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Medicina Alternativa"  
per il CORPO  e per lo  SPIRITO
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Alternative Medicine"
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GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVE MEDICINES

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DENTI TOSSICI e MATERIALI DENTARI
Ministero della Salute
Decreto Legge ed Interrogazione Parlamentare su amalgami 
+  Cosa e' l'amalgama ?
NORMATIVE UE per Materiali dentali  +  Titanio Scheda di Sicurezza  +  Ossido di Zirconio
Dossier Amalgami
Dossier 2 +  Danni da Amalgama  Denti Tossici e materiali Dentari
 e Studi sui Danni delle Amalgami  + 
Eliminazione dell'amalgama  +  Sensibilita' chimica multipla
Nanoparticelle 2  +  Dentisti cari o costosi ?
Corrosione galvanica o elettrochimica  +  Elettrolisi

Ricordiamo anche che ogni protesi introdotta in bocca che contenga leghe metalliche basate su legami ossigeno, sono pericolose in quanto l'ossigeno (potente ossidante) permette ai metalli della lega il rilascio di ioni che sicuramente interferiscono con le reazioni biochimiche dell'organismo !
vedi: Elettrogalvanismo dei materiali dentari

 

In Medicina Naturale esiste un semplice Protocollo che il dentista ed il paziente  DEVONO utilizzare per la rimozione dell'amalgama. Farsi seguire da personale qualificato, autorizzato e convinto alla rimozione delle amalgami !
Rifiutare di andare da dentisti che sono contrari alla loro rimozione e/o che  mettono in dubbio il concetto della tossicita' delle amalgami, sono dentisti poco seri !

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Articolo 32 della Costituzione Italiana:

"La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività."
Questo importante articolo  afferma che lo Stato e' responsabile della "tutela per il diritto alla salute", ma troppo spesso NON vi e' NESSUNA "Tutela" (specie per i farmaci, Vaccini, materiali dentari, lavoro ecc., ed il concreto risarcimento del danno alla salute e' estremamente difficile per il cittadino e se avviene, arriva dopo anni di battaglie giudiziarie e di denaro speso, da parte del cittadino in avvocati e spese legali !.
Ricordiamo che Le Associazioni per i Consumatori comunque offrono assistenza giudiziaria ed extragiudiziaria, per massimizzare il risarcimento del danno alla salute.

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Materiali dentari

Purtroppo, a livello di componentistica, nemmeno noi (dentisti, odontotecnici e cittadini) siamo a conoscenza dei cosiddetti "ingredienti" dei materiali, in quanto le formule sono segrete e solo i produttori ne sono a conoscenza.
Nel caso dei materiali dentari e'....il produttore che "garantisce" con una autocertificazione, la totale biocompatibilità e il grado di citotossicità che "dicono" essere pari a zero.
Conclusione: Il materiale, scrivono i produttori, è quindi indicato per tutti.

....Ma cosi' ....e', come chiedere all'oste se il "suo" vino e' buono o meno...!
Se NON esistono e NON vi sono controlli da parte dello Stato e/o degli Enti preposti, che DEVONO garantire la salute dei cittadini - vedi art. 32 della Costituzione - certezze NON ve ne sono, infatti anche per le amalgami dentali fino a qualche anno fa' si affermava, da parte degli Enti, che non erano nocive, ora al contrario lo si sa eccome, tant'e' che hanno iniziato a non introdurle piu' nelle bocche dei umani.

Ecco la risposta di un'azienda produttrice ad una nostra richiesta sulla nocivita' o meno dei loro prodotti:
Dear Mrs.
all ingredients that are allergologically relevant are listed in the instructions for use which you dentist will have for Admira.
Any other material included is not known to cause allergies. Please understand that we do not reveal our complete formulations, however if you have a list allergens you react to, we will definitely tell you whether they are in or not. In that case, please send it to me directly.
In Admira the potential allergens are: BIS-GMA, UDMA, BHT and TEGDMA.
best regards.

Se rispondono in questo modo, significa che gli permettono di NON rivelare i componenti, ma come ci si puo' fidare ?
Anche per le amalgami, fino a pochi anni fa erano considerato sicure ed immesse in bocca a centinaia di milioni di cittadini ignari, adesso si sa che sono altamente tossiche.

Una ricerca de La Sapienza sui danni dei metalli usati dai dentisti è stata censurata da una rivista del settore.

vedi:
TITANIO - scheda di Sicurezza   +  Schede di sicurezza: tenere presente che sono preparate dai produttori dei materiali, senza NESSUNA verifica esterna imparziale, NESSUNO li controlla se dicono la verita' o meno !, quindi.....le sorprese possono essere tantissime....

Strumenti per l'Igiene orale
- Prodotto naturale: Chiodi di Garofano

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Nessuna rivista pubblica i danni dei materiali dentari

RIVISTE di ODONTOIATRIA (le principali):
American Journal of Orthodontics and Dentofacial Orthopedics: It is the official publication of the American Association of Orthodontists, its constituent societies, and the American Board of Orthodontics.
BMC Oral Health: BMC Oral Health publishes original research articles in all aspects of the prevention, diagnosis and management of disorders of the mouth, teeth and gums, as well as related molecular genetics, pathophysiology, and epidemiology.
Brazilian Dental Journal: The Brazilian Dental Journal On-Line is the electronic version for the World Wide Web of the official publication of the Dental Foundation of Ribeirão Preto.
British Journal of Orthodontics: The aim of the Journal of Orthodontics is to publish clinical and research papers of interest to orthodontists in Britain and throughout the world, including those involved in teaching and research.
Caries Research: The journal publishes epidemiological, clinical and laboratory studies in dental caries and related dental diseases.
Clinical Oral Implants Research: This journal conveys scientific progress in the field of implant dentistry and its related areas to clinicians, teachers and researchers concerned with the application of this information for the benefit of patients in need of oral implants
Clinical Oral Investigations: It is the primary aim of this international journal to be a multidisciplinary forum for publications from all fields of oral medicine.
Clinical Orthodontics and Research: The objective of the journal is to facilitate effective communication between the research community and practicing clinicians.
Community Dentistry and Oral Epidemiology: The aim of Community Dentistry and Oral Epidemiology is to serve as a forum for scientifically based information in community dentistry, with the intention of continually expanding the knowledge base in the field.
Dental Cadmos: La rivista segue di pari passo l’evoluzione della scienza odontoiatrica mantenendo una posizione di leadership nel panorama culturale odontoiatrico italiano.
Dental Materials: Official Publication of the Academy of Dental Materials.
European Journal of Dental Education: Official Journal of the Association for Dental Education in Europe.
European Journal of Oral Sciences: The European Journal of Oral Sciences publishes original research papers within clinical dentistry, on all basic science aspects of structure, chemistry, developmental biology, physiology and pathology of relevant tissues, as well as on microbiology, biomaterials, and the behavioral sciences as they relate to dentistry.
European Journal of Orthodontics : The journal provides a forum for orthodontists in Europe where many developments are taking place, but also accepts papers from all parts of the world.
European Journal of Orthodontics: The European Journal of Orthodontics publishes scientific papers aimed at all orthodontists.
Giovane Odontoiatria: Mini tabloid di informazione per gli studenti e i giovani laureati, con rubriche di interesse pratico e immediato, testimonianze della professione, interviste sulle prospettive del settore, lavori pratici, notizie su università, legislazione, incontri.
Il Giornale dell'Odontoiatra: Tabloid di informazione per l'odontoiatra e l'operatore dentale, con le notizie più fresche, i fatti più importanti, le opinioni più autorevoli, attualità scientifiche, novità merceologiche, corsi e congressi, fisco e professione, annunci economici.
Italian Dental Economist: La prima rivista italiana che affronta i problemi extraclinici dell'odontoiatra e guarda alla professione in modo globale ed esaustivo: la gestione dello studio, l'ottimizzazione degli investimenti sulla professione, l'accreditamento professionale, le problematiche fiscali, la formazione del team, l'amministrazione aziendale.
Italian Oral Surgery: E' uno strumento quotidiano di lavoro che approfondisce gli argomenti della ricerca di avanguardia.
Journal of Clinical Periodontology: The aim and scope of this Journal is to convey scientific progress in periodontology to those concerned with application of this knowledge for the benefit of the dental health of the community.

