
The side effects in the latter trial "appeared to be more related
to blood clot abnormalities: pulmonary emboli, deep vein thromboses,
strokes, heart attacks," Dr. Michael J. O'Connell, also of the Mayo
Clinic, told Reuters Health.
"One interesting possibility is that these patients had just
undergone major abdominal surgery with general anesthesia within the 4
weeks prior to beginning the treatment," he continued. "Perhaps
the postoperative setting predisposed those patients to these thrombotic
events."
As a result of these findings, Dr. O'Connell said, in their clinical
practice and in the extension protocol they have planned, they have
decreased the dose of irinotecan and fluorouracil.
The P values for the differences in both trials were 0.06. Dr. Sargent
told Reuters Health: "In the interest of patient safety, I would
not hold this to a statistical standard. We have two studies that both
show a strong trend toward increased death rates. It's the consistency
of the two studies that,
when taken together, makes this a clinically significant finding."
The researchers still believe that combination therapy with irinotecan,
fluorouracil and leucovorin should be an option for patients with
advanced colorectal cancer, but that patients should be vigilantly
monitored. They add that "an alternative is the FDA-approved
infusional schedule reported by Douillard et al. and described in the
irinotecan package insert."
The letter can be accessed at
http://www.nejm.org
IMPORTANTE:
Come Portale segnaliamo vari personaggi che hanno avuto
contrasti con le autorita' mediche, e per
essere precisi, affermiamo che
NON condividiamo in toto
le loro terapie (quelle
monoterapeutiche), in
quanto per noi, seguaci della
Medicina Naturale
la
malattia
(cancro compreso) e'
MULTIFATTORIALE, quindi
NESSUN prodotto puo', da solo, guarire dalla
malattia della quale si e' malati !
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AMMAZZATO dalle cure per il Cancro .....ma
non si deve dire...!
Potete fidarvi della
chemioterapia per curare il cancro ?
L'ex addetto stampa della Casa Bianca, Tony Snow,
è morto nel luglio 2008 all'età di 53 anni a
seguito di una serie di trattamenti di
chemioterapia per il cancro al colon. Nel 2005
Snow, dopo una diagnosi di cancro, aveva subito
l'asportazione del colon ed era stato sottoposto
a sei mesi di chemioterapia. Due anni dopo
(2007), Snow fu sottoposto ad operazione
chirurgica per rimuovere una crescita cancerosa
nella zona addominale, in prossimità del punto
in cui il cancro si era manifestato in origine.
"Si tratta di una patologia del tutto curabile",
gli aveva detto il dott. Allyson Ocean, oncologo
gastrointestinale del Weill Cornell Medical
College. "Molti pazienti, grazie alle nostre
terapie, riescono a lavorare e a vivere una vita
qualitativamente normale dopo essere stati
curati. Chiunque veda questa situazione come una
condanna a morte, si sbaglia". Ma naturalmente
oggi sappiamo che era il Dott. Ocean ad
essere mortalmente in errore.
I titoli dei giornali hanno proclamato che Snow
è morto di cancro al colon, pur sapendo che egli
non aveva più il colon. A quanto pare, il cancro
maligno era "tornato" (da dove ?) e si era
"esteso" al fegato e ad altre parti del corpo.
La verità è che la chirurgia al colon aveva
gravemente pregiudicato le normali funzioni di
eliminazione delle scorie, sovraccaricando il
fegato e i tessuti di materiali tossici. La
precedente serie di trattamenti
chemioterapici
aveva infiammato
e danneggiato in modo irreversibile una
gran quantità di cellule del suo corpo, oltre a
distruggere il suo sistema immunitario.
Una ricetta perfetta
per creare nuove forme di cancro.
Ormai incapace di far fronte alle cause del
cancro originario (in aggiunta a quelli creati
in seguito), il corpo di Snow sviluppò nuove
forme di cancro al fegato e ad altre parti del
corpo.
I media, ovviamente, insistono nell'affermare
che Snow è morto di cancro al colon, perpetuando
così il mito per cui sarebbe solo il cancro, e
non la cura, ad ammazzare le persone. Pare che
nessuno osi sollevare l'importante obiezione che
per un ammalato di cancro la guarigione diventa
estremamente difficile se si viene sottoposti al
sistematico avvelenamento della chemioterapia e
a radiazioni letali. Se venite morsi da un
serpente velenoso e non prendete un antidoto,
non è forse probabile che il vostro corpo venga
sopraffatto dal veleno e non riesca più a
funzionare ?
