Il
Cancro nasce in sintesi, secondo la
Medicina naturale
perche' organismo del canceroso e'
intossicato,
infiammato,
immunodepresso, con
flora batterica
alterata, pH digestivo
non regolare (e quindi mancante di
minerali e
vitamine), e
parassitato da certi,
parassiti, batteri e
funghi (candida) i quali
producono tossine ed ulteriori
infiammazioni, ma e' "gestito" dai
Conflitti
Spirituali (consci ed inconsci) e dall'intenso
stress - Esso e' quindi
una malattia MULTIFATTORIALE.
Quindi il medico, il terapeuta od il soggetto stesso DEVE operare
seguendo la stessa strada percorsa per l'ammalamento.
Cioe' deve lavorare per disintossicare il malato +
disinfiammare l'organismo ed i tessuti interessati, ripristinare
il pH digestivo, eliminare quei parassiti, batteri e
funghi che hanno proliferato in modo abnorme, per mancanza di
antagonisti e rinforzare il sistema
immunitario SEMPRE compromesso in TUTTI i
malati, cancerosi compresi ed eliminare il Conflitto spirituale
e lo stress esistenti.
pH and Chemotherapy - A.,
Raghunand N. B., Gillies RJ.
University of Arizona Health Sciences Center, Cancer Center Division,
Tucson 85724-5024, USA.
In vivo pH measurements by magnetic resonance spectroscopy reveal
the presence of large regions of acidic extracellular pH in
tumours, with the intracellular pH being maintained in the
neutral-to-alkaline range.
This acid-outside plasmalemmal pH gradient acts to exclude weak base
drugs such as the anthracyclines and vinca alkaloids, a behaviour
that is predicted by the decrease in octanol-water partition
coefficients of mitoxantrone and doxorubicin with decreasing
solution pH.
This pH gradient can be reduced or eliminated in mouse models of
breast cancer by systemic treatment with sodium bicarbonate..... PMID:
11727930
Sos cancro
Leucemie. Tumore al polmone, seno, colon,
fegato... I malati in Italia sono aumentati
in 20 anni del 10, 20, 40 per cento. Ecco
tutte le cifre. La mappa delle zone più
esposte e le cause
C'è la percezione comune, quella che li
registra in crescita costante senza riuscire
a dare una spiegazione.
E ci sono gli specialisti, quelli che
cercano di evitare il panico e offrono
lunghe dissertazioni tecnico-statistiche per
definire quello che sta accadendo. Ma i dati
raccolti da 'L'espresso' non lasciano dubbi
sulla realtà: in Italia la crescita dei casi
di tumori è a livelli da "epidemia".
Basta guardare i numeri e confrontare i dati
degli anni Ottanta con le analisi più
recenti. Tra il 15 e il 20 per cento in più
i casi di linfomi e leucemie; i mesoteliomi
che esplodono (più 37 per cento nelle donne
e più 10 negli uomini); poi la mammella (più
27), il cervello (tra l'8 e il 10), il
fegato (tra il 14 e il 20).
Se si guarda ai bambini, la statistica
diventa angosciante: il confronto tra la
fine degli anni Settanta e la fine degli
anni Novanta mostra risultati spietati.
Usando come campione la Regione Piemonte, si
scopre un'impennata del 72 per cento del
neuroblastoma, del 49 per cento nei tumori
del sistema nervoso centrale, del 23 per
cento per le leucemie. Una contabilità
terribile, resa meno drammatica solo dai
migliori risultati nelle guarigioni, grazie
alla diagnostica precoce e alle terapie.
Questi i numeri, presentati nel grafico alle
pagine 32 e 33. Ma se si analizza l'avanzata
del male con i meccanismi d'inchiesta
bisogna porsi altre due domande, dove e
perché, che aprono scenari ancora più
inquietanti. Dove aumentano i casi di
cancro? In tutta Italia, con una
concentrazione micidiale in 54 aree che
comprendono 311 comuni. Nella mappa
tracciata da 'L'espresso' queste zone di
crisi disegnano una radiografia della
Penisola avvelenata che corre da Pieve
Vergonte, un paese all'ombra della fabbrica
Enichem nel profondo Nord della provincia di
Verbania, alla punta inferiore della
Sicilia, con Gela e il suo petrolchimico
voluto da Enrico Mattei per regalare un
futuro industriale all'isola.
Una via Crucis che segna sempre nuove tappe,
perché traffico automobilistico e impianti
di riscaldamento diffondono minacce
crescenti nei centri urbani congestionati,
perché proliferano ovunque nuovi strumenti
tecnologici di cui si ignorano i danni a
lungo termine e perché la devastazione dei
suoli provocata da discariche clandestine
immette nella catena alimentare sostanze
nocive che finiscono sulla tavola degli
italiani.
Addirittura secondo il ministero
dell'Ambiente i veleni che si disperdono
nell'aria, nell'acqua e nel terreno partono
da una galassia di 9 mila piccole Seveso,
intorno alle quali rischiano la
contaminazione dai sei agli otto milioni di
abitanti. Ma l'onda lunga di questa
contaminazione, attraverso l'inquinamento
delle falde che portano l'acqua nelle nostre
case, della catena alimentare, delle nubi
tossiche che si spostano coi venti,
riguardano, di fatto, tutti noi. Studiare le
cause dei tumori è un lavoro improbo, che
costringe a una serie di accorgimenti per
discriminare il groviglio di cause che
possono provocarli. Il fumo, gli stili
alimentari, le infezioni, le suscettibilità
su base genetica sono le cause più studiate.
E le ricerche hanno mostrato il collegamento
tra il consumo di carni rosse e grassi
saturi coi tumori del colon, quello delle
carni alla griglia bruciacchiate con la
neoplasia dello stomaco.