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Vediamo cosa avviene quando si interpella lo Stato per avere "tutela" per esempio sui materiali dentari - qui sotto trovate il nostro approccio con i vari Enti statali preposti alla "tutela"....
Alla data del 31/12/2008, pur avendo richiesto via e.mail, al Ministero della "Salute" ed all'Istituto Superiore di Sanita' (ISS) il 24/11/2008 + il 27/12/2008 anche a ISPESL  +  Carabinieri NAS + Polizia di Stato + ARPAT, con la seguente lettera-e.mail:

Domande Importanti
1 - Quale e' l'organismo Ministeriale che effettua i controlli su tossicita' o meno dei materiali dentari ?
2 - Quali esami di laboratorio si effettuano per fare quei controlli ?
Mi interessano e.mail e/o telefoni per il contatto diretto.

Grazie e saluti
dr. G. Paolo Vanoli -  Giornalista pubblicista, Consulente in Scienza della Nutrizione e Medicine Biologico Naturali

Contattato: Ministero della Salute - http://www.ministerosalute.it/servizio/sendMail.jsp
http://www.ministerosalute.it/servizio/urp.jsp
Risposta:
Gentile utente, in relazione alla sua e-mail del 24 c.m., Le comunichiamo che i controlli su farmaci, vaccini, dispositivi medici, prodotti destinati all'alimentazione e presidi chimici e diagnostici vengono effettuati per il Ministero dall'Istituto Superiore di Sanità - organo tecnico scientifico del Servizio Sanitario Nazionale.
Tuttavia, pur non disponendo dei dati richiesti, abbiamo ritenuto utile girare la sua e-mail all'Ufficio IV della Direzione Generale della prevenzione sanitaria di questo Ministero - Settore Salute, per eventuali informazioni in merito.
Distinti saluti
Ufficio Relazioni con il Pubblico
Anna G.


Contattato: ISS - http://www.iss.it/ 
Risposta dell’ISS:
Grazie per aver contattato l'Istituto Superiore di Sanità.
Dovrebbe trovare quanto è di suo interesse all'indirizzo: http://www.iss.it/tesa/ dove troverà anche contatti e recapiti più aderenti alle sue necessità.
Morassi Eugenio
E u g e n i o   M O R A S S I
Istituto Superiore di Sanita' - Servizio I. B. D. ed  AA. EE. -  G r u p p o   W e b

Contattato su:  http://www.iss.it/tesa/tema/cont.php?id=158&lang=1&tipo=9
Contattato: Reparto Biomateriali e Biosistemi - Dipartimento Tecnologie e Salute
e-mails:
Rossella Bedini;Pietro Ioppolo;Raffaella Pecci


Contattato
l’ ISPESL, Dipartimento di Medicina del Lavoro
http://www.ispesl.it/informazione/argomenti/campagna2006-2008Cnt.asp
Contattati: Direttore: Dott. Sergio Iavicoli
e-mail:
segreteria.dml@ispesl.it
Dott.ssa Rita BISEGNA
E-mail:
urp@ispesl.it

Contattato: Carabinieri NAS nazionale
http://www.carabinieri.it/Internet/Contatti

Risposta:Dr. Vanoli, per le informazioni di Suo particolare interesse Le suggeriamo di contattare direttamente l’U.R.P. del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali – Settore Salute ( per i recapiti può consultare il seguente U.R.L: http://www.ministerosalute.it/servizio/urp.jsp .
Cordialmente,
Ufficio Relazioni con il Pubblico - Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri

Contattato:
http://www.poliziadistato.it/pds/cicomunicate/ci_comunicate_che.php?q=181

Contattato: ARPAT  e loro sedi
http://www.arpat.toscana.it/aria/ar_ctn.html


...NON abbiamo, per ora (07/01/2009), ancora ottenuto risposta esaustiva, come mai ?, attendiamo ancora prima di fare precise considerazioni...


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Nuovi materiali - Nuovi compositi titanio-vetro  -  Dic. 2008
I materiali ottenuti superano quelli ottenuti in precedenza con le leghe di zirconio.

Scienziati del California Institute of Technology (Caltech) hanno realizzato una gamma di materiali compositi metallo/vetro a base di titanio che risultano essere più leggeri e meno costosi di qualunque altro tipo di materiali ottenuti finora, pur mantenendo caratteristiche desiderabili quali resistenza e duttilità.
Già all’inizio di quest’anno, lo stesso gruppo del Caltech aveva pubblicato un lavoro sulla rivista “Nature” in cui erano descritte nuove strategie per ottenere compositi liquido-metallo. Questa ricerca diede vita a “leghe dotate di eccezionali caratteristiche di resistenza”, come spiegava Douglas Hofmann, coautore dell’articolo ora apparso sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS)”.
Tuttavia, in quelle leghe presentate su “Nature” erano presenti ancora alcuni difetti: poiché erano state create per l’utilizzazione nell’industria aerospaziale, necessitavano di raggiungere densità molto basse.
Idealmente, le leghe avrebbero dovuto avere densità simili a quella delle leghe del titanio cristallino, ovvero di 4,5-5 grammi per centimetro cubo. La lega originale, costituita prevalentemente da zirconio, aveva un peso specifico tra 5,6 e 6,4 grammi per centimetro cubo.
È così che Hofmann e colleghi - tra cui William Johnson e Ruben F. - cominciarono a perfezionare i componenti dei loro compositi, arrivando infine a ottenere un insieme di leghe con un’alta percentuale di titanio, che tuttavia mantenevano le proprietà già ottenute precedentemente.  “Nonostante il fatto che siano a base di titanio”, ha concluso Hofmann, "queste leghe mostrano le stesse impressionanti caratteristiche delle leghe di zirconio: resistono benissimo alla trazione e sono ancora più duttili”.
La diminuzione nel peso specifico ha avuto anche come effetto una riduzione di costi, dal momento che lo zirconio è più caro del titanio. (fc)
Tratto da: escienze.espresso.repubblica.it
vedi: Biossido di Titanio  +  Leghe di Titanio

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Materiali per la Terapia Protesica: essa e' quella branca dell’odontoiatria che si occupa di sostituire uno o più denti per ottenere una corretta funzione ed estetica.
Viene eseguita la terapia protesica nelle sue varie forme : corona, faccetta, intarsio, ponte, protesi rimovibile, protesi su impianti.
(Quanto segue e' tratto da un programma di studio -  medicina.unifg.it)

Materiali da impronta:
Scopi e caratteristiche ideali dei materiali da impronta
Classificazione dei materiali da impronta
Materiali da impronta non elastici (gessi da impronta, paste termoplastiche, paste all’ossido di zinco e eugenolo, cera da impronta)
Materiali da impronta elastici idrofili (poliesteri, idrocolloidi reversibili, idrocolloidi irreversibili)
Materiali da impronta elastici idrofobi (polisolfuri, siliconi per condensazione, siliconi per addizione)

I materiali gessosi:
Classificazione dei materiali gessosi
Reazione di presa dei gessi
Caratteristiche
Manipolazione

I materiali da rivestimento:
Classificazione e composizione dei materiali da rivestimento
Effetti della temperatura sui rivestimenti
Rivestimenti per restauri in sola ceramica

Le cere:
Classificazione e composizione
Caratteristiche specifiche delle cere dentali
Utilizzo delle cere dentali

I metalli e le leghe:
Caratteristiche dei metalli e delle leghe
Struttura cristallina dei metalli
Classificazione delle leghe ( soluzioni solide, leghe eutettiche, composti metallici)
Diagrammi di fase

Le leghe nobili per uso odontoiatrico:
Classificazione
Le leghe da colata
Le leghe da lavorazione meccanica
Saldami e tecniche di saldatura
Le leghe non nobili per uso odontoiatrico:

Classificazione
Le leghe da colata a base di cromo-cobalto e nichel-cromo
Il titanio da colata, le leghe di titanio, gli impianti dentari

Le ceramiche per uso odontoiatrico e i sistemi ceramico-metallici:
Classificazione e composizione
Le ceramiche per restauri senza metallo (facette, intarsi, corone a giacca)
I denti artificiali in ceramica per protesi mobile
Il legame ceramico-metallico
Il colore e le caratteristiche ottiche

I polimeri e le loro applicazioni proteiche:
Generalità
Classificazione
Caratteristiche ideali e reali delle resine per protesi
Resine acriliche per placche di base termoindurenti
Resine acriliche per placche di base autoindurenti
Resine acriliche per placche di base per altri sistemi di lavorazione
La ritenzione in protesi mobile totale
Ribasatura delle placche proteiche
I denti in resina per protesi mobile
Resine per corone e ponti
Resine per corone e ponti provvisori
Resine per portaimpronta e basi di registrazione
Materiali per la terapia conservativa e la terapia endodontica:
Materiali per la protezione pulpo-dentinale:
liner o foderanti cavitari; lacche o vernici; fondini cavitari e i cementi all’idrossido di calcio.
I cementi dentari e le loro molteplici applicazioni: cementi all’ossido di zinco-eugenolo (ZOE); cementi all’acido orto-etossibenzoico (EBA); cementi a base di acido fosforico; cementi al fosfato di zinco; cementi al silicato; cementi a base di acidi polialchenoici; cementi policarbossilati.
L’amalgama d’argento: proprietà fisiche; proprietà cliniche; indicazioni.

L’oro puro per otturazioni dentarie dirette: tipi commerciali di oro puro; manipolazione dell’oro per restauri diretti; proprietà delle otturazioni in oro.

Resine acriliche semplici e composite per uso odontoiatrico: fase di inizio della polimerizzazione delle resine acriliche; fase di propagazione della catena delle resine acriliche ; fase di terminazione di catena delle resine acriliche.
L’ evoluzione delle resine acriliche per otturazioni estetiche: Le resine composite.
Il riempitivo inorganico dei compositi attuali e la loro matrice polimerica.

Classificazione dei compositi: proprietà biologiche, fisiche e meccaniche.
Materiali ausiliari all’uso dei compositi: le matrici, i cunei e la diga.
Adesivi di uso odontoiatrico: adesione allo smalto; adesione micromeccanica alla dentina.

Protocolli per la realizzazione dell’adesione: mordenzanti; agevolatori di adesione o primer; adesivi; monocomponenti.

Materiali e strumenti per la terapia endodontica: materiali per il trattamento conservativo della polpa dentale vitale; strumenti per la preparazione dei canali radicolari (strumenti in acciaio inox, strumenti nichel-titanio).

Materiali e strumenti per l’otturazione dei canali radicolari: coni di guttaperca; coni d’argento; i cementi canalari e gli strumenti per il loro posizionamento.
Tecniche di riempimento dei canali radicolari.

Materiali per la terapia ortodontica:
Parametri distintivi tra occlusione normale, malocclusione e classificazione delle malocclusioni;
Materiali utilizzati in Ortopedia-Ortodonzia mobile: resine acriliche, acciaio;
Materiali utilizzati in Ortodontia fissa: resine composite; acciaio; Leghe nichel-titanio; leghe beta-titanio; leghe nichel cromo cobalto; materiali in lattice; materiali per attacchi ortodontici estetici (ceramica, fibra di vetro, policarbonati); strumentario; materiali per studio e laboratorio.                         

Materiali per la terapia chirurgica:
Suture;
Impianti;
Disinfettanti orali (colluttori);
Materiali per chirurgia preprotesica.
Materiali per chirurgia parodontale.

Bibliografia (ridotta) per Materiali Dentari:
1- M. ANASTASIA, G. CALDERARI, Materiali dentari, ANTONIO DELFINO EDITORE, Roma 2002.
2- P.L. NEGRI, S. ERAMO, M. LOTITO, S.E. FACCHINI, I Materiali dentari nella pratica quotidiana, USES ed., Torino 1995.
3 - R.G. CRAIG, Materiali per l’odontoiatria restaurativa, Ed. MASSON, Milano, 1998.
4 - Giuliano Anderlini: “Moderni orientamenti per la restaurazione dentale” volumi 1,2,3,4 Ed. Martina 2.
5 - Emanuele Ambu: “Manuale illustrato di endodonzia” Ed. Masson

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Materiali - Tratto da: da Denti Tossici 2 – By Lorenzo Acerra - CAPITOLO 4:  nonsoloamalgama
Abbiamo detto i difetti dell’amalgama: la sua tossicità verso l’ambiente, la sua elevata conduttività elettrica, l’elettrodeposizione dei metalli alla radice del dente (che pone le basi per la degenerazione dell’osso), la sua reattività a fonti di calore nella bocca, l’estetica, la corrosione (che origina esposizioni dell’organismo alle basse dosi di mercurio ingerite con la saliva) e l’evaporazione di mercurio inorganico (che viene assorbito attraverso  le vie aeree).

Ora chi sono questi dentisti che sono pronti a essere etichettati come antiquati perché usano ancora le otturazioni grigie mentre la gente vuole quelle estetiche (le otturazioni bianche) ?

Un dentista giovane che usa solo il composito per otturazioni mi ha fatto rendere conto che l’abitudine è molto importante.
Mi dice che se un paziente venisse nello studio e gli dicesse di fare l’amalgama lui andrebbe un po’ in panico perché non è abituato mentalmente agli step preparatori per mettere l’amalgama; dovrebbe visualizzarli mentalmente sul manuale e ripassarli e realizzarli con molta lentezza perché ormai non è proprio abituato.

Sulle adeguate procedure da seguire per l’installazione e di compositi:
1. il composito viene attratto dalla luce; quindi bisogna polimerizzarlo facendo schizzare la luce della lampada verso le pareti di adesione. Ci sono varie tecniche per i “punti di contatto”, determinanti per la stabilità nel tempo dei compositi dentali.

2. bisogna prevenire l’umidità applicando la diga di gomma. Se sono presenti quantità di acqua infiltratesi a causa dell’assenza di diga di gomma, la polimerizzazione darà luogo ad un composito la cui durata nel tempo è segnata.

Per quanto straordinario possa sembrare, i dati sui volumi di vendite commerciali mostrano che il 94% dei dentisti quasi sempre non usa la diga. “La diga ti sembra una scocciatura da stare lì a mettere, ma se uno si abitua è semplice, ci vuole un attimo”, mi dice un dentista.

3. le lampade di vecchia generazione servono a poco con i compositi; hanno ragione i dentisti che dicono che il composito fatto con una lampada di vecchia generazione durerà in media solo tre anni. C’è stata l’era in cui è uscita la lampada al plasma, alcuni ora usano il laser per far indurire i compositi, ma la soluzione che io propongo sono le lampade Modulate, cioè lampade controllate da un software, a seconda di quello che devi fare ci sono dei programmi diversi. Questa nuova generazione di lampade fa davvero la differenza. Ovviamente vale sempre il consiglio di controllare periodicamente la lampada, ci sono dei sensori specifici per calibrare e tenere sempre calibrata la potenza di riferimento della lampada.

4. ci sono delle situazioni in cui più comunemente si possono lasciare dei punti d’ombra (non raggiunti dalla lampada e non polimerizzabili); il dentista accorto imparerà ad evitare di creare lui stesso manovre che producono punti d’ombra e imparerà a riconoscere le situazioni inevitabili in cui l’insidia dei punti d’ombra deve essere affrontata. In questi casi il dentista accorto rallenterà e farà piccole stratificazioni (per evitare una polimerizzazione solo parziale in corrispondenza dei punti di ombra). A dire il vero le stratificazioni piccole vale sempre la pena di farle.