Prima che Tony Snow iniziasse i trattamenti di
chemioterapia per il secondo cancro al colon,
egli appariva ancora forte e in salute. Ma dopo
poche settimane di trattamento iniziò a perdere
la voce, il suo aspetto divenne fragile, il
colorito diventò grigio e perse tutti i capelli.
Era stato il cancro a fargli questo ? Certamente
no. Il cancro non produce nessuno di questi
effetti, è l'avvelenamento chimico a produrli.
Egli sembrava ora più malato di una persona
morsa da un serpente velenoso.
I media mainstream parlano mai delle
schiaccianti prove scientifiche che dimostrano
che la chemioterapia produce zero benefici nei
cinque anni medi di sopravvivenza dei pazienti
malati di cancro al colon ? O di quanti oncologi
lottino per i propri pazienti e li difendano
contro un trattamento chemioterapico che - loro
lo sanno bene - li farebbe morire più in fretta
che se non ricevessero nessuna cura ?
Vi fidereste a mettere la vostra vita nelle loro
mani sapendo che la maggior parte di loro non
prenderebbe neppure in considerazione la
chemioterapia se il cancro fosse diagnosticato a
loro ?
Cosa sanno, loro, che voi non sapete ? La
notizia si sta diffondendo rapidamente negli
Stati Uniti: i decessi provocati dai medici
hanno ormai superato i 750.000 all'anno.
Probabilmente molti dottori non hanno più
fiducia in ciò che fanno, e per ottime
ragioni.
"Molti malati di cancro in questo paese
muoiono di chemioterapia... La chemioterapia non
elimina il cancro al seno, al colon o ai
polmoni. Questo fatto è documentato da oltre un
decennio. Nonostante ciò i dottori ricorrono
ancora alla chemioterapia contro questi
tumori... Le donne ammalate di cancro al seno
moriranno probabilmente più in fretta con la
chemioterapia che senza". (Alan Levin,
Dottore in Medicina).
Un'indagine del Dipartimento di Oncologia
Radiologica del Northern Sydney Cancer Centre,
in Australia, sul contributo della chemioterapia
ai 5 anni di sopravvivenza di 22 adulti affetti
da tumori maligni, ha mostrato risultati
stupefacenti: il contributo complessivo della
chemioterapia citotossica ai 5 anni di
sopravvivenza di questi adulti è stata stimata
in percentuale del
2,3 % in Australia e del 2,1 % negli USA.
[Royal North Shore Hospital
Clin Oncol (R Coll Radiol) 2005 Jun;17(4):294.]
La ricerca è fondata su dati del 1998 del
Cancer Registry australiano e dello
statunitense Surveillance Epidemiology and
End Results. L'attuale tasso medio di
sopravvivenza al cancro degli adulti, della
durata di 5 anni, è riscontrato in oltre il 60%
dei casi in Australia e in misura non inferiore
negli USA. A paragone, il contributo della
chemioterapia alla sopravvivenza (un mero 2,3 %)
non è sufficiente a giustificare le enormi spese
che essa richiede e le terribili sofferenze a
cui i pazienti vanno incontro a causa dei gravi
e tossici effetti collaterali risultanti da
questo tipo di trattamento.
Con una miserevole percentuale di successo del
2,3 %, vendere la chemioterapia come trattamento
medico (anziché come una truffa) è una delle più
gravi azioni fraudolente che si possano
commettere. Una normale chemioterapia fa
guadagnare all'establishment medico una cifra
sbalorditiva, che va dai 300.000 al milione di
dollari all'anno; fino ad oggi ha fruttato a
coloro che promuovono questa pseudo-cura (che in
realtà è veleno) oltre 1 trilione di dollari.
Non c'è da stupirsi che l'establishment medico
cerchi di tenere in vita questa
truffa il più a
lungo possibile.
Nel 1990 il noto epidemiologo tedesco Ulrich
Abel, della Clinica dei Tumori
dell'Università di Heidelberg, condusse la
ricerca più completa mai eseguita sui farmaci
chemioterapici. Abel contattò 350 centri medici,
chiedendo che gli inviassero tutto ciò che
avevano pubblicato sulla chemioterapia nel corso
degli anni. Egli esaminò ed analizzò migliaia di
articoli scientifici pubblicati sulle
riviste mediche
più prestigiose. Ad Abel occorsero diversi anni
per raccogliere e valutare i dati.
