AMALGAMI
dentali ed AMBIENTE
- Le
conseguenze del
mercurio sull'ambiente
Il
mercurio da smaltire proveniente dalla pratica
odontoiatrica è costituito da Rifiuti:
le particelle grossolane di amalgama prodotte
durante il suo innesto o asportazione sono di
solito raccolte e costituiscono il rifiuto
solido. Le particelle più fini sfuggono e
possono sedimentare negli scarichi o essere
trasferite agli impianti di trattamento.
I filtri usati in queste attrezzature
costituiscono un rifiuto che non può essere
incenerito.
Gli effetti sull'ambiente dipendono dalla
solubilità dell'amalgama, dal grado di rilascio
del mercurio, dalla sua forma chimica e dalle
condizioni locali.
Acque di scarico:
le particelle che sfuggono ai filtri degli
impianti di trattamento in parte giungono ai
depuratori. L'installazione di separatori di
amalgama sugli scarichi consente di ridurre la
percentuale di mercurio negli scarichi anche del
90 per cento.
Estrattori d'aria:
il mercurio è presente nell'aria esausta
proveniente dagli aspiratori sotto vuoto
comunemente impiegati nella pratica
odontoiatrica.
Forni crematori:
il contributo varia tra 0,6 e 3,8 grammi di
mercurio per ogni cremazione. In Svizzera studi
specifici hanno permesso di accertare un
contributo dei forni crematori pari allo
0,61-1,53 per cento del mercurio presente
nell'ambiente.
Gli effetti tossici dell'argento liquido
Il mercurio è rilasciato dall'amalgama sotto
forma di vapore, prodotti di corrosione e
particelle di amalgama. Il rilascio di mercurio
è compreso tra 0,4 e 0,73 microgrammi al giorno.
I valori aumentano se agiscono meccanismi
esterni come le gomme da masticare o lo
spazzolino da denti: in questi casi sono state
rilevate notevoli variazioni di concentrazione
anche nel corso della giornata.
La via principale di penetrazione nell'organismo
è inalatoria in quanto l'80 per cento del
mercurio in fase di vapore viene assorbito.
Durante l'inserimento e la rimozione
dell'otturazione, il paziente è esposto ai
vapori di mercurio, ma non si sono rilevati
superamenti dei limiti di esposizione ai vapori
su brevi o lunghi periodi, grazie all'uso di
aspiratori specifici.
Sulla presenza di mercurio nel sangue, plasma e
urine, sono stati condotti molti studi e non
sono state rilevate associazioni fra amalgama e
concentrazioni di mercurio, benché nelle urine
si osservino valori di concentrazione superiori
nel gruppo dei portatori di amalgama. Solo per
il mercurio plasmatico è stato riscontrato
questo legame mentre si è accertato che per la
rimozione dell'amalgama le concentrazioni nel
sangue, nelle urine e nel plasma, dopo un primo
aumento brusco, diminuiscono fino a portarsi a
livelli inferiori a quelli iniziali.
Circa la neurotossicità, malattie
cardiovascolari e neuromuscolari, le ricerche
condotte negli Stati Uniti e in Svezia nel 1992
e 1993 negano la presenza di causa-effetto
collegabile all'amalgama.
L' OMS nel 1991 ha
segnalato la possibilità che effetti avversi
lievi possono manifestarsi in soggetti
sensibili.
I dati più recenti (1995-1996) indicano che
l'amalgama non provoca disfunzioni dell'apparato
renale nell'uomo.
Non sono state riscontrate associazioni
significative tra amalgama, fertilità e
fetotossicità.
I ricercatori hanno concluso che non vi sono
dati sufficienti per sostenere gli effetti della
lega sul sistema immunitario. Viceversa è
possibile che si manifesti ipersensibilità al
mercurio e ad altri componenti dell'amalgama
come i metalli pesanti.
Tratto da: "Tempo Medico" n. 655 del 2 febbraio
2000
Ricordiamo anche che
ogni
protesi introdotta in bocca che
contenga
leghe metalliche basate su legami
ossigeno, sono pericolose in quanto
l'ossigeno (potente ossidante) permette ai
metalli della lega il rilascio di
ioni che
sicuramente
interferiscono con le reazioni
biochimiche dell'organismo !