I vantaggi dei compositi sono: (1) assenza di fenomeni elettrici; (2) estetica; (3) bassa conduttività termica, (4) la possibilità che danno di essere usati come cementi per attaccare materiali di ogni tipo alla cavità dentale; (5) rispetto a materiali ritentivi come l’amalgama, con i compositi si riduce tantissimo la necessità di sacrificare sostanza dentale per otturare il dente.

Questi vantaggi vanno pesati contro gli svantaggi.
Il livello maggiore di svantaggi viene raggiunto dalle resine vetro-ionomeriche quando usate come otturazioni: tendono a screpolarsi e ad opacizzarsi con il passare del tempo e la loro resistenza all’abrasione è molto bassa. Anche dal punto di vista tossicologico il livello maggiore di svantaggi viene raggiunto dalle otturazioni vetroionomeriche: possono rilasciare fluoro, bario, alluminio (e persino arsenico troviamo nei vetroionomeri) al di sopra delle concentrazioni di citotossicità. Escluse le otturazioni vetro-ionomeriche, non ci restano che i compositi.

STORIA dei COMPOSITI
Se si aggiunge quarzo (SiO2) e altri riempitivi vetro-ceramici ad una matrice organica di resina di monomero metacrilato otteniamo le prime resine di uso dentale degli anni 60.

Se consideriamo lo sviluppo di nuovi monomeri metacrilati (Bis-GMA, uretano dimetacrilato, polietilenglicole metacrilato, HEMA, e monomeri con altri gruppi funzionali attaccati al dimetacrilato), se consideriamo combinazioni di monomeri metacrilati per minimizzare le retrazioni, se mettiamo in conto la silanizzazione del riempitivo (per un legame migliore con la matrice), abbiamo i moderni compositi, prodotti che garantiscono prestazioni come otturazioni dentali molto soddisfacenti. Addirittura possiamo dare al riempitivo un range di dimensioni delle particelle pensato per la stabilità del prodotto finale.

Nonostante il rilascio delle componenti dai compositi sia di molto minore di quello da amalgama, sia meno insidioso (non evapora nel cervello, non immobilizza la cellula), sia meno tossico (i valori soglia di tossicità per il mercurio sono 1000 volte inferiori a quelli del piombo, quindi il massimo possibile dopo il plutonio su questo pianeta), i dentisti ogni tanto vorrebbero poter essere liberi di fare un’odontoiatria alternativa senza metacrilati (per es. se hanno qualche paziente sensibile ai metacrilati).

Oggi ciò è possibile perché esiste una esclusiva matrice semicristallina bimodale (tecnologia Pex), che viene utilizzata per impianti biomedicali, e che ha fatto la sua comparsa come materiale dentale. I prodotti si chiamano Diamond Crown e Diamond Lite, sono senza metalli, senza fluoro e.. senza metacrilati.

Le ceramiche dentali e l’oro sono alternative “senza metacrilati” per le otturazioni.
Per esempio al dottor Hal Huggins va molto a genio l’oro (molto puro e senza palladio).
Oppure il dottor Bernard Montain snobba la maggior parte dei compositi e preferisce le ceramiche.
L’oro va bene, specifica Huggins, se è stato testato e se in bocca non è presente qualche altra forma di metalli (in quel caso diverrebbe quasi inevitabile un accoppiamento tra i due metalli con potenziali diversi, una micropila).

I dentisti olistici che conosco si appoggiano a tre o quattro marche di composito, che poi cercano di testare con EAV o Vega test su ogni paziente per dare ad ognuno quello cui è più tollerante. I risultati di tollerabilità delle varie marche di compositi in effetti sono diversi (i produttori fanno scelte diverse in quanto a solventi, composizione, monomeri di base, attivanti, etc.).

Attenzione ai correttori di tonalità che il paziente o il dentista scelgono per ottenere un’otturazione simile al colore del dente. Il dentista senz’altro preferisce la tonalità più vicina al colore del dente, io invece ho scelto la tonalità più trasparente che c’è, per cercare di evitare le aggiunte di pigmenti metallici (spesso cadmio).

Io escluderei di prendere in considerazione per la mia bocca i compomeri, cioè i materiali in cui un composito è mischiato con vetroionomero o riempitivo vetroso che rilascia fluoro.

Da non confondere i compomeri con gli “ormocer”, es. il Definite e l’Admira, in cui alla solita matrice organica resinosa (metacrilati) è stata aggiunta in sua sostituzione una cospicua quantità di materiale ceramico inorganico già polimerizzato.

Le resine policarbossilate (da qualcuno usate anche come otturazioni dentali) hanno acquistato un valore come cementi, visto che il gruppo carbossilato di questi copolimeri dell’acido polimaleico, poliitaconico pare sia particolarmente delicato verso la dentina.

Il “policarbonato” degli intarsi è un materiale composito in cui il BisGMA è sostituito conPolyCarbonateDiMethacrylate, con il risultato di un materiale parzialmente cristallino e molto biocompatibile. Molti altri materiali compositi possono essere usati per questa tecnica “indiretta” di produzione del restauro dentale, ma ci vuole la volontà, anzi il portafogli del paziente, visto che se poniamo 1 il costo quando l’otturazione veniva fatta in modo diretto, ora il costo diventa 4.

Ceramiche per uso odontoiatrico, ottenute da feldspato (K2O(Na2O)-Al2O3-6SiO2), quarzo (SiO2) e caolino (Al2O3-2SiO2-2H2O), le dividiamo in due gruppi:
1) quelle più silicee, che devono essere prodotte ad alte temperature (e vanno bene per i denti anteriori),
2) quelle più alluminose, ottenute a temperature più basse, e si usano sui denti posteriori (resistono meglio al carico).

Ceramiche ottenute da ZrO2 si chiamano “zirconia”: sono un po’ più costose delle ceramiche silico-alluminose, ma permettono di fare ponti davvero lunghi e impianti senza metalli (in alternativa al titanio). «Soprattutto quando, sottoposto alla tecnica del Dott. Vols, cioè in un primo momento frantumato per essere in un secondo momento ricomposto sotto altissima pressione (= Hipp) diventa quasi irrompibile anche sotto influsso di grosse forze» [Herms 2006].

Ovviamente bisogna che il produttore controlli la provenienza della zirconia e bisogna che, usando contatori Geiger, qualcuno controlli che la radioattivita’ delle polveri sia trascurabile, come è risultato da studi sulla zirconia della: z-systems.de

Sul BioCompatibility Report
Chi toglie l’amalgama in America sotto la supervisione dei dentisti di Huggins si basa sul test di BioCompatibilità della Peak Energy Inc. per scegliere i materiali da mettere in sostituzione: al microscopio ottico viene valutata la reattività della goccia di sangue verso un centinaio di materiali dentali. Insomma è simile a citotest che si fa con gli alimenti. Si può richiedere anche dall’Italia. Per informazioni l’email è: peakenergymail @ yahoo. com

I costi, se uno vuole inviare il proprio campione di sangue dall'Italia sono:
* 200 Euro per il test (vanno pagati alla Scientific Health Solutions Inc., Colorado Springs, fax:  719 572 8081)
* 130 Euro per la spedizione in ghiaccio secco (converrebbe spedire 2-3 o 4 campioni insieme). Corriere per la spedizione “24 ore”: FEDEX tel. 800123800    
* 21 Euro per il ghiaccio secco (DRYCE ITALIA, scatola tipo CB16 + 5kg di Ghiaccio secco)

Sulle dentiere
La parte plastica delle dentiere e dei byte, la cosiddetta “acetalica”, è ottenuta mediante stampaggio per iniezione di polimeri di monomero acetalico, di monomero metacrilato o monomero vinilico. La parte rosa delle dentiere deve il suo colore a molecole organiche (polimeri) chiamati “lacolines”, per dare il colore della gengiva.