Il suo studio epidemiologico, che fu pubblicato
il 10 agosto 1991 su The Lancet, avrebbe dovuto
mettere in allarme tutti i dottori e gli
ammalati di cancro sui rischi di una delle
terapie più comuni utilizzate contro il cancro e
altre malattie. Nel suo saggio, Abel giungeva
alla conclusione che il tasso complessivo di
successo della chemioterapia "lasciava
allibiti".
Secondo la sua ricerca, non esisteva alcuna
prova scientifica reperibile in nessuno degli
studi esistenti che dimostrasse che la
chemioterapia "fosse in grado di estendere
in misura apprezzabile la vita dei pazienti
affetti dalle forme più comuni di cancro".
Abel sottolinea che raramente la chemioterapia
migliora la qualità della vita. Descrive la
chemioterapia come una "devastazione
scientifica" e dichiara che
nonostante l'inesistenza di prove scientifiche
della sua efficacia, né i dottori né i pazienti
vogliono abbandonarla. I principali media non
hanno mai parlato di questo studio di immensa
importanza, il che non è sorprendente visti gli
enormi interessi nel settore dei gruppi che
sponsorizzano i media, cioè delle
compagnie
farmaceutiche.
Una recente ricerca ha trovato zero recensioni
del lavoro di Abel sulle riviste americane,
benché esso sia stato pubblicato nel 1990. Credo
che ciò non dipenda dal fatto che il suo lavoro
sia poco importante, ma dal fatto che è
irrefutabile.
La verità su questo problema sarebbe troppo
costosa per le compagnie farmaceutiche ed è
divenuta perciò inaccettabile. Se i mass media
riferissero la verità, e cioè che i farmaci,
inclusi quelli chemioterapici, vengono
utilizzati per compiere un autentico genocidio
negli Stati Uniti e nel mondo, i loro principali
finanziatori (le compagnie farmaceutiche)
sarebbero costretti a ritirare la loro
pubblicità ingannevole dalle TV, dalle radio,
dalle riviste e dai giornali. Ma nessuno di
questi gruppi ha voglia di fare bancarotta.
Molti medici si spingono fino al punto di
prescrivere farmaci chemioterapici a pazienti
con tumori maligni troppo avanzati per un
intervento chirurgico, ben sapendo che non ne
risulterà alcun beneficio. Eppure essi
definiscono la chemioterapia un trattamento
efficace contro il cancro, e i loro
inconsapevoli pazienti credono che "efficace"
sia sinonimo di "curativo". In realtà i medici
si riferiscono alla definizione di farmaco
"efficace" data dalla FDA, cioè un farmaco che
nell'arco di 28 giorni sia in grado di produrre
una riduzione del 50% o più della massa
tumorale. Ma dimenticano di dire ai loro
pazienti che non esiste alcuna correlazione tra
il ridurre un tumore in 28 giorni e il curare il
cancro o l'allungare la vita. In altre parole,
si può vivere con un tumore non curato
altrettanto a lungo di quanto si potrebbe farlo
con un tumore ridotto o eliminato dalla
chemioterapia (o dalle radiazioni).
La chemioterapia non ha mai dimostrato di avere
effetti curativi contro il cancro. Per contro,
il corpo è in grado di curarsi da solo, ed è
proprio quello che fa sviluppando il cancro. Il
cancro è più un meccanismo di guarigione che una
malattia. La "malattia" è il tentativo del corpo
di curarsi da uno squilibrio sopravvenuto. E in
alcuni casi questo meccanismo di guarigione
continua a funzionare anche dopo che una persona
è stata sottoposta a chemioterapia (e/o
radiazioni).
Sfortunatamente, come è stato dimostrato dalle
ricerche summenzionate, le possibilità di una
completa guarigione si riducono enormemente
quando i pazienti vengono trattati con farmaci
chemioterapici.
Gli effetti collaterali
dei trattamenti sono spesso orribili e fonte di
grande sofferenza per i pazienti e
per i loro cari, il tutto in nome del
trattamento medico affidabile. Benché la cura
farmacologica sia somministrata con la promessa
di migliorare la qualità della vita dei
pazienti, il buon senso ci dice che una medicina
che li fa vomitare e perdere i capelli,
distruggendo allo stesso tempo il loro sistema
immunitario, fa in realtà l'esatto contrario. La
chemioterapia può produrre nei pazienti
ulcerazioni alla bocca che mettono a rischio la
loro vita.