E soprattutto hanno mostrato il fattore
protettivo di frutta e verdura. Ma certo non
basta cambiare dieta per azzerare il rischio
cancro, che è, gli studiosi lo ripetono fino
alla nausea, una malattia multifattoriale:
ovvero generata da tanti fattori. Così, se
il rapporto tra fumo di sigaretta e tumori
del polmone e dell'uretra è un fatto
indiscutibile, così come quello tra fumo
passivo e cancro del seno, è anche vero che
se si cercano le ragioni dell'emergenza
fotografata in queste pagine, l'attenzione
si punta tutta sui veleni che ci circondano.
Prendiamo ad esempio i i tumori al polmone,
che uccidono ogni anno 25 mila persone. Non
c'è dubbio che la causa di questa strage
siano essenzialmente le sigarette. Ma: "Chi
vive in una città inquinata ha un 25 per
cento di rischio in più di avere un tumore
al polmone, chi fuma ha un rischio del 900
per cento in più", sintetizza Annibale
Biggeri, epidemiologo dell'Università di
Firenze: "Tuttavia, al traffico e
all'inquinamento siamo esposti tutti e
quindi, benché il rischio individuale sia
basso, l'impatto dell'inquinamento sulla
salute pubblica è tutt'altro che
irrilevante.
E contrariamente al fumo è anche
involontario". Dire che il tumore al polmone
è determinato per l'80 per cento dal fumo di
sigaretta significa riconoscere la
prevalenza schiacciante di un veleno sugli
altri.
By Luca Carra e Daniela Minerva - 24 maggio
2007
Un killer senza
età -
Bambini cancerosi
I dati del
registro dei tumori infantili del Piemonte
sono agghiaccianti: il tasso di incidenza
dei tumori nei bambini è cresciuto da 122,6
casi per milione alla fine degli anni
Sessanta a 195,2 alla fine degli anni
Novanta. Un aumento dell'1,3 per cento
all'anno che ha riguardato tutti i tumori,
anche se a crescere di più sono stati i
cerebrali, il neuroblastoma (un tumore del
sistema nervoso) e le leucemie.
Quelli del Piemonte sono i dati più completi
disponibili nel nostro Paese. Ma il dato,
affermano gli specialisti, è comune a tutta
l'Europa e ai paesi industrializzati: negli
ultimi 30 anni i tumori di bambini e
adolescenti sono cresciuti in modo costante,
a un ritmo dell'1 per cento annuo o poco
più.
E l'attenzione va subito ai fattori
ambientali: sul banco degli imputati sono
finiti per esempio vari tipi di inquinamento
e i campi elettromagnetici. Secondo una
ricerca dell'epidemiologo inglese Ernest
Knox, quasi un quarto dei tumori infantili
sarebbe da attribuire alle emissioni del
traffico veicolare. Knox ha analizzato i
luoghi di residenza di tutti i bambini morti
di tumore in Gran Bretagna tra il 1955 e il
1980, trovando che il rischio aumenta in
modo significativo per bambini nati e
cresciuti vicino a strade trafficate,
autostrade e stazioni di autobus.
L'Italia attende i risultati di un grande
studio epidemiologico, che dovrebbe
concludersi alla fine dell'anno. Nel
frattempo, un'indagine condotta un paio di
anni fa sulla base di dati raccolti nel
registro tumori di Varese suggerisce che le
probabilità di ammalarsi di leucemia siano
quattro volte superiori in bambini che
abitano vicino a grandi vie di traffico
rispetto a coetanei che vivono in zone più
tranquille. Colpevole sarebbe il benzene.
Sotto accusa per la crescita delle leucemie
c'è anche la scarsa esposizione ad agenti
infettivi nei primi anni di vita. Secondo un
imponente studio inglese apparso sul 'British
Medical Journal', bambini che tra zero e due
anni non sono andati all'asilo e hanno avuto
pochi contatti con altri bambini (e con i
loro microbi) avrebbero un rischio maggiore
di sviluppare una grave forma di leucemia
(la linfoblastica acuta). Per gli autori
della ricerca, il miglioramento delle
condizioni igieniche impedirebbe al sistema
immunitario in formazione di imparare a
rispondere in modo corretto alle infezioni,
con il rischio di dare risposte eccessive
durante incontri successivi con virus e
batteri. A sua volta, questa reazione
esagerata potrebbe favorire l'insorgenza di
leucemia.
Al di là delle incertezze, c'è però una nota
positiva: negli ultimi decenni è aumentata
in modo significativo anche la sopravvivenza
di bambini e adolescenti colpiti da tumore,
passata in Europa dal 44 per cento degli
anni Settanta al 74 degli anni Novanta.
By Valentina Morelli - Tratto da:
http://espresso.repubblica.it
- © 1999-2007
Commento NdR: per i bambini, possiamo
ormai affermare che da quando sono nate le
nuove generazioni di figli di
vaccinati
e
rivaccinati a loro volta questi
essendo
immunitariamente deboli-depressi +
intossicati dalle pericolose
sostanze vaccinali + virus in
formaldeide
che in uno stato febbrile possono rilasciare
le loro informazioni patologiche al
soggetto, i Cancri in quelle generazioni,
sono AUMENTATI spropositatamente e queste
statistiche confermano le ns affermazioni !
IMPORTANTE:
Come Portale segnaliamo vari personaggi che hanno avuto
contrasti con le autorita' mediche, e per
essere precisi, affermiamo che
NON condividiamo in toto
le loro terapie (quelle
monoterapeutiche), in
quanto per noi, seguaci della
Medicina Naturale
la
malattia
(cancro compreso) e'
MULTIFATTORIALE, quindi
NESSUN prodotto puo', da solo, guarire dalla
malattia della quale si e' malati !
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