Lo stampaggio e la polimerizzazione completa assicurano un rilascio pressoché nullo di monomero. Tanto è vero che una persona tra le più allergiche ai metacrilati che ho conosciuto (reagiva ai compositi in modo netto, evidente) sembrava non reagire al byte in metacrilato. Ad un certo punto gli viene in mente di farsi testare il byte all’EAV e risultò che gli dava fastidio, e infatti scoprì che stava meglio quando non lo metteva la notte. Ma avendo bruxismo durante il sonno aveva bisogno di mettere su il byte di notte. Girammo vari dentisti che proponevano opzioni anallergiche, ma alla fine scoprimmo che tutti i byte sono fatti di metacrilato e chi è allergico che fa ?
Abbiamo trovato un’azienda che fa byte in poliuretano termoplastico, Durasoft.

La dentiera completamente in acetalica esiste (anche con ganci in acetalica invece che in metallo), è quella che usano le vittime di amalgama. Però il dentista generalmente propone una dentiera con una base metallica (per dare una consistenza più sottile e più affidabile al manufatto): palladio, cadmio, cromo-cobalto, nichel, berillio. Chiedete sempre la composizione. Un giorno potreste risultare sensibilizzati al nichel o altri metalli, bisogna sapere la composizione.

I metalli, delle protesi introdotte nel corpo, sono tossici quando trasmigrano per dissoluzione ionica verso il nostro sistema fisiologico, ma proprio tutti indistintamente; nelle leghe il problema della tossicità è dovuta alla combinazione, alla presenza atomica dell'ossigeno che ne scaturisce la reazione di ossidazione e quindi la dissoluzione, infatti l'ossigeno come gli altri due elementi: carbonio e idrogeno, sono i tre elementi altamente instabili, anche se sono alla base di tutto il creato, sono loro la causa e la concausa di tutte le combinazioni e di tutti gli effetti indesiderati.

Spesso il materiale “pubblicizzato” come anallergico non è quello che non contiene nichel, ma che ne contiene non più del 30% (in alternativa a protesi mobili in cui la percentuale di nichel arriva fino all’60%, per cui i fastidi diventano quasi subito evidenti). Infine qualche dentista che conosco si vanta (perché nota una grossa compatibilità) di usare solo l’oro puro come supporto per la parte plastica della dentiera.

L’unica cosa su cui vorrei insistere è la chiarezza e il dare sempre la composizione esatta dei metalli in una protesi (nonostante le difficoltà da superare quando uno, per avere informazioni dettagliate, mette sotto torchio ben bene i fornitori, io le ho sperimentate). Faccio un esempio (però nel campo delle protesi fisse): se un dentista nel consenso informato scrive “protesi in oro-ceramica” e non vi consegna il bugiardino è quasi sicuro che il nostro è solo oro al 25-40%, mescolato ad altri metalli. Per dirlo basta sapere quali sono i materiali odontoiatrici sul mercato; inoltre se il dentista stesse usando l’oro puro, cioè “oro galvanico”, questa scritta apparirebbe in bella evidenza perché quelli che lo usano lo fanno con vanto.

Sugli apparecchi ortodontici fissi
Numerosi autori hanno riportato attività galvaniche innescate dalla presenza di apparecchi ortodontici in bocca. I ferri ortodontici hanno più o meno questa composizione: cromo fino al 32%, nichel fino al 36%, manganese fino al 10%, molibdeno fino al 10%, ferro il resto. Una parte metallica è sempre presente, anche quando alcune componenti dell’apparecchio ortodontico sono in ceramica o in fibra.

Sui Bugiardini
I bugiardini sono i foglietti di accompagnamento nelle confezioni di dispositivi medici. Riuscirà il paziente ad avere la fotocopia dei bugiardini prima che il lavoro inizi e non dopo, quando l’omeopata gli dice che quel materiale è problematico ?

Storia vera: E.S. va dal dentista e spiega che lei è una paziente con particolari necessità, è allergica ai metalli, l’oro giallo a volte può usarlo a volte no, il nichel e altra ferraglia sono assolutamente da escludere. Spiega che ha avuto continui problemi di salute in corrispondenza di precedenti trattamenti odontoiatrici e che non sta molto bene al momento. Il dentista la rassicura dicendo che non c’è nessun problema in quanto userà materiali che non danno alcun tipo di problemi. Fiduciosa perché il dentista ha capito la sua situazione la donna decide di iniziare i  lavori con lui. Il dentista le ha messo tutta una serie di manufatti e ponti che, a suo dire, oltre alla ceramica contenevano solo oro e nessun altro metallo. Sono passati cinque anni, un omeopata fa notare alla paziente che i numerosi metalli delle protesi fisse le causano attività galvanica e fa notare l’intolleranza verso questi materiali. La donna parla al dentista della visita dall’omeopata e dopo notevoli insistenze riesce ad avere le fotocopie dei materiali usati da questo dentista; con sorpresa apprende che c’era di tutto.
C’erano basi metalliche per ponti di tre tipi diversi:
- alluminio (15%), stagno (12%), cromo (1%), nichel (1%), vanadio, manganese, zinco
- oro (39%), palladio (35%), argento (19.5%), stagno (5%), platino (1%), iridio (1%), rutenio (1%), indio (0.5%)
- palladio (25%), argento (70%), rame (1%), stagno (1%), iridio (1%), indio (2.8%), zinco (1.4%)
C’era un apparecchio mobile del tipo con: palladio (63.5%), cromo (28%), molibdeno (6.5%), manganese (0.6%).

L’esperienza mi fa dire che quando il dentista afferma che il suo materiale è “quello buono”, cioè “anallergico”, il più delle volte intende che ha evitato leghe molto contaminate con metalli come rame e nichel, ma ciò non significa che questi siano assenti del tutto.
Nel foglietto del consenso informato destinato al paziente c’è il termine “manufatto in oro-ceramica”, ma viene usato per qualsiasi cosa, è molto probabile che il lavoro contenga rame, cadmio, palladio, cromo, etc. etc. , come infatti questi metalli altamente allergizzanti sono praticamente sempre contenuti nelle basi per ponti dentali e nei perni cosiddetti aurei.

Scelte e paroline
Spero di portare fuori dall’ombra un aspetto della vita lavorativa del dentista: “Più preciso e conservativo e biologico vuoi essere e più diventa difficile!». Per questo ho sempre nutrito ammirazione per i dentisti che lavorano bene. Il pubblico (escludendo a questo punto i lettori di questo libro) non ha la possibilità e la forma mentis per capire le scelte e le sottigliezze, per cui il dentista fa le sue scelte nel silenzio più assoluto. Lavorare bene e nel silenzio è più eroico che lavorare bene. Quando poi questi riesce a rimanere sul mercato e la gente ha capito tutte le sue attenzioni e peripezie, allora è un momento di estasi.

Il primo argomento sono le “monconizzazioni” facili. Dovendo coprire un dente, il dentista sceglie l’opzione dell’incapsulamento e che fa? Si fa mandare dal laboratorio uno di questi cappucci (capsule) e lo infila sul dente che precedentemente è stato preparato (monconizzato). La “preparazione” del dente per l’incapsulamento è qualcosa di shockante: al dente viene letteralmente tagliata la testa fino a giù nella gengiva, si parla di abbassamento del dente. I denti monconi sono uno spartiacqua tra il dente otturato ma vivo e il dente devitalizzato. La distruzione della corona di dente sanissima è necessaria allo scopo di avere una struttura portante per la capsula, bisogna limare il dente fino a giù e fino a renderne la superficie molto sottile.

Molti sfortunati portatori di denti monconi sanno benissino perché questi possono produrre tutta una serie di visite dal dentista: quando i bordi della corona sono posizionati sotto gengiva, questa può gonfiarsi o ritrarsi; così aumenta la possibilità di infiltrazione del cibo, il consolidamento della placca, con maggior pericolo di carie e malattie gengivali.

L’alternativa alla monconizzazione è la ricostruzione. Il brutto è che la proposta di monconizzare viene fatta anche in casi in cui è assolutamente fuori luogo (su incisivi, canini,..), fa notare un dentista per niente alternativo del San Raffaele su Starbene: “Troppe volte denti recuperabili con eleganti ed efficaci restauri in composito, notevolmente più economici e che non richiedono devitalizzazione, vengono invece incapsulati” scrive Aiello [2001].