Aggredisce il
sistema immunitario,
distruggendone miliardi di cellule (globuli
bianchi).
I suoi mortali veleni producono
infiammazioni
in ogni parte del corpo. I farmaci possono
produrre ulcerazioni in tutto l'apparato
intestinale. L'effetto collaterale più comune
sperimentato dai pazienti in chemioterapia è la
completa mancanza di energie.
I nuovi farmaci
addizionali che vengono somministrati oggi a
molti pazienti possono impedire la percezione di
alcuni effetti collaterali, ma non riducono
affatto gli effetti spaventosamente distruttivi
e soppressivi della chemioterapia in sé.
Ricordate che il motivo per cui la chemioterapia
riesce a ridurre la massa di alcuni tumori sta
nell'immensa distruzione che provoca nel corpo.
Se siete ammalati di cancro, forse penserete che
il sentirsi stanchi sia un effetto della
malattia.
In realtà raramente è così. Il sentirsi
insolitamente stanchi è più spesso dovuto
all'anemia, che è un comune effetto collaterale
di molti farmaci chemioterapici. Tali farmaci
possono ridurre drammaticamente i vostri globuli
rossi, e ciò riduce la disponibilità di ossigeno
a 60-100 trilioni di cellule del vostro corpo.
Potete sentire letteralmente l'energia che viene
risucchiata da ogni vostra cellula, una specie
di morte fisica senza morte. L'affaticamento da
chemio ha un impatto negativo sulle attività
quotidiane dei pazienti nell'89% dei casi. Senza
energia non può esservi gioia né speranza e
tutte le funzioni corporee ne risentono.
Un effetto collaterale a lungo termine è che i
corpi di questi pazienti finiscono per non
rispondere più nemmeno ad approcci curativi
nutrizionali o di rafforzamento immunologico.
Tutto questo contribuisce a spiegare il motivo
per cui gli ammalati di cancro che non si
sottopongono a nessun trattamento hanno un tasso
di guarigione quattro volte più alto di coloro
che si sottopongono a cura. La cosa triste è che
la chemioterapia non è curativa per il 96-98%
delle tipologie di cancro.
Prove certe (per la maggioranza delle casistiche
di cancro) che la chemioterapia abbia una
qualsiasi influenza positiva sulla sopravvivenza
o sulla qualità della vita, semplicemente non
esistono.
Presentare la chemioterapia come una
cura contro
il cancro è a dir poco ingannevole. Con i danni
permanenti che produce al sistema immunitario e
ad altre importanti parti del corpo, la
chemioterapia è diventata una delle principali
cause di malattie da trattamento, come malattie
cardiache, epatiche, intestinali, immunitarie,
infezioni, danni cerebrali, disturbi da stress
doloroso e invecchiamento precoce.
Prima di rassegnarsi ad essere avvelenati,
gli ammalati di cancro dovrebbero porre domande
precise ai loro medici e chiedere che gli
vengano mostrate ricerche o prove in grado di
dimostrare che una riduzione della massa
tumorale si traduca realmente in aumento della
speranza di sopravvivenza. Se vi diranno che la
chemioterapia è la vostra migliore chance di
sopravvivenza, saprete che vi stanno mentendo o
che sono semplicemente disinformati. Come è
chiaramente dimostrato dalla ricerca di Abel,
non esiste nessuna prova di questo genere in
tutta la letteratura medica.
Assoggettare i
pazienti a chemioterapia li priva della
possibilità di cercare o di rispondere ad una
cura reale ed è un atto meritevole di azione
penale.
(Il libro di Andreas Moritz "Il cancro non è una
malattia - è un meccanismo di sopravvivenza
spiega quali siano le vere cause del cancro e
come eliminarle". E' reperibile presso
www.ener-chi.com e
www.amazon.com ).
Versione originale: Andreas Moritz - 18/08/08 -
Fonte:
www.naturalnews.com
Link:
http://www.naturalnews.com/023689.html -
23.07.08
Versione italiana:
Fonte:
http://blogghete.blog.dada.net + Link:
http://blogghete.blog.dada.net/archivi/2008-08-11
11.08.08 - Traduzione a cura di Gianluca Freda
Tratto da: ariannaeditrice.it
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