La pratica comune per i denti appena monconizzati è la devitalizzazione preventiva (come la guerra preventiva della guerra in Iraq). Riprendiamo l’intervista ad Aiello: “Devitalizzare sempre e comunque (un dente moncone) era la prassi di un tempo, oggi si è scoperto che una volta devitalizzato il dente si sgretola molto rapidamente rispetto ad un dente sano, per cui la vitalità del dente è vista come un patrimonio da salvaguardare”.

La prima grande e decisiva differenza tra “capsula su moncone” e “ricostruzione del dente” è quella relativa alla realizzazione. E’ richiesta attenzione, pazienza, e soprattutto è richiesta una marea di tempo per fare una ricostruzione.
Visto che il dentista facendo la monconizzazione per la capsula spende 10 volte meno tempo che non ricostruendolo da come sta, si capisce perché la riduzione a moncone diventa una tappa della vita di un dente.

L’altro discorso è che la ricostruzione per farla bene devi proprio saperla fare; ci sono tante ricostruzioni in giro che sono inaccettabili, vedi punti di contatto anteriori, posteriori, durata, occlusione, etc. Sono pochi i Michelangelo dell’odontoiatria. Una ricostruzione ha molto più senso quando sei uno di quelli bravi, che fanno lavori di precisione frutto di grande maestrìa (precisione ed esperienza) e soprattutto frutto di grande attenzione e pazienza;

Per cui nella testa del dentista la spiegazione è anche questa: visto che il lavoro che farei di ricostruzione sarebbe insoddisfacente, mentre quando faccio il moncone viene soddisfacente, la scelta più ragionevole è il moncone. L’incapsulamento con monconizzazione è fatta otto milioni di volte in un anno (dati dichiarati) sull’insieme delle persone che si recano negli studi odontoiatrici italiani.

Un caso di monconizzazione post-apparecchio
Donna 30enne, mi racconta la sua disavventura: “Durante una visita di controllo annuale dal dentista mi viene aperta una questione apparentemente innocua: il 4° inferiore destro.. è leggermente tirato indietro, che ne penso di farmi aiutare dall’ortodonzista, fare spazio, tirarlo fuori e riallinearlo ? Io accetto.
Dopo due anni di apparecchio ortodontico, quello fisso con le molle per ciascun dente, le quali vengono tirate dall’ortodonzista alle visite periodiche, il risultato è che l’arcata superiore tirata era andata verso destra, i due denti centrali non erano più centrali. Citata in tribunale, il verdetto era che l’ortodonzista aveva sbagliato ma non doveva risarcire il danno.

Ma aggiungiamoci ora la parte che riguarda il dentista: quando mi è stato tolto definitivamente l’apparecchio ho appena fatto in tempo a chiedere all’ortodonzista “non era meglio il mio dente rientrato un po’, invece di denti centrali che centrali non lo sono più ?”, ma vengo mandata al piano inferiore dal dentista suo collega. I dentisti super-temibili li riconoscete molto facilmente: è il dentista che corre sempre da un paziente ad un altro, entra e esce dalle varie sale, mantiene continuamente tutti questi pazienti in attesa mentre fa un pezzettino di lavoro ad uno, poi ad un altro ed un altro, prima di tornare da quello precedente a fare un altro pezzettino di lavoro ? Il dentista in questione era di questo tipo. “Che casino” pensa tra sé e se, resosi conto del lavoro schifoso che è venuto e senza dire niente (“ora si metta comoda”) inizia a lavoricchiare con indifferenza, fatta l’anestesia, gli chiedo: “ma che state facendo”, e lui : “giù, non ti muovere proprio ora..” ed è così che i miei denti usciti storti vengono ridotti a moncone!! “.

Qui si chiude la testimonianza della donna; ora voglio citare una conversazione con un amico dentista: «Gli americani appena vedono un dente un po’ storto lo limano e lo incapsulano.
Nessuno può chiamarlo “errore”, è un “approccio professionale”». «Una tecnica invasiva ?», dico io. «Si, ma da annoverare fra le tecniche gettonate, non tanto in Italia per fortuna, ma è una “scuola di pensiero”».

Una parolina sull’ortodonzia
Anche chi non sarà d’accordo con le righe che seguono contro l’ortodonzia fissa deve capire che sono state dette da pazienti con esperienze super-sfortunate nel tentativo di evitare simili vicissitudini ad altri. Accogliere i rimbrotti di chi è amareggiato è la vocazione di questo manuale. “Ci vuole coraggio nella vita. Il mio, quello che sento di dover avere ora, è il coraggio di ripartire da un danno grosso che se non sarà accettato diventerebbe enorme”, mi ha scritto una volta una vittima della rimozione non protetta di amalgama. Credo che poter divulgare a scopo preventivo le disavventure ne rende l’accettazione più ragionevole.

Allora ecco la filippica di una paziente: “L’apparecchio dell’ortodonzia fissa, quello con le molle per raddrizzare i denti, ragazzi, non ha proprio senso. I denti storti sono un effetto dei rapporti muscolari, del loro funzionamento e del loro mancato rilassamento. La vera scienza olistica studia questo e i rapporti con le asimmetrie craniche. Il paziente olistico avrà un atteggiamento da “molto scettico” fino a “del tutto restìo” rispetto al tirare i denti di qua o di là con molle.

Mentre il dentista applica l’ortodonzia fissa succedono le seguenti cose: la vera questione non viene tirata a galla; il paziente soffre disagi immensi, masticatori, alle gengive, emotivi, etc.; l’ortodonzista ha un reddito periodico (ai controlli); si creano e favoriscono ulteriori scompensi cranio-sacrali; se tutto va male non avete garanzie contro l’errore e il risultato finale. Vedete voi se ha senso!”.

Una parolina sul palladio
L’unica cosa che si può dire rapidamente sul palladio è che io non ne sono un sostenitore e che è tanto diffuso che alla fine lo usano anche la maggior parte dei dentisti olistici. Ma non dovrebbero !
L’opzione più olistica sarebbe stata secondo me di usare solo oro platinato (senza palladio). Infatti il palladio (ho appena finito di leggere un documento dell’OMS sul palladio) è cento volte più preoccupante per tendenza a sensibilizzare l’organismo e cento volte più temibile per gli effetti della sensibilizzazione rispetto al platino.
E’ evidente che, se malauguratamente un’omeopata in città si mette a testare i metalli di uso odontoiatrico, il palladio comparirà, seppure a qualche spanna da nichel e amalgama di mercurio. Dal punto di vista allergologico chi ha la diagnosi di allergia al nichel deve essere ritenuto anche allergico al palladio, per l’alta percentuale di sensibilizzazione crociata tra i due [EHC 226 dell’OMS 2002]. Dal punto di vista dei sovraccarichi dei sistemi di difesa, Daunderer dice che “i pazienti intossicati da amalgama non possono tollerare la minima traccia di palladio”.
Per un approfondimento dei casi clinici rimando oltre che agli scritti di Daunderer - http://www.merkabaweb.net/daunderer.doc - anche a J. Thomsen (“Osservazioni sulla biocompatibilità”, EAV, Nov. 2001, n.9 p.14-18) e W. Müller ("Effetti a distanza delle protesi dentarie contenenti palladio", Regulationsmedizin 4/1996).

RICORDIAMO che: I metalli, delle protesi introdotte nel corpo, sono tossici quando trasmigrano per dissoluzione ionica verso il nostro sistema fisiologico, ma proprio tutti indistintamente; nelle leghe il problema della tossicità è dovuta alla combinazione, alla presenza atomica dell'ossigeno che ne scaturisce la reazione di ossidazione e quindi la dissoluzione, infatti l'ossigeno come gli altri due elementi: carbonio e idrogeno, sono i tre elementi altamente instabili, anche se sono alla base di tutto il creato, sono loro la causa e la concausa di tutte le combinazioni e di tutti gli effetti indesiderati.

Ma come fare e cosa dire a uno di questi pazienti che ha palladio in bocca ? Sono in gioco lavori milionari.
Gli omeopati allora propongono una cura omeopatica per desensibilizzare (nosode palladio). Solo se non funziona, e stiamo parlando dei pazienti con sovraccarichi dei sistemi difensivi e delle persone sensibilizzate, possono arrivare a proporre l’allontanamento del manufatto in palladio. A questo proposito l’individuo indebolito dovrà evitare anche l’implantologia (soprattutto metallica), che è un campo di disturbo sempre, che solo i sani si possono permettere.

Dente infetto e implantologia post-estrattiva: TESCHIO NERO, altro che amalgama.
Mi scrive una paziente che si era raccomandata con il dentista perché già era messa male: “Alla prima seduta mi ha tolto due denti che facevano pus e senza curare nulla mi ha immediatamente inserito due viti”. Tra le cose che vi possono fare invecchiare speditamente, questa merita una menzione in prima fila.

Il mettere perni su siti in cui è stato appena estratto un dente infetto è una cosa infernale, ma così tanto che se esiste l’inferno questa è la procedura numero uno che sicuramente adottano anche là.

Trafori in denti sani come appoggio per ponti ?
Facciamo l’esempio che vi manchi un molare, ad es. il 6° inferiore. Se uno decide che vuole fare un ponte in ceramica integrale (con o senza base metallica), “la tecnica” implica una consistente riduzione con la fresa dei due denti adiacenti. Questo è un problema se i denti affianco sono sani.. Preparazione adeguata (sigh..) significa limare molto il dente.
A ragione il dentista vi dirà: “Allora ! Cosa vuoi fare, l’implantologia o vuoi smantellare i due denti affianco ?”.
Mi rendo conto che se uno vuole aggiungere all’odontoiatria curativa di prima (estrazioni di radici morte sospette, niente metalli, niente implantologia, etc..) anche la priorità di non sacrificare materiale dentale sano, si merita di essere mandato a quel paese dal dentista perché tutte le richieste precedenti che avete fatto sono incompatibili con questa.

Volendo fare un ponte e mantenendo come priorità quella di non distruggere gravemente i denti affianco sani, le opzioni sono i ponti “california” o “maryland” metallici che richiedono pochissima abrasione del dente affianco (in particolare i microintarsi vengono appoggiati nei solchi e nello spessore dello smalto).
Quali sono i metalli possibili ? Il nichel-cromo, che ovviamente sarà il primo da escludere per le elevate potenzialità di sensibilizzazione. Poi c’è il cromo-cobalto e, volendo usare un’attenzione in più, si può usare l’oro galvanico.

A ragione il dentista vi dirà: “Allora !, vuoi evitare i metalli o vuoi preservare materiale dentale sano ?”.
A dire il vero se avete vari elementi mancanti potreste pensare pure ad una bella dentiera senza metalli ovviamente, ma quanti pazienti sono disposti a portare una protesi mobile invece che un lavoro definitivo ?

Un’altra opzione sono ponti costruiti con manufatti in fibra ricoperti di resina o di ceramica. Hanno il vantaggio di non richiedere una grossa devastazione dei denti sani di appoggio e il vantaggio che non contengono metalli.

Gli svantaggi: dando però meno garanzie di resistenza nel tempo, gli Euro che il paziente paga per questi manufatti vengono ammortizzati su un periodo decisamente più corto; alla luce di possibili fratture e rifacimenti ex-novo questi ponti senza metalli potrebbero diventare un investimento (in biocompatibilità massima) costosissimo.

Vediamo meglio di che si tratta.
Il manufatto ha un’armatura in fibra di vetro che viene rifinita esteticamente con rivestimento in resina o ceramica. La fibra proviene dalla ricerca spaziale ed aeronautica, e visto il colore accettabile della fibra di vetro (traslucente) l’industria odontoiatrica se ne è appropriata. Contrariamente ad un manufatto in metallo-ceramica, la fibra non è rigida, ma tende ad assorbire e distribuire il carico masticatorio lungo la sua struttura, con caratteristiche gnatologiche assimilabili al dente naturale. (BellGlass, ArtGlass, Targis, Vectris, Gradia, etc..).

Una parolina su carie piccole e scavi inutili
Compare una piccola carie dentale. Se per abitudine sua il dentista mette otturazioni che richiedono una ritenzione meccanica, un puntino nero di carie si trasforma in un traforo megagalattico nel dente. Questo vale solo per le carie piccole quando viene messa amalgama o ceramica (che necessitano ritenzione meccanica): “preparandole” all’otturazione, il dentista crea uno spartiacque nella vita del dente “dentista-indotto”.
La carie è piccola, per non sacrificare inutilmente dente sarebbe stato opportuno usare i compositi.
Questo fenomeno è tutt’ora in corso, me ne sono capitati due casi nell’ultimo mese. Mi telefona una madre, mi dice che al figlio di 13 anni per una piccola cariettina gli è stata messa un’amalgama (con relativa fossa di ritenzione).

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Consigli per avere il minor danno dai materiali dentari:
Per i Ponti:e/o ricostruzioni di denti:
Utilizzare,  lega nobile AUREA 500 millesimi (oro, palladio, argento) senza rame e ferro. Rifiutare altre soluzioni.

Ricordarsi per le protesi che:
L'associazione atomica di più elementi ed i comportamenti vari, la dissoluzione degli elementi metallici sotto forma di ossidi, avviene prepotentemente per l'instabilità dovuta alla presenza e reazione con l'ossigeno, questo è valido in qualsiasi forma di materia (in tutte le applicazioni sanitarie, oggettistiche etc.), mentre nelle leghe nobili ( leghe con percentuali diverse di: oro, palladio, argento, senza rame e ferro), possiamo eliminare l'ossigeno, rendendole stabili attraverso il protocollo qui sotto indicato, nelle leghe vili, ove il legame atomico è basato proprio sulla presenza dell'ossigeno (
titanio, cromo-cobalto, zirconia) non è possibile eliminarlo.
Protocollo. Inertizzare con
TTSVgel.
In tutto e soprattutto nelle informazioni,  vogliamo dare anche una Alternativa al Consumatore, non si puo'  fare solo critica, secondo la Comunità Europea la bilancia deve essere in equilibrio, loro sanno che esistono dei problemi, come anche dei compromessi, ma come si fa a vivere senza le protesi ?

Nelle informazioni qui riportate vogliamo dare anche una alternativa al Consumatore, per non  fare solo della critica; Per precisione, i vari enti statali e non + i vari ordini i quali tutti quanti sono preposti alla "tutela della salute" sanno benissimo che vi sono vari ed importanti problemi connessi ai materiali dentari, ....anche la Comunità Europea e l'OMS sanno che esistono questi problemi......ma pare che TUTTI facciano finta di niente....dietro ci sono gli interessi delle industrie produttrici le quali si "autocertificano" ...e NESSUNO le controlla !

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NORME UE-APME  promuove la Salute

Uno degli obiettivi principali della normazione nel sistema sanitario è quello di fornire condizioni sicure e di alta qualità sia per il paziente che per gli addetti ai servizi sanitari. Le PMI sono attive in tutto il settore, spesso con materiale ed attrezzatura molto sofisticati.
Per promuovere gli interessi delle PMI nel settore sanitario, NORMAPME partecipa alle principali attività di normazione con l’associazione membro FEPPD (“Organizzazione europea ed internazionale degli odontotecnici indipendenti e dei proprietari di laboratori”). Assieme alla nostra organizzazione sorella UEAPME, gestiamo un forum sulla salute con una ventina di membri che s’incontrano diverse volte l’anno per discutere della situazione e dei necessari provvedimenti da adottare. Le nostre azioni si svolgono principalmente su 2 livelli:

  • Discutere con le varie direzioni della Commissione Europea e con il CEN a livello strategico sulle questioni fondamentali che colpiscono le piccole imprese nel settore:

    • Insieme alla nostra organizzazione sorella UEAPME, prepariamo prese di posizione sulle future norme e leggi correlate a diversi livelli:

      • Presso il nuovo comitato consultivo CEN per le norme sanitarie (ABHS) che coordina e dirige l’attività di normazione nel settore sanitario.

      • Presso il gruppo specifico CEN per l’eHealth. Siamo membri del gruppo parti interessate per l’eHealth gestito dalla DG Società dell’informazione.

      • Nell’ambito della revisione della direttiva sui dispositivi medici con la DG Sanco.

      • Nell’ambito di varie commissioni tecniche UE che si occupano di norme e nuovi mandati

  • Al CEN siamo rappresentati:

    • All’interno del CEN TC 55– materiali odontotecnici, e inoltre

    • siamo preparati sulle principali attività di eHealth future nel CEN e ETSI.

      CEN TC 55 - ODONTOIATRIA

      Il settore odontoiatrico in Europa conta 40.000 laboratori dentistici e 210.000 odontotecnici organizzati in associazioni professionali in Europa.

      La federazione europea ed internazionale degli odontotecnici (FEPPD), membro di NORMAPME, rappresenta la maggior parte dei professionisti di tale settore in Europa. Gli uffici della federazione si trovano nell’edificio sede di UEAPME/NORMAPME, la gestione dei contatti è quindi facilitata. La federazione ha inoltre fornito l’esperto NORMAPME per il CEN/TC 55, che è al tempo stesso Presidente della FEPPD e Vice-presidente di NORMAPME - Jürgen Schwichtenberg.

      NORMAPME è quindi rappresentata all’interno del CEN/TC 55, del Comitato Consultivo per le norme sanitarie (ABHS) e del gruppo di azione sulla valutazione dei rischi legati alle basi per protesi dentarie (CEN/TC 55/WG 8). Il lavoro di questa commissione tecnica è stato richiesto per diversi anni e si è infine realizzato in seguito alla decisione della plenaria del CEN TC nel febbraio 2007. Tale attività includerà inoltre la salute e la sicurezza sul lavoro. La ragione che ha indotto alla creazione di questo gruppo di azione è stata dettata in particolare dal riconoscimento dei rischi per il personale dentistico legati ai materiali polimerici delle protesi dentarie, rischi sia per gli odontotecnici che per i pazienti, a causa del contenuto di monomero. L’esperto NORMAPME ha tentato per anni di mettere in evidenza questi rischi: con soddisfazione prendiamo ora atto dell’inizio dei lavori.

      Negli anni passati NORMAPME era già riuscita a far adottare ad ISO una decisione sull’uso limitato di berillio contenente leghe tossiche per pazienti ed odontotecnici.

      NORMAPME inoltre sostiene le procedure di buona fabbricazione di dispositivi medici su misura e favorisce la legislazione e normazione europea contro la legislazione e normazione a livello nazionale. La maggior parte dei dispositivi su misura sono fabbricati da micro e piccole imprese che rappresentano il 2.75% di tutte le PMI nella prescrizione di personale qualificato. Ciò complica la “messa in servizio” e l’uso da parte dell’ “utilizzatore finale”.

      Altre questioni da trattare:

      • Lista delle cose da fare per conformarsi ai requisiti della Direttiva sui dispositivi medici (MDD)

      I dispositivi medici sono diventati un’area sempre più importante nella tutela della salute, in relazione col loro impatto sulla spesa per l’assistenza sanitaria. Il settore comprende circa 800 tipologie di prodotto, che vanno dalle semplici fasciature ed occhiali, i dispositivi impiantabili di importanza vitale, i macchinari di controllo e diagnosi delle malattie, fino ai dispositivi diagnostici più sofisticati di microchirurgia invasiva.

      Il Forum sulla Salute di NORMAPME/UEAPME ha proposto una presa di posizione sui sistemi di qualità non obbligatori inclusi nella Direttiva sui dispositivi medici (MDD).

      • Norme professionali generiche: perchè delle norme professionali? C’è bisogno di un livello comune di competenze ed esperienze di fabbricazione per far fronte all’aumentata mobilità di lavoratori. Ciò eviterebbe qualsiasi confusione nei termini generici. Le norme professionali descrivono le conoscenze e competenze della professione. Ciò è utile per comparare i sistemi educativi/scolastici, sviluppare sistemi di formazione professionale, la formazione continua, i percorsi di carriera, ecc. Incoraggerebbe la mobilità, migliorerebbe il livello di formazione ed in seguito influenzerebbe il mercato del lavoro. Aumenterebbe inoltre la trasparenza ed il riconoscimento reciproco della professione e delle competenze. Tutto ciò può essere utilizzato per l’elaborazione di linee guida e pratiche ottimali ed avere come risultato una serie di norme professionali europee comuni per gli odontotecnici. Queste dovrebbero essere messe a disposizione in 7 lingue (E/F/D/NL/I/RO/SK). Per dimostrare i benefici di una norma professionale e per facilitare l’armonizzazione della formazione accademica e professionale, FEPPD sta coordinando un progetto tramite il Leonardo da Vinci (chiamato DOSAM, su contratto con DELACO), insieme con altre 11 associazioni partner. Il progetto prende le norme del Regno Unito come punto di partenza. Dopo l’incontro introduttivo di Amsterdam (14/01/2006), nell’estate ed autunno di quell’anno ci furono delle discussioni per stabilire fino a che punto il livello delle norme UK potesse essere accettato nei vari Stati membri. Alla fine dell’ottobre 2006 i risultati nazionali furono analizzati a livello europeo. Il primo incontro transnazionale con tutti i partner del progetto Leonardo da Vinci si tenne a Bruxelles il 27-28 ottobre 2006. Un secondo incontro transnazionale si tenne sempre a Bruxelles il 12-13 gennaio 2007. L’obiettivo specifico del progetto è favorire lo sviluppo di norme professionali generiche ed in particolare promuovere dappertutto la mobilità degli odontotecnici.

      La Federazione olandese degli Odontotecnici ha fatto notare che si dovrebbero scoraggiare le compagnie di assicurazione che offrono incentivi finanziari ai dentisti perché facciano uso di prodotti sottocosto e servizi oltreoceano, soprattutto senza informare di ciò il paziente e senza il suo consenso. NORMAPME e FEPPD sono d’accordo sulla necessità di adottare e mantenere norme rigide all’interno del settore.

      CEN si interessa della normazione laddove si tratta di Cad-Cam. NORMAPME sta seguendo questa questione in quanto gli odontotecnici lavorano utilizzando tali sistemi. NORMAPME richiede precise informazioni e chiare indicazioni sui rischi per la salute e l’ambiente derivanti da componenti quali il nickel e il monomero.

      Il gruppo di esperti sui dispositivi medici ha saputo che la Commissione, DG Imprese- unità F3, ha progettato un mandato che richiede al Comitato Scientifico sui rischi per la salute emergenti e da poco identificati (S CENIHR), che stabilisce, in base al COM 2004/206/CE, la potenziale tossicità per i pazienti e gli utilizzatori (professionisti del settore) dell’amalgama dentario e di materiali di riempimento alternativi. Si richiederanno inoltre una valutazione del contributo dell’amalgama dentale e delle soluzioni alternative per la salute dentaria.

      Valutazione & azioni future

      Nel giugno 2007 il Consiglio Tecnico del CEN ha accettato il mandato M/403 nel campo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione applicate al settore dell’eHealth. L’attività è assegnata alla commissione tecnica CEN/TC 251 Informatica sanitaria, che lavorerà in stretta cooperazione con gli organi tecnici del CENELEC ed ETSI interessati. Per coprire la posizione di consulente in dispositivi medici per questo TC, il centro di gestione CEN ha lanciato un bando di concorso per tale carica.
      Tratto da: normapme.com

      Ecco i responsabili  di:
      FEDERATION OF EUROPEAN DENTAL LABORATORY OWNERS (FEPPD)

